Uno scudetto e due Coppe di Grecia, a cui aggiungiamo sei bastonate inflitte agli acerrimi rivali del Pireo. Questo è quello che ha conquistato Argyris Pedoulakis in un anno e mezzo di gestione della scottante panchina del Panathinaikos.
Tra i suoi grandi meriti, quello di aver raccolto la pesante eredità di Obradovic riportando il titolo dalle parti di Kifissia nella maniera più affascinante, ossia andandolo a sfilare all’Olympiacos direttamente nel catino della “Pace e dell’Amicizia”.
Gli era stato chiesto di tornare a vincere, con una squadra ogni anno smembrata e tutta da ricostruire e lui lo ha fatto, ma solo in ambito “locale”. Evidente quindi che la sua defenestrazione sia figlia degli insuccessi continentali del club, con un budget non certo faraonico come gli anni scorsi, ma neanche da buttar via, messo a disposizione dalla famiglia Giannakopoulos.
Quella proprietà, che indispettita dalle continue polemiche e ripicche degli ultimi tempi con i vertici della Eurolega, ha da sempre come obiettivo principale, dando per scontato il dominio tra i confini nazionali, vedere il trifoglio primeggiare in Europa.
L’addio a Pedoulakis non è una decisione presa “di pancia” all’indomani della clamorosa ed inopinata disfatta di Oaka contro il Laboral, è invece la conseguenza di un rapporto contrastato che già nel novembre scorso, come da noi scritto, stava per sfociare nella separazione.
Due le cause che hanno segnato il destino di Pedoulakis, ossia la costruzione del roster e la sua gestione.
I giocatori arrivati ad Atene in questi quasi due anni, sono stati tutti giocatori voluti espressamente dall’allenatore, che però non ne ha saputo gestire l’utilizzo in maniera adeguata. Pappas e Giankovits, arrivati in estate dal Panionios, ne sono un esempio lampante, tanto per non far nomi. Altrettanto si può dire di Batiste e Mavrokefalidis, mentre i cattivi rapporti con Ukic sono storia a parte.
La situazione è precipitata nelle ultime settimane, con il malcontento dello spogliatoio(parliamo dei giocatori utilizzati poco o nulla dall’allenatore)cresciuto in maniera esponenziale e Pedoulakis nella confusione più totale.Emblematico di questo status, un time out al Forum di Milano iniziato in inglese e poi proseguito in inglese! Si vocifera che negli ultimi tempi i giocatori ascoltassero solo le indicazioni di Alvertis, l’uomo chiamato adesso a traghettare la squadra fino all’estate.
Quell’Alvertis, bandiera del Pana per tanti anni sul parquet, chiamato adesso a mettere in pratica tutte quelle indicazioni raccolte in stagioni vissute all’ombra di Obradovic e Itoudis.
In attesa magari di Gershon o Katzikaris o di mister X.
Alessio Teresi