Il nostro treno virtuale dopo aver attraversato la Penisola in lungo e in largo (ultima tappa Sassari), fa tappa nella capitale economica e cestistica (al maschile) d’Italia, Milano.
E’ il turno di Repower Sanga Milano, neopromossa in A1 con tanta voglia di fare bene e un potenziale mediatico infinito anche per effetto della collaborazione e della recente sponsorizzazione con EA7 ed il gruppo Armani.
Protagonisti di oggi il coach e deus ex machina Franz Pinotti ed una delle protagoniste della cavalcata della promozione , Elisabetta Penz. Buona lettura!
ELISABETTA PENZ
Quanto a lungo avete festeggiato per la promozione? Quanto entusiasmo c’è nello spogliatoio per l’epilogo della scorsa stagione?
La promozione ce la siamo goduta in tutto e per tutto. Subito dopo la grande festa al palazzetto di Costamasnaga siamo andate (grande classico) a mangiare tutti insieme, giocatrici, coach e staff! Nei giorni seguenti abbiamo avuto l’opportunità di essere presentate durante una partita dell’Olimpia Milano davanti al pubblico del Forum come la Serie A di basket femminile di Milano. Un altro evento molto emozionante. Poi cene e altro divertimento, tra cui un paio di giorni al mare tutte insieme! Questi momenti di squadra non hanno fatto altro che aumentare l’identità e la forza di un gruppo che si è costruito negli anni e che ancora oggi si sta conoscendo e migliorando.
Raccontaci come hai trascorso l’estate, dove sei andata e cosa hai fatto di bello
Rispetto agli anni scorsi in vista dell’esordio in A hai cambiato qualcosa nella tua preparazione e nell’avvicinamento all’inizio della stagione?
L’estate è servita per rilassarsi. Sono andata al mare un paio di settimane, ma il pensiero alla nuova stagione è sempre stato presente. Ne ho approfittato per riposare il corpo, la mente, ma anche per lavorare sul fisico e farmi trovare pronta alla preparazione. Ovviamente i primi giorni sono quelli a cui non ci si abitua mai, neanche se ci si lavora tutta l’estate, si sa, sono sempre duri, ma alla fine sono anche quelli che ti permettono di arrivare pronta alla prima palla a due.
Quest’anno avrai la possibilità di calcare grandi e gloriosi parquet, dopo l’antipasto all’Allianz Cloud di gara1 di finale. Come cambia giocare in quegli ambienti grandi e trasudanti storia?
Ammetto che l’Allianz Cloud è stato qualcosa che porterò nel cuore tutta la vita. Si è creata un’atmosfera strepitosa, con un pubblico splendido, coronata da una grande vittoria. Non si poteva desiderare di più. Quest’anno i palazzetti in cui giocheremo saranno davvero affascinanti. Bologna, Schio, Venezia, sono solo alcuni dei parquet che non vedo l’ora di visitare da una prospettiva che non ho mai vissuto. Sarà sicuramente emozionante, ma non deve diventare un motivo di distrazione, per cui mi godrò ogni singola emozione nel pre partita, poi quando verrà lanciata la palla a due ogni parquet dovrà essere (per quanto possibile) uguale all’altro.
Quanto ti senti una giocatrice di Serie A, cosa pensi possa metterti in difficoltà e come (e se) pensi di modificare il tuo gioco in funzione del cambio di categoria?
Prima di definirmi una giocatrice di Serie A, vorrei calcare il parquet in queste vesti! Non sarà un anno semplice perchè sia fisicamente sia tecnicamente ci sono tante cose che mi sento di dover affinare. Il gioco sarà più veloce, più tattico e più intenso, ma la voglia di mettersi in gioco c’è! Proverò ad adattare le mie caratteristiche il più possibile allo stile di gioco della nostra “nuova” squadra per riportarle poi anche in partita.
FRANZ PINOTTI
Con quali sensazioni, speranze ed aspettative arrivi all’esordio in A?
Gli ultimi tre anni al Sanga sono stati un “Unicum” in crescendo e, seppur non prevista, è arrivata una promozione strameritata. Il desiderio è che ci sia una continuità con questi ultimi anni, ecco il perché della conferma del blocco italiano. Sono un gruppo meraviglioso dentro e fuori dal campo, sono il motore di questo Sanga con il quale vorrei facessimo tutti insieme un ulteriore salto qualitativo sia tecnico che, soprattutto, mentale. Sarà la nostra voglia di alzare l’asticella, la nostra determinazione a determinare il nostro futuro in A1.
Le straniere sono la grande novità di quest’anno. Quali sono stati i criteri di scelta e come si stanno integrando?
Avendo mantenuto il gruppo squadra soprattutto di esterne, era ovvio puntare su un pacchetto di lunghe per dare equilibrio. Da anni mancava poi un cambio di Tay Madonna in play. Appena ho visto Pellington giocare, me ne sono innamorato perché ha le stesse caratteristiche guerriere del gruppo che alleno. Abbiamo analizzato in profondità la giocatrice e abbiamo deciso fosse ciò che ci mancava. Delle lunghe, due che hanno già giocato nella A1 italiana, sono per me fonte di garanzia, perché loro sanno già di cosa si tratta, e ci daranno una grossa mano per continuare ad essere un gran gruppo squadra, evolvendoci nella massima categoria. E poi il mio “pallino” da sempre: un “cinque” spagnolo. Umanamente è perfetta per noi, ora tutti noi speriamo che si riveli anche tecnicamente il “Centro” che cercavamo. I primi allenamenti ci dicono che siamo sulla buona strada. Ogni scelta di giocatrice è sempre una scommessa, ma vedo enormi potenzialità in tutto il gruppo.
Avete cambiato la vostra casa scegliendo la bella palestra dell’Università Bocconi. Ci sarà spazio per qualche match all’Allianz Cloud?
Il Pala Giordani è e rimarrà sempre la Casa del Sanga. Li ci alleniamo e giochiamo tutte le volte che possiamo, come nel per noi importantissimo Memorial Stefano Moretti che si è svolto nel weekend appena passato. Per motivi di regolamento, quest’anno giocheremo nello splendido “Sport Center” della Bocconi, di cui ringrazio le istituzioni universitarie per averci accolto. E’ una grande occasione per ampliare il nostro percorso Culturale e di Formazione. Spingeremo per eventi collaterali. Una collaborazione tra Eccellenze non può che essere motivo di orgoglio per tutti. Certamente dovessimo fare l’ennesimo “miracolo” di strappare un posto playoff, avremmo l’obbligo regolamentare di giocare all’Allianz Cloud che, ricordo, è anche una sorta di “portafortuna” per tutti noi. Chissà che prima o poi diventi quella sì, la nostra nuova Casa.
Finita la finale di A2 con la promozione hai fatto un appello all’imprenditoria milanese, che tipo di risposte hai avuto?
Ho avuto la conferma che l’imprenditoria milanese è non solo attenta ma lungimirante. Premia le proprie figlie e i propri figli, se crede nella validità di un progetto. E il nostro progetto è serio e a lungo termine. Il nostro storytelling è lì a testimoniarlo per noi. Siamo una bellissima “favola” di un sogno ad occhi bene aperti, fatto da persone che non hanno nessuna intenzione di accontentarsi. Desideriamo crescere, mettendoci alla prova tutti insieme, in competenze e capacità.
E’ fantascienza pensare a qualche partita casalinga giocata al Forum prima di quelle dell’Olimpia?
Questa è la domanda più facile di tutte. E’ fantascienza per un semplice motivo: non c’è il tempo necessario per far coesistere in un unico e interminabile pomeriggio, due eventi sportivi di grande intensità e passione. Siamo giunti a un livello sociale che fatica a mantenere l’attenzione leggendo un giornale. Stare sul “pezzo” seppur da tifosi, per oltre otto ore consecutive tra riscaldamento, partite, entrate e uscite del pubblico per farlo rientrare dopo ogni evento, metterebbe a dura prova ogni tipo di organizzazione. Il sogno è semmai giocare al Forum con lo stesso pubblico Olimpia, magari in alternanza, o giocare Finali di Coppa Italia dentro il Forum. Ecco, forse questo si che è Fantascienza, anche se “sognare” non costa nulla.
Un ringraziamento speciale all’ ufficio stampa di Repower Sanga Milano, in particolare a Matteo Liberti
Cristiano Garbin
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