Utah Jazz-San Antonio Spurs 81-87 (0-4)
Non basta l’ultimo scatto d’orgoglio ai Jazz per evitare il 4-0 nella serie, nell’unico match in cui Utah è realmente riuscita ad impensierire l’armata texana. Dopo due primi periodi senza particolari emozioni (+8 ospite alla pausa lunga), a cavallo tra il terzo e l’ultimo quarto gli Spurs volano via, conquistando un agevole ventello di vantaggio che lascia ben poche speranze alla squadra avversaria. I padroni di casa, però, non accettano la resa anticipata e, grazie al grande lavoro di Millsap e Favors sotto le plance e 8 punti di Jefferson (saranno poi 26 quelli totali), i Jazz si riportano sotto fino al -4 con palla in mano, ma, proprio nel momento della verità, l’ex Timberwolves si fa scappare un pallone d’oro, regalando a Ginobili un comodo contropiede che chiude di fatto ogni conto. Finisce come previsto insomma una serie dall’esito piuttosto prevedibile: San Antonio sarà ora chiamata a dimostrare il proprio potenziale presumibilmente contro i Clippers, a Utah invece, un supporter-cast notevolmente migliore farebbe davvero comodo per il prossimo anno…
Los Angeles Clippers-Memphis Grizzlies 101-97 (3-1)
Un altro finale al cardiopalma allo Staples Center, dove ancora una volta i Clippers si aggiudicano la W nei secondi finali, ottenendo così l’occasione di chiudere la serie mercoledì sera a Memphis. I losangelini volano sul +10 a 5′ dal termine, ma i Grizzlies, coordinati dal talento di Rudy Gay, ricuciono presto il gap, pareggiando in lunetta con Zach Randolph (prova comunque mediocre per il ragazzone prodotto Spartans) e impedendo alla compagine di casa di trovare il bersaglio allo scadere. OT dunque, dove degli spenti e a tratti rassegnati ospiti non riescono per l’ennesima volta a trovare un efficace antidoto alla rapidità di Chris Paul, che segna sì due soli punti in più del pari ruolo avversario Conley, ma che mette in campo anche e soprattutto una pallacanestro fantastica, servendo inoltre con costanza e precisione Griffin che ha vita facile per l’intero arco della gara. Inutile così la rappresaglia finale, dove è nuovamente il ferro a dire di no a Gay e alla sua disperata tripla. Si torna in Tennessee e sulla carta, nonostante il 3-1, i Grizzlies potrebbero tornarci ancora…Home sweet home si dice.
Michele Di Terlizzi