Perchè mi accaloro tanto sugli allenatori, sui personaggi? Semplice, perchè è gente che ho intrecciato, visto, assaporato, ammirato, seguito, pensato, salutato anche con whatsapp vocali, magari la notte. Sono amici, persone che stimo a prescindere e che, per ilmessaggero.it, sollecitavo per avere i voti alle grandi partite della nazionale e anche magari per le finali.
Ho sempre avuto voglia di lasciare un segno, come insegna Pierluigi Senatore, 62 anni, carpigiano, a lungo caporedattore di radio Bruno. Lui nei dibattiti, prima in stampa nazionale per viaggi all’estero, io ovunque sia possibile, negli ultimi anni.
Perchè, allora, mi permetto di atteggiarmi a Claudio Pea e a Flavio Vanetti, a Walter Fuochi e a Werther Pedrazzi, a Daniele Dallera e Umberto Zapelloni, a Oscar Eleni e Carlo Santi, ad Andrea Barocci e a Piero Guerrini, a Paolo Viberti e a Guido Ercole, tutta gente che ho visto, tentato di raccontare o raccontare o con alcuni lavorato, da collaboratore, da fuori.
Il racconto di quanto vedo, da fuori, non da dentro.
Il bello del basket, faccia diverso dal calcio, è bello, sempre e comunque, che chi c’è resti a lungo, all’infinito. Walter de Raffaele è a Venezia dal 2011, 5 stagioni da vice di Charlie Recalcati, 6 da capo, con due scudetti forse uno più bello dell’altro, viene dall’annata peggiore, volutamente non controllo da google se venga sostituito o se continui, a prescindere suggerisco al presidente Luigi Brugnaro di andare avanti, all’infinito, su La Gazzetta dello sport a firma Mario Canfora lessi che era in poleposition per l’eredità di Meo Sacchetti, se non fosse andato alle olimpiadi e al netto della voglia di Petrucci, eterna, di Ettore Messina.
Poi torna Max Menetti a Reggio Emilia, era stato per 7 stagioni con l’Eurochallenge cup e la semifinale di Eurocup, con le due finali scudetto, sarebbe stato bello se Maria Licia Ferrarini l’avesse tenuto, all’infinito. Si può anche retrocedere, paradossalmente, ma credere in un ottimo tecnico, tantopiù reggiano.
La voglia mia di cicli infiniti prescinde dallo sport e dai ruoli, soprattutto da chi non conosco, essendo andato a Bologna quasi mai, in questo biennio.
Si faccia di tutto per trattenere dg e ds, allenatori, ma se si cambia non si richiami lo stesso tanto in fretta, perchè comunque il ricordo che ha lasciato è tale che potrebbe essere schiacciato. Per bene che faccia, Menetti è impossibile che avvicini quanto ha fatto nello scorso decennio.
Chissà sarebbe bello avere una tabella con tutti i proprietari, i dg e i ds e gli allenatori, per verificare chi sono i più longevi, il percorso, se mai abbiano lavorato fuori dal basket. Le occasioni per conoscerli sono rare, Reggio Emilia devo aspettare che torni a Reggio Emilia, Bologna è lontano, con o senza accredito, e comunque a margine di una gara, anche due ore prima o due ore dopo, non è il massimo per raccontare la storia, il videolibro, come piace a me.
Il mio taglio è sempre nazionale, mai vorrei indugiare su Reggio Emilia, sarebbe bello se nei roster ci fossero più italiani o anche soltanto una militanza superiore alla stagione, alla mezza, ai pochi mesi, scambiare continuamente italiani e americani fa perdere identità.
Andrea Cinciarini, per esempio, mi ha spiegato Alessandro dalla Salda che è stata una sua idea: “Da due anni quasi non giocava, a Milano, era freschissimo”.
Ecco, la differenza fra il grande manager, Dalla Salda, e l’osservatore, pur acuto, è questa, il captare, il prevedere, il leggere in anticipo, studiare gli allenamenti.
Dalla Salda ha una personalità tale che, credo, potrebbe essere un allenatore dignitoso, il mercato lo fa in particolare Filippo Barozzi, diversamente rispetto ad Alessandro Frosini, ex giocatori, vorrei conoscere molto meglio tutte le altre realtà, anche solo vedere i roster.
Per non parlare della serie A2 che proprio non conosco.
Mi viene poi in mente Davide Draghi, pr di pallacanestro Reggiana, sono stracerto che potrebbe tranquillamente uscire dal ruolo di team manager che è stato suo, di ufficio stampa, ha preparazione e competenza tale da scegliere giocatori e pure allenatori. La voglia di raccontare il dietro le quinte è perfetta, per il nostro ambito, di qui il piacere di vedere in azione la squadra al femminile, Diana Basile e Stefania Martini, Fabrizia Paolini e Gaia Spallanzani. Dietro a una società, ci sono anche steward e volontari, di tutto, in estate racconteremo. Purtroppo quasi esclusivamente Reggio Emilia, giusto per comodità e viciniorità.