San Pietroburgo (RUS), 22 febbraio 2021 – Un’altra battaglia, ma dall’esito inverso, tra Zenit San Pietroburgo e Olimpia Milano nel recupero della quinta giornata di Turkish Airlines Euroleague.
Dopo la rimonta milanese nella sfida al Forum di tre settimane fa, tocca alla squadra di Coach Xavi Pascual prendersi la rivincita, ribaltando anche il -6 dell’andata.
79-70 ampiamente giustificato dall’organizzazione difensiva eccellente dei russi. Una fisicità a lungo insostenibile per l’Olimpia, che muove poco il pallone con Malcolm Delaney al comando delle operazioni. Oltre a ottenere veramente poco sotto canestro aldilà di un encomiabile Kyle Hines, quasi da solo a combattere finendo per sfiorare la doppia-doppia (9+10)
Parlavamo della difesa dei padroni di casa, talvolta premiata da un metro arbitrale generosamente permessivo. Comunque spinta propulsiva vitale, concretizzata al meglio in attacco dal pick and roll magnificamente orchestrato da Kevin Pangos. Il play ex Zalgiris e Barcellona griffa una prestazione totale da 16 punti, 10 assist, 4 rimbalzi, 3 recuperi e 25 di valutazione.
Milano sconta una pressione sulla palla ben inferiore rispetto alle recenti abitudini. Le mancate rotazioni difensive sul rollante, dal lato debole, sono state conseguentemente vanificate. Arturas Gudaitis e Alex Poythress hanno dunque banchettato nel pitturato biancorosso, combinando per 26 punti e un notevole 11/15 da 2.
La squadra di Ettore Messina, per una volta, ha effettivamente sentito il peso delle assenze. Al cospetto di una difesa così fisica, la mancanza dell’atletismo garantito da Zach LeDay e Jeff Brooks non ha aiutato a dare respiro a una manovra che, spesso, non ha trovato fluidità.
In un reparto ali grandi ridotto all’osso, Gigi Datome e Vladimir Micov non hanno avuto grandi spazi per tirare e incidere sulla partita. Per quanto il serbo, nei primi due quarti, è riuscito a segnare un paio di canestri cruciali per mantenere Milano a contatto sul primo tentativo di fuga dello Zenit.
Occasione succulenta per l’immediato riscatto arriverà giovedì sera, quando al Mediolanum Forum si presenterà un Khimki in completo disarmo. Obbligatorio il referto rosa, che condurrebbe Milano a 1-2 vittorie dalla certezza di un posto nei playoff.
Zenit San Pietroburgo-A|X Armani Exchange Milano 79-70
I numeri
2 – I falli commessi da Kaleb Tarczewski nei primi 65″ di gara. Come abbiamo avuto modo di apprendere dai suoi anni all’ombra della Madonnina, una mezza condanna per il lungo americano. Diventa intera per Milano quando costringe Kyle Hines ad una certa sovraesposizione. Stasera non tanto per il minutaggio dell’ex Cska quanto per condizionamento del game plan di Messina. Certo, qualche minuto di Biligha, forse, sarebbero stati possibili, ma con i se e con i ma non si è mai fatta la storia. Il possibile arrivo di Jeremy Evans, sul conto del quale attendiamo novità, sarebbe un grande aiuto soprattutto per queste eventualità.
7 – Sono i palloni tirati giù dal polacco Mateusz Ponitka. Saremmo tutti portati a pensare che sia stato Arturas Gudaitis il miglior rimbalzista dei russi in una serata così dominante. Invece ha svettato l’ala volante del nord, che è anche finissimo interprete del gioco in transizione di Xavi Pascual. Particolare che non si nota, ma che ha una valenza assoluta perchè consente a Kevin Pangos di risparmiare fatiche che significano maggiore lucidità complessiva. Gli effetti si sono visti…
10 – A proposito del diabolico play tascabile canadese, dieci sono i suoi assist. Rivederlo in piena efficienza, dopo la tormentatissima stagione a Barcellona, è una gioia per gli occhi. La dimostrazione che si può serenamente dominare ad alto livello anche dall’alto (per così dire) dei suoi 186 centimetri. Un computer: sa quando partire in palleggio con il timing perfetto rispetto al blocco. E’ attentissimo a tenere dietro il suo marcatore dopo aver acquisito il vantaggio. Sbaglia pochissime scelte. D’altronde, parliamo di un ragazzo che ha trascinato lo Zalgiris Kaunas alla realizzazione di una delle più grandi imprese nella storia recente del Torneo.
16 – I punti di Kevin Punter nel secondo tempo. Ovvero tutti quelli realizzati nei 23’29” spesi sul parquet della Sibur Arena. L’impressione che faccia fatica a fare la differenza quando il livello di fisicità si alza, però è confermato anche il suo carisma. Terzo quarto da 10 punti a mettere Milano davanti. Altri canestri arrivano a rispondere alla prima sfuriata russa nell’ultima frazione. Forse dimenticato troppo a lungo in panchina nella parte centrale del quarto periodo.
6/21 – Il dato milanese dal perimetro. Giunta a San Pietroburgo come miglior squadra nel tiro da tre, un misero 28,6% dall’arco che è stato un macigno sulle ambizioni odierne dell’Olimpia. E’ anche conseguenza della difficoltà a far circolare il pallone sui due lati dell’attacco, muovendo la difesa avversaria.
Sala Stampa
Ettore Messina
“È stata una partita tra due buone squadre che giocano in modo molto fisico. Credo che la partita sia stata l’esatto contrario di quella di Milano, lì il quarto quarto lo avevamo fatto meglio noi, qui l’hanno fatto meglio loro. Negli ultimi dieci minuti non siamo stati abbastanza precisi su ambedue le estremità del campo. Loro per tutta la gara ci hanno attaccato con il gioco in post basso soprattutto di Will Thomas e noi difensivamente non abbiamo avuto le risposte necessarie. E’ successo anche nel finale di gara sul perimetro contro Kevin Pangos. Complimenti a Coach Xavi Pascual, hanno meritato di vincere“
Francesco Sacco
@sacco941