Ormai ci siamo.
Sabato finalmente a Barcellona verranno assegnate le 4 wild card per il mondiale di Spagna della prossima estate, e l’uscita di scena dell’Italia aumenta in maniera esponenziale le possibilità per la nazionale greca di prender parte alla competizione con l’invito della Fiba.
Ricordiamo che oltre agli ellenici,tra le squadre europee, ci sono in lizza anche Turchia, Russia, Bosnia, Germania, Finlandia, Israele e Polonia, presumibilmente per due posti. Oltreoceano invece i pass dovrebbe andare, a meno di sorprese, a Cina e Brasile.
Ad Atene han fatto di tutto per ottenere questa benedetta wild card, soprattutto c’e’ stato un ingente sforzo economico(oltre un milione di euro) dal parte della Federazione, in collaborazione con banche ed imprenditori locali.
Ne consegue che Vassilakopoulos e l’entourage greco siano molto fiduciosi sull’esito della scelta della Fiba, così fiduciosi al punto di aver già predisposto un programma per arrivare in Spagna a fine agosto con le idee ben chiare, cosa non avvenuta invece la scorsa estate agli europei in Slovenia.
Come già preannunciato da tempo, in caso di wild card sulla panchina della nazionale greca siederà finalmente Fotis Katsikaris, tenuto in caldo dalla federazione già dallo scorso anno, quando abbandonò la guida della nazionale russa a pochi giorni dall’europeo. La guida tecnica del settore nazionale verrà affidata a Kostas Missa, che quindi svolgerà un ruolo importante di coordinamento dello staff di Katsikaris.Verrà così risolto il contratto(non particolarmente oneroso) part-time di Andrea Trinchieri, che quindi non completerà il biennale firmato.
Per la prima decade di febbraio è poi in programma un viaggio negli Stati Uniti di una rappresentanza della federazione, con l’obiettivo di coordinare il da farsi con i 3 giocatori greci che giocano in Nba.
Si punta ad avere Koufos, Calathes e Antetokoumpo a disposizione per l’intera fase di preparazione ed avvicinamento alla competizione mondiale. Sperando questa volta ci sia un pò più di disponibilità da parte delle franchigie americane e dei giocatori stessi, visto quel che accadde lo scorso anno con Denver e Koufos.
Alessio Teresi