Lubjana, 13 settembre 2014- Non abbiamo problemi a dirlo: la Grecia è stata grande contro la Spagna e Trinchieri idem.
L”ex coach di Cantù è uno abituato a vivere pericolosamente ed a sapersi risollevare proprio nel momento in cui è alle corde ed in procinto di andare al tappeto, per sferrare invece lui il colpo mortale all’avversario.
Alla guida della nazionale ellenica si è già trovato in una situazione di estrema difficoltà dopo le due sconfitte contro Macedonia e Bosnia, patite in preparazione all’europeo in Germania.
In quella occasione, criticato aspramente e quasi mandato al rogo da mezza Nazione, ha saputo mettere a tacere tutti , prima minimizzando i risultati con la sua consueta dialettica, poi sfoderando una Grecia diversa e vincente al Torneo dell’Acropoli.
Con il l match di giovedi sera contro la Spagna, la storia si è ripetuta con un Trinchieri sicuro di sè stesso e dei suoi giocatori nella conferenza stampa pre-match e la promessa di ottenere una grande impresa mantenuta poi sul campo.
Molto lo deve ai suoi giocatori e non soltanto ad uno Spanoulis tornato in versione “Kill Bill”, ma anche a quei giocatori, e cito Bourousis, Kaimakoglou, Bramos, Printezis con cui non sono mancate le divergenze, anche piuttosto accese, dopo le disastrosa prova contro la Finlandia.
La bravura di Trinchieri, al di là delle scelte tattiche alcune anche forzate( vedi Kavvadas in campo in starting five non potendo disporre di un Mavro al 100%) è stata proprio quella di esser riuscito a tenere comunque il gruppo unito: a far capire ai giocatori che non era il momento di mollare al di là di simpatie o antipatie reciproche.
Lo spogliatoio è stato probabilmente “ripulito”, qualcuno ha pagato direttamente qualche atteggiamento in allenamento che è poco piaciuto al coach(Fotsis’).
La sostanza è che comunque il bene comune ha prevalso e l’allenatore è riuscito a tenere in pugno la situazione.
Chiaro che siamo analizzando una situazione attuale e quindi estremamente variabile nelle prossime ore.
E’ infatti in arrivo un’altra partita per la Grecia da “dentro o fuori” contro la Slovenia ed in caso di sconfitta, apriti cielo!
Si tornerebbe comunque a criminalizzare le scelte dell’allenatore, a rimarcare gli scempi di Bourousis in difesa, così come le esclusioni di Fotsis e le ingenuità di Kavavdas.
Contro la Slovenia sarà un’altra battaglia che avrà implicazioni psicologiche enormi quanto quelle della partita contro la Spagna.
Trincheiri questa volta non vede e chiede facce diverse, ma le stesse di due giorni fa.
Chissà se sarà accontentato.
Alessio Teresi