A LA evidentemente giocare durante le feste non piace molto: come a Natale, seppur con qualche punto in meno di scarto, anche nella notte di Pasqua i Lakers cedono agli Hornets, che rimettono in discussione quanto sembrava essere già un ottimo punto di partenza da dove ripartire per chiudere i conti allo Staples. Non è andata però così: LA poteva mettere la parola fine alla serie e lascia invece uscire New Orleans in un tripudio, perchè a questo punto gara-6 sarà ancora in Louisiana, qualsiasi cosa accadrà 2000 miglia più in là…e il fattore campo qui, tra migliaia di fazzoletti e il celeberrimo grido ‘Beat LA’ , ha un peso non indifferente.
Peccato perchè gli ospiti partono bene con una buona rotazione di palla, ottendendo buoni spazi per jumper, ma anche un controllo sui ritmi di gara. I campioni in carica accelerano al ritorno in campo dopo il primo timeout e con i punti di Artest volano sul +9, che resterà il massimo vantaggio concesso dagli Hornets agli avversari. A rimettere presto le cose in chiaro c’è un 8-0 capitanato da Trevor Ariza, costante insidiosa per tutto il prosieguo del match; i Lakers arginano la spinta di New Orleans con la ritrovata mano catalana e la agguerrita difesa di Ron Ron. Male Kobe che al termine del primo quarto, così come Paul dall’altro lato, avrà solo sparacchiato sul ferro, seppur piazzando nelle mani dei compagni 7 preziosi assists.
Nel secondo periodo si fa vedere la second unit losangelena che, con Bynum presente nel pitturato e l’energia del solito Brown, tiene testa alla panca Hornets. LA sembra avere la faccia di chi vuole chiudere qui la serie, ma dopo un’inquietante pausa pubblicitaria condita di gamberoni grigliati (alle 4.25 di notte!) Ariza riparte da dove aveva cominciato con Kobe incapace di tenergli testa, intanto Paul, medicato per un taglio all’occhio destro, rientra e segna subito. Ora i gialloviola provano la fuga, con Bynum e la bomba di Artest che mettono 8 lunghezze a 3.30 dal termine, ma è un allungo debole perchè l’attacco con Bryant continua a trovare solo errori, mentre CP3 infiamma la folla bruciandolo sul primo passo. Il Mamba sbaglia persino un libero guadagnato da un tecnico e si perde nel finale con uno sterile trashtalking verso Ariza, mentre Okafur infila invece il 49-45 finale chiudendo un secco parziale di 12-0 per i padroni di casa. Per la prima volta dopo 7 anni, Kobe (nervosissimo) chiude senza aver messo punti a referto in un tempo nella postseason, dall’altra parte, Ariza e Landry paiono inarrestabili.
Al ritorno sul parquet ci sono sì le bombe di Paul e Belinelli, ma fa più notizia il ritorno del vero Kobe che con 8 punti filati che rimettono un solo punto di distacco tra i due team. LA concede troppe seconde chance, ma attacca tutto sommato bene in un parziale dove i veri protagonisti sono gli arbitri con tanti fischi e dove torna a prevalere grande equilibrio. Nel finale c’è tempo per Paul di raggiungere la sua seconda tripla doppia assoluta ai Playoffs e per Kobe (14 punti nel solo terzo periodo) di volare al gradino più basso del podio per liberi segnati durante la postseason nella storia della NBA. Ultimi 12 minuti da cardiopalma: Bynum salva la second unit da una decisiva imbarcata degli Hornets che con un 6-0 danno una bella scossa alla gara, a 3′ dal termine però LA spreca con Artest e Kobe due ottime occasioni per pareggiare, vanificando l’ottimo lavoro difensivo di Fish sul rapidissimo Paul. La tensione sale ancora di più quando Kobe inseguendo Green si storta la caviglia sinistra. Il #24 non solo cerca di rifiutare il cambio, ma rientra già nel possesso successivo infilandosi tra tre avversari e consegnando un gioiello al liberissimo Gasol, che però si perde in un bicchiere d’acqua e non afferra la palla; ai liberi gli Hornets fanno +6, ma Pau di tutta rabbia colleziona due ottimi possessi, regalando ai suoi un 2+1 e offrendo a Lamar un comodo 2-2 ai liberi. L’ultimo possesso di New Orleans viene giocato sui 24”, la difesa gialloviola lavora benissimo, Kobe chiude Paul che giunto fin sotto il canestro è costretto a scaricare su Jack che colpevolmente solo infila in fade away il jumper decisivo del +4. A nulla servirà la schiacciata di Gasol perchè ai liberi i ragazzi di coach Williams non sbagliano più…finisce 93-88 e la serie torna così a South Figueroa Street in assoluta parità.
Peccato perchè nel primo tempo erano bastati solo due canestri del trio Bynum-Odom-Kobe per rimanere a contatto, ma la sveglia di Kobe è comunque suonata tardi e se poi la caviglia colpisce proprio nel momento del bisogno, è arduo riuscire a portare a casa questa W. Vanno fatti i complimenti al magico Chris Paul, all’atletismo di Ariza che a LA era ben noto per la difesa ma che qui fa male anche in attacco, ai tanti rimbalzi raccolti e ad una grinta certo maggiore rispetto a quella messa in campo dai Lakers, che come già visto giocano un buon basket solo a rari sprazzi. La pressione si sposta ora tutta su gara-5, ma LA ha perso una battaglia e non la guerra…next stop martedì notte
Michele Di Terlizzi