San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 101-98 (1-0)
Che doveva essere uno spettacolo si era già detto, ma il match dell’AT&T Center ha messo in luce (speriamo non solo per caso) la vera anima dei Playoffs NBA: altri ritmi, altra aria, altra pallacanestro. Doveva anche essere una prima sfida sotto le plance e invece a decidere la gara è stato Ginobili, alla prima grande prova dopo una titubante ed altalenante post-season. Chiaro però che, come conferma il risultato, idee chiare su chi la possa spuntare al termine della serie non ve ne sono e anzi, è probabile che assisteremo a continui aggiustamenti dei due coach, un testa a testa che darà finalmente rilievo anche alla parte tecnica. Gli Spurs hanno ben ricalcato la presenza di una tattica di un certo spessore, giocando diligentemente il pick&roll, andando spesso a cercare Duncan in post basso e uomini liberi sul perimetro, ma allo stesso tempo hanno faticato per almeno tre quarti sulla aggressività difensiva dei Thunder, culminata in molte palle perse e tanti attacchi sciupati sul filo dei 24 secondi. D’altro canto Oklahoma ha dato sempre l’impressione di poterla portare a casa, ma quando un trio di star di primo livello come Harden, Westbrook e Durant si spegne clamorosamente nei 12 minuti finali si spiegano anche i 39 punti di San Antonio con percentuali da capogiro ben sopra al 70% dal campo. Westbrook in particolare si è dimostrato troppo frenetico nella gestione della palla, mandando in confusione la manovra offensiva dell’intera squadra con turnovers e qualche sfondamento di troppo accompagnato da un 7 su 21 al tiro; male anche KD (6 punti con 0/2 dal campo nell’ultimo periodo) seguito ovunque, un po’ a sorpresa, da Jackson, mentre non smentisce “Da Fish” che porta a termine con successo il suo lavoro da veterano gregario. L’atletismo di Ginobili ha dunque tolto il fiato a tifosi e avversari e così pure il cospicuo vantaggio costruito da Oklahoma (arrivato fin sul +9) e gettato al vento da un brutto black-out generale; occhio che però, di fronte ai big three dei Thunder in giornata, le soluzioni, anche per gli Spurs, sarebbero ben poche. “We stopped moving the ball”. Coach Brooks ripartirà da qua.
Michele Di Terlizzi