Roma, 10 marzo 2019 – Una vittoria pesante, che vale letteralmente oro per quanto pesa, riporta il sorriso alla Virtus Roma in missione che ha la meglio in casa sulla Bertram Tortona per 79-66, nel 9° turno del girone di ritorno del girone Ovest della Serie A2. Una vittoria che consolida il suo primo posto a quota 34 punti e che domenica prossima 17 marzo (in diretta TV su Sportitalia alle ore 12:00), al PalaSojourner vs la Zeus Energy Rieti sconfitta a Capo D’Orlando per 88-84, le consente di andarsela a giocare in Sabina con uno spirito certamente più leggero perchè ora a +4 punti ma, qualora dovesse subire un’altra sconfitta vs Rieti, la Benfapp Capo D’Orlando potrebbe si agganciarla in vetta ma le starebbe dietro in virtù degli scarti negli scontri diretti, mantenendo ancora una vittoria di vantaggio sempre sui sabini.
Ma ci sarà tempo per preparare e parlare di questa gara importantissima, intanto questa sera la PalaLottomatica la Virtus Roma in missione si gode questa vittoria dopo due prove a dir poco tafazziane (come definire altrimenti la sconfitta di Trapani prima della Coppa Italia?), che rende tutto l’ambiente più sereno, soddisfatto e pacioso e che alla fine è l’aspetto più positivo della serata. Ma che la Bertram Tortona abbia facilitato, e non di poco, la vittoria dei ragazzi di Piero Bucchi…Beh, direi che si possa dire con la massima serenità. Non vorrei essere particolarmente duro nei confronti dei bianconeri piemontesi ma, usando una terminologia usata qualche tempo fa nel calcio, oserei quasi dire che la Bertram Tortona si sia letteralmente scansata questa sera al PalaLottomatica, facilitando di fatto il passo comunque deciso della Virtus Roma in missione, senza mai dare la sensazione di potercela fare, come invece accaduto nel recente passato da parte delle altre avversarie che hanno incontrato la capolista.
Era reduce dalla kermesse marchigiana della LNP il gruppo della Virtus Roma in missione, dopo aver disputato due buone gare se non addirittura quasi perfetta la prima vs Verona, ma si sapeva che psicologicamente sarebbe stato duro battere un team esperto e coriaceo come quello della Bertram. Il ricordo dello stop interno vs Capo D’Orlando, la pazzesca sconfitta di Trapani, tutte scorie che avrebbero potuto vagare nella memoria collettiva di un gruppo caduto in un uno strano stato di crisi mentale, più comunemente denominato “paura di vincere”. Inoltre, a rendere alla vigilia le cose ancora più complicate, ci si metteva l’influenza a stendere Tommaso Baldasso e Marco Santiangeli, bilanciando però queste news negative con il rientro a referto, dopo dopo quasi 40 giorni in campo, di un Daniele Sandri che avrebbe potuto soffrire (come poi alla fine è stato), il ritmo della gara.
Dunque inevitabile che l’atmosfera al PalaLottomatica fosse abbastanza tesa alla palla a due e che diventasse addirittura spaventata quando, concluso avanti sul 15-10 un primo periodo abbastanza simile a quello vs Capo D’Orlando, con la Virtus Roma in missione a non concretizzare le tante opportunità al tiro e con l’aggravante questa volta di aver perso ben 6 possessi, si passava dal 17-10 d’inizio secondo periodo (11′ di gioco), grazie a due liberi di un molto positivo Amar Alibegovic (9 p.ti in serata ma uno più prezioso dell’altro), al 26-26 del 16′ grazie ad un Tautvydas Lydeka apparso comunque la brutta copia del bel centrone ammirato a Cremona e Pesaro in passato. Questa volta però la reazione della Virtus Roma in missione c’era, in verità anche facilitata dalle pessime percentuali di tiro dei bianconeri e, grazie ai Dioscuri Henry Sims e Nic Moore, corroborati da un ottimo Andrea Saccaggi, l’Urbe si staccava nel punteggio sino al 34-26: da quel momento la gara avrebbe avuto un solo padrone, chiudendosi al 20′ di gioco sul 40-32 con due triple di Nic Moore, comode comode.
Ed al rientro in campo dall’intervallo lungo, quando cioè nel terzo periodo una “rubata” all’Arsenio Lupin di Nic Moore consegnava addirittura il +14 alla Virtus Roma in missione (46-32 al 23′), l’aria finalmente si faceva salubre, facilitata però dall’inconsistenza di una Bertram Tortona monocorde, prevedibile ma soprattutto anche priva del fratello di Amar Alibegovic, quel Mirza che di media ne mette 16,1 p.ti/gara, secondo miglior marcatore della squadra. Ok, Pablo Bertone ci metteva del suo (alla fine per lui 16 p.ti e 6 rimbalzi), ma i piemontesi potevano vantare qualche speranza grazie ad un buon Kenneth Viglianisi (13 p.ti), per il resto poco, poco poco da Brett Blizzard e Tau Lydeka (9 p.ti a testa), al minimo sindacale direi.
Ma l’attuale Virtus Roma in missione non sarebbe reduce da due clamorosi scivoloni in due gare quasi vinte, per caso. Nonostante il +14 appena citato, invece di vedere la gara per l’Urbe scivolare via verso una doppia cifra di vantaggio con il due davanti, iniziavano gli smarrimenti, le mancanze, le disattenzioni e lo stesso Piero Bucchi, da perfetto stratega e profondo conoscitore dei polli nel suo pollaio, chiamava addirittura un time-out al 26′ di gioco, dopo che Gabriele Spizzichini (in bocca a lupo per lui, uscito per una scavigliata nel quarto periodo), aveva messo dentro il 48-38…Eloquente? La Virtus Roma in missione ripigiava sul gas ma senza molto costrutto, idem Tortona e Bobo Prandin metteva un bel canestro in entrata al ferro e, quasi al terzo suono della sirena, Aristide Landi metteva dentro la sua prima tripla della gara chiudendo il parziale sul 55-46: grande esultanza dell’ala lucana e PalaLottomatica in festa!

Ottimo Aristide Landi, 6 assist e doppia doppia per lui
Nell’ultimo periodo, le difficoltà di fluidità della manovra e di realizzazione della Virtus Roma in missione si annacquavano grazie ai bei canestri in sequenza di un Amar Alibegovic molto ma molto deciso e freddo: era proprio lui a punire un certo Luca Garri, sia da post basso portandolo a scuola che da fuori, 59-46 al 32′ ed altro timeout questa volta di Marco Ramondino, un pò sconsolato in verità. L’Urbe si chiudeva a testuggine, quarto fallo già speso al 33′ (mentre la Bertram non ci arriverà proprio ai quattro falli alla fine del periodo…), ed intanto ancora Amar Alibegovic ed un Nic Moore meno sconclusionato del passato, piazzavano un altro break, 63-49. Tortona aveva un sussulto d’orgoglio e quando proprio lo sfortunato Gabriele Spizzichini metteva una tripla prima che si procurasse l’infortunio citato, seguito da Kenneth Viglianisi, di nuovo un pò di timore si diffondeva del palazzo. A chiudere la pratica però ci pensavano prima Henry Sims e dopo Tommy Baldasso da tre (73-59 al 38′), ed iniziavano i titoli di coda, insieme ad un grande, sospiro di sollievo del popolo virtussino.
Obiettivo raggiunto, bene così dunque per la Virtus Roma in missione. Ok, le gare in questa parte finale del torneo sono tutte (quasi) più vinte dai nervi che dalla freddezza del calcolo tattico ma era importante vincere, per tutto e per smuovere quel brutto senso di negatività avvertito vs Capo D’Orlando e Trapani. Le note liete ci sono tutte, come ad esempio la doppia doppia di Henry Sims (17 p.ti e 12 rimbalzi ma con un 5/12 che fa un pò storcere il naso…), e di Aristide Landi con 10 p.ti, 15 rimbalzi ed assist-man da 6 palle regalate, da post alto spesso per le imbucate di un ottimo Andrea Saccaggi (15 p.ti da 6/6 dentro l’arco), con un Nic Moore che ha scelto delle belle opzioni, segnando anche tripla importanti come quelle di fila nella parte finale del secondo periodo ma anche perdendo 4 possessi: per lui 18 punti ma solo 7 di valutazione. Infine benissimo il lavoro duro e “sporco” di Roberto Prandin e che dire dei 9 p.ti di un Amar Alibegovic molto concreto, con due stoppate? Tommy Baldasso pareggia gli assist con Aristide Landi, 6 pure per lui ed 8 punti nel carniere, apparendo anche a volte più veloce del solito!
I numeri globali poi spiegano la differenza anche di fame tra le due squadre, non è strano ad esempio che la Virtus Roma in missione perda ben 19 possessi vs i soli 9 dei piemontesi, vincendo con 13 punti di scarto? Ed il differenziale nella valutazione finale? La Virtus Roma in missione dice 96, la Bertram Tortona dice 62…Più chiaro di così, difficile direi. Ed in effetti tutto il torneo dei Leoni di Tortona è stato un lento incedere dal peggio al leggermente meno peggio, togliendo almeno le soddisfazioni nei derbies vs Biella e Casale Monferrato, ma oggi il team di Marco Ramondino, coach apprezzato e bravo a dire poco, non ha dato proprio l’idea di essere venuta a Roma con il coltello tra i denti.
Comunque sia, sette giorni adesso per preparare al meglio, specialmente di testa ed un pò meno di tattica, la gara vs Rieti. Giah, la testa. Non si può pretendere le scintille da questo gruppo, in fin dei conti Piero Bucchi lo ha sempre detto, anche perchè siamo a fine stagione ed ora le gare pesano molto più di prima. Quindi applausi per aver superato l’ostacolo Tortona, in attesa tra l’altro che si dipani la matassa (vergognosa), della Mens Sana, che potrebbe poi regalare forse anche più distacco a favore della Virtus Roma in missione rispetto alle sue dirette inseguitrici se i toscani venissero esclusi dal torneo: sia Rieti che Capo D’Orlando hanno vinto un gara vs Siena e, nel caso si azzerassero i suoi punti, laziali e siciliani perderebbero due punti mentre la Virtus Roma in missione no, avendo perso al PalaEstra lo scorso 9 dicembre.
Vedremo cosa accadrà ma, scritto con molta franchezza, si faccia presto e si faccia subito perchè la regolarità di questo campionato, già messa a forte rischio, non può essere ridicolizzata in questo modo!
Sala Stampa
Piero Bucchi
Abbiamo giocato nel complesso una buona gara: ci sono state tante cose positive. Siamo stati bravi, nonostante qualche momento di distrazione, a ottenere il risultato che speravamo. Da domani penseremo a migliorare nelle piccole cose che oggi ci avrebbero permesso di chiudere prima la partita».
Amar Alibegovic
«Ho cercato di giocare con la maggiore intensità ed energia possibile per essere di supporto alla squadra: lavoro ogni giorno per ottenere sempre più risultati e mostrarli poi in partita. Mi sento in una fase di crescita e fortunato ad avere un compagno come Henry Sims, da cui imparo ogni giorno»
Virtus Roma – Bertram Tortona 79-66
Parziali: 15-10; 40-32; 15-14; 24-20
Progressione: 15-10; 25-12; 55-46; 79-66
MVP: molto bravo Henry Sims, ma anche Aristide Landi gli sta vicino in questo giudizio vs la Bertram.
WVP: Klaudio Ndoja, un veterano vincitore giù due volte del torno (con la Brindisi di Piero Bucchi e con le V Nere bolognesi), fa capire quale sia il clima, un pò disimpegnato diciamo, che si respira nella Bertram oggi, prendendosi un -3 di valutazione che è tutto dire.
Fabrizio Noto/FRED