Boston Celtics-Miami Heat 93-91 dts (2-2)
Staremmo parlando di un 3-1 Celtics se solo in gara-2 il team del Massachusetts non si fosse improvvisamente spento nell’ultimo periodo, ma staremmo forse anche parlando di un 3-1 Heat, svanito stanotte solo all’ultimo, con una sfortunatissimo errore dalla lunga di Wade allo scadere. Raccontiamo invece un 2-2 dove, così come a ovest, il fattore campo non ha tradito le quattro squadre rimaste in gioco, lasciando modo a molti di cominciare a credere che il famoso motto “Not in our home” rimarrà forse valido fino alle due gare-7.
I padroni di casa mettono in riga gli avversari fin dalle prime battute, grazie ad un rapido e pesante parziale di 21-6; Miami rientra nel possibile ma dopo due quarti i Celtics sono comunque ancora sopra di 14 lunghezze. Rondo gioca un primo tempo pazzesco (15+15 assists finali), con gli Heat che non riescono a trovare alcun aggiustamento utile a fermarlo aldilà del nervosismo a cui comunque Rajon cede quasi sempre. Nella seconda parte di gara si sveglia però anche il team di Spoelstra, che ricuce il gap subito e riapre nuovamente i conti: Garnett fa la differenza sotto canestro (così come d’altronde l’intero settore lunghi dei Celtics), ma Wade e James han troppa libertà e Boston non riesce più a scappar via giocandosi punto a punto l’intero ultimo periodo. Sull’errore di Haslem allo scadere si aprono così i tempi supplementari dove è ancora una volta qualche fischio di troppo della terna arbitrale (Crawford come al solito su tutti) a rendere incandescente il finale di gara: proprio Haslem sarà l’unico a segnare per i suoi nei 5 minuti aggiuntivi, mentre dall’altra parte è Rondo a prendersi la squadra sulle spalle, sbagliando solo a pochi secondi dalla sirena il fondamentale libero del +3. Dopo due timeout è infine Wade (e non James uscito invece per falli) a provare la tripla della vittoria, eludendo con facilità la difesa di Daniels, ma trovando anche una serie di rimbalzi sfortunosi sul ferro che dice di no alla conclusione di The Flash decretando l’ inatteso 2-2. Gli Heat ritornano così in Florida con una certezza: pur nelle loro mille difficoltà i celtici non muoiono mai.
Prossimo appuntamento martedì notte all’American Airlines Arena dove forse potrebbe tornare tra i disponibili Chris Bosh.
Michele Di Terlizzi