Gregg Popovich tira fuori dal cilindro il coniglietto Kawhi Leonard, e così i San Antonio Spurs vincono a casa dei Miami Heat (dopo 11 partite vinte consecutivamente tra le mura amiche dell’AA Arena). I Texani hanno la meglio sui ragazzi della Florida, grazie a una prova maiuscola sia in attacco, ma ancor più in difesa limitando il Prescelto, del californiano (Leonard).
Non partono bene ma di più gli Spurs, che chiudono infatti il primo periodo in vantaggio 41-25. Inizia subito bene Leonard che in 5’ ne piazza subito 10 (a fine partita sarà Mvp con 29 punti segnati, con 10/13 dal campo di cui 3/6 dall’arco e 6/7 tiri liberi, contornati da 4 rimbalzi, 2 palle recuperate, 2 stoppate e 2 assist, un giocatore veramente completo), e fa prendere subito le distanze ai San Antonio, 18-10, nelle due precedenti gare il californiano ne aveva messi 18 in totale. Le cose vanno avanti bene per gli Spurs che non si voltano mai più indietro, e infatti deve preoccuparsi solo di LBJ (sempre al di sopra di tutti, almeno da parte Heat, con 9/14 di cui 2/4 da tre, 5 rimbalzi, 5 recuperate e 7 assist, anche se 5 falli e 7 palle perse lo ridimensionano un po’, grazie anche a un Leonard incollato al Prescelto), che non demorde e dopo il momentaneo +13 (25-12), piazza subito due triple che riportano i ragazzi di Spoelstra sul -7. Ma ormai i tiri dei Texani riesco a vedere solo il fondo della retina, e con 13/15 dal campo, Leonard finirà con 5/5, il quarto finisce con il +16 San Antonio.
Non c’è niente da fare per gli Heat, ormai il canestro per i Spurs sembra più una piscina, infatti i ragazzi di Gregg Popovich superano il 2° quarto 71-50, e riescono a tirare fantasticamente riuscendo pure a piazzare 19 tiri su 21 tentati (soprattutto 6/6 da tre), un nuovo record per le Finals. Certo i Miami non si mettono a seduti a guardare, infatti Lewis (stanotte buona prova per lui 5/7 dal campo, con 4/5 da tre, sono contornati da 4 rimbalzi) ci prova con tre bombe consecutive a riaccendere le speranze dell’American Airlines Arena, ma il loro 58% dal campo finale è ben poca cosa, rispetto al record del 75,8% degli Spurs in tutto il primo tempo.
Nel 3° quarto si svegliano anche i compagni di squadra di LeBron James. Soprattutto grazie alla difesa nel primo 1’43” Miami piazza un bel 0-6, e si riporta sul -15. La piscina del primo tempo si restringe sempre di più, faticano gli Spurs (2/9 al tiro) e gli Heat pian piano macinano gioco e canestri. Il colpo di coda finale, i padroni di casa si riportano sul -7 , glielo da il rientro di LBJ sul campo che con Wade ( per lui alti e bassi questa notte, ma comunque il lavoro suo lo porta a casa con 22 punti e 8/12 dal campo, e 4 rimbalzi, ma 5 palle perse e 2 recuperate). Ma l’assalto è stoppato dall’entrata in campo del nostro Beli ( in 6’08” mette dentro 3 punti con 1/3 dal campo, 1/1 da tre, e 1 rimbalzo), che ci mette 2’55” per piazzare la bomba e far ritornare i suoi con un vantaggio a doppia cifra. Non succede più granché di rilevante, così il quarto, anche se è vinto da Miami (15-25), finisce con i Texani in vantaggio di 11 punti (86-75).
Nell’ultimo e decisivo quarto gli Spurs sono un po’ pesanti sulle gambe, i giochi appaiono macchinosi e lenti, ma comunque efficaci. Infatti riescono a tenere sotto controllo la partita, anche se un barlume di speranza la tripla di Allen (11 punti per “Jesus Shuttlesworth” stanotte con 3/8 dal campo, 2/4 da tre, 2 rimbalzi e tre assist, ma 3 palle perse e 0 recuperate), che porta Miami sul -10 (90-80), lo porta. Ma non c’è niente da fare, i ragazzi di Gregg Popovich fanno partire i titoli di coda a 5’11” sul 102-84, infatti gli Heat non si riprendono più e la partita finisce 111-92.
http://sport.sky.it/sport/statistiche/basket/nba/tabellino_the_finals.shtml?104968
Francesco Bertoni