E fu così che, dopo l’ultima sconfitta a Berlino, la famigerata striscia negativa si interruppe a quota 4. Quella di Milano ovviamente, anche se anche Monaco si è presentata a questo turno con 4 sconfitte in fila poi diventate 5 per mano dei biancorossi milanesi.
Sono diventate 5 perché obiettivamente la differenza tra le due squadre è abissale, non solo e non tanto in termini di talento ma per esperienza, chimica di squadra, QI cestistico e coesione. Non è un mistero che nel Principato si vivono giorni un pò così dopo il diverbio tra il coach e Mike James di qualche partita fa e che si è ripetuto anche stasera…il buon Mike non si smentisce mai, ma ora sta mettendo a repentaglio la sua carriera ad alto livello.
La squadra è stata costruita su di lui e quindi la sua assenza, forzata o meno, condiziona tutto il sistema in maniera pesante. E gli effetti non si fanno attendere quando i monegaschi affondano sul -21 di fronte ad un’Olimpia Milano convalescente lei pure, con le mani freddine più da vicino che da lontano e con l’assenza di Datome a complicare le rotazioni in casa Messina.
Ed a nulla è valso il tentativo di rientro tardivo, ormai i buoi erano scappati dalla stalla anche se comunque è stato apprezzabile. Come lo è stata la zona messa in atto da Mitrovic alla fine, oppure i cambi sistematici aggressivi sugli esterni milanesi lasciando libero a turno Hines o Melli. Tutto questo ha dato vivacità al finale, ma non è bastato.
Forse con un pò più di coraggio del coach a proporre varianti tattiche prima rispetto agli ultimissimi minuti il Monaco avrebbe rotto l’ingranaggio milanese prima di quanto avvenuto aumentando le chances di vittoria. Ma è soltanto un mio parere.
Dal canto suo Messina ha ruotato il personale come fa di solito in Eurolega senza troppe novità se escludiamo i 17 minuti a Daniels. Ma avrebbe dovuto (e forse l’ha fatto), dire alla squadra che un conto è gestire pallone e cronometro, un altro è smettere di attaccare e di giocare. Se opti per l’ultima soluzione devi essere pronto a subire la rimonta avversaria che spesso va a segno anche se non è stato questo il caso.
Adesso per la squadra di Messina turno di campionato contro Brescia (curioso di vedere i minutaggi) e poi doppio turno europeo contro Panathinaikos e Real Madrid. Scenario più probabile 1 vittoria, ma occhio alle sorprese (sia negative che positive), perché non è più l’Eurolega dei nostri e vostri padri.
IL TABELLINO: AS MONACO – OLIMPIA MILANO 65 – 71
DIAMO I NUMERI
162 – non possiamo non iniziare con i secondi in campo del grande ex di turno: Mike James. Stava male ok, ma tutti hanno visto che dopo la sostituzione seguente un paio di non difese volontarie l’ex milanese ha avuto da ridire con lo staff tecnico ed anche per questo non ha più messo piede in campo. Spiace perché un talento così rischia di bruciarsi definitivamente a questi livelli per il suo lato mentale…Prossimo step: Cina.
A meno che non torni quello di 4-5 anni fa che faceva il sesto uomo di lusso con licenza di spaccare le partite senza responsabilità particolari: dove potrebbe farlo? Qua vi voglio….Io proporrei un bello scambio di contratti con Jerian Grant, di certo il cassiere monegasco non si opporrebbe…..
4 – punti, rimbalzi, minuti in campo e valutazione del buon Kaleb Tarczewski. Ormai ridotto ad un caso umano per i tifosi, gioca questi 5 minuti scarsi in campo che sono la perfetta istantanea di che tipo di giocatore sia. A tratti dominante fisicamente come sul tap in facile facile da 20 cm, a tratti troppo goffo per essere vero come sulla azione durata ore in area.
La cosa che fa rabbia è che rispetto a 4 anni fa in campo commette ancora gli stessi errori….A parte tutto io penso che il suo ruolo in questo roster sia più importante di quanti pensano praticamente tutti specie dopo l’arrivo di Bentil. Lo vedremo a primavera nei playoff…..
3 – tolto il sopracitato Mike James sono gli ex del campionato italiano in forza ai monegaschi. Motiejunas lo ricordiamo giovanissimo a Treviso far vedere da subito di essere in possesso di un talento offensivo smisurato ma che non ha mai pienamente sviluppato nella sua carriera. Quando uno così finisce in Cina sappiamo già il perché: curioso comunque il suo desiderio di tornare a competere in Eurolega ed è apprezzabile in fondo questa sua volontà. Solo che gli anni cinesi, l’età che avanza e le pessime abitudini che si è portato dietro per tutta la carriera lo rendono il bersaglio da attaccare per gli avversari date le sue doti difensive piuttosto scadenti. Una parabola molto simile, caratteristiche incluse, a quella del Mago Bargnani.
Motum invece dopo gli inizi in Virtus ed anni interessanti all’Efes si è perso per strada e sta tentando di dare una svolta alla carriera, per ora invano. Will Thomas infine, dopo la rampa di lancio avellinese e tanti anni di onorata carriera anche in Eurolega (a San Pietroburgo ad esempio) pare sul viale del tramonto per questi livelli. A 35 anni, potrebbe tornare in LBA……
14 – il differenziale a favore dei campioni di Eurocup nei liberi tentati. Di solito è una statistica che condanna chi ha così tanti tentativi in meno rispetto all’avversario. Non questa volta, anche perché i 7 tiri liberi sbagliati hanno avuto un bel peso, in una gara finita con Milano vincitrice di sei punti…..
5 – il numero di Paris Lee, playmakerino piuttosto fastidioso per gli avversari che mi ha ben impressionato. Non per i 19 punti e 6 assist che pure non sono certo cifre da buttare, ma per la sua pressione sul portatore di palla che tra l’altro non era nemmeno accentuata troppo dovendosi risparmiare causa sciopero di Mike James. Ecco, lui lì celo vedrei bene all’Olimpia da specialista…5 poi è anche il voto ai genitori per la scelta del nome di battesimo, penso che a scuola ne abbia dovuto subire di ogni…..
27 – i minuti degli italiani (24′ Melli, 3′ Ricci) dell’Olimpia causa assenza di Gigi Datome. E’ un dato che deve far riflettere soprattutto in ottica estate 2022 in chiave mercato. Scadranno i contratti di Biligha e Moraschini, vedremo la fine che farà Alviti ma soprattutto a tenere banco sarà Stefano Tonut che è in scadenza con Venezia e che a quanto pare ha solo rimandato di un anno il matrimonio con i colori biancorossi. Potrebbe tornare alla base Bortolani e poi bisognerebbe provare a prendere uno tra Fontecchio e Polonara per ampliare la qualità del pacchetto italico.
Checché taluni ne dicano è importante avere una buona base indigena, storicamente quando Milano l’ha avuta ha sempre ottenuto grandi risultati. E non mi riferisco solo ai big Gentile ed Hackett ad esempio, ma anche i comprimari capaci di lasciare il segno come Rocca, Cerella, Fajardo, il Cincia……meno americani scarsi o che fan fatica ad adattarsi e più italiani, grazie.
SALA STAMPA
Ettore Messina
“E’ stata ovviamente una vittoria importante. Sono felice perché per tre quarti abbiamo giocato una partita completa in attacco e in difesa, poi ci siamo rilassati troppo e anche spaventati. Ci siamo complicati la vita da soli, ma voglio lo stesso complimentarmi perché rompere una striscia perdente non è mai facile.
Loro sono atletici, hanno fisico e in campo aperto potevano essere pericolosi e lo sono stati nel finale. Però, abbiamo costruito la nostra gara sulla partita di Brindisi, ad un certo avevamo subito appena 44 punti in 32 minuti. Mi voglio tenere i primi 35 minuti da buona squadra, in trasferta, su un campo difficile.
Siamo stati bravi a non farli correre. Volevamo ritrovare difesa e fisicità, non arrivare mezzo secondo tardi nelle situazioni difensive e l’abbiamo fatto. In attacco volevamo cercare il secondo lato perché noi cerchiamo sempre di creare un vantaggio e questo qualche volta ci porta a forzare. Invece dobbiamo riconoscere quando il vantaggio è reale.
Bentil come Mitoglou può segnare da tre perché tira con sicurezza, i compagni si fidano di lui e in attacco dobbiamo cercarlo di più vicino a canestro dove può darci una dimensione interna che a noi servirebbe molto.
Delaney si è innervosito sulla pressione di Paris Lee, che è stato davvero bravo a pressare sia lui che Chacho, ma stiamo vedendo un Delaney buono, perché se sta bene tira anche bene. Per noi è fondamentale, che lui e Rodriguez riescano a darci minuti di qualità anche insieme”.
Cristiano Garbin
@garbo75