Quando Memphis era sotto di 16 a metà terzo quarto, sembrava proprio che OKC avesse rimediato alla sconfitta interna e soprattutto avesse riportato sulla terra i sogni proibiti degli avversari, ma grazie ad un quarto periodo solidissimo e una difesa enciclopedica, Memphis non solo ha forzato la partita all’overtime, ma ha anche dominato il prolungamento grazie a Tony Allen in difesa su Durant e a un Conley semplicemente ispirato.
Se hai una stella devi servirla Durant ha dominato il primo tempo e la prima metà del terzo quarto con la solita tranquilla e immensa classe che lo contraddistingue, ricevendo e tirando sopra la testa di qualsiasi avversario. Nel momento della rimonta Grizzlies, però, KD ha sofferto la difesa di Allen, ma soprattutto non è mai stato servito nei suoi comfort spots ai prolungamenti della linea del libero. Brooks ha deciso di metterlo continuativamente come bloccante nei pick and roll con Westbrook sia in punta che sul lato, rendendo così KD molto più arginabile in quanto i suoi movimenti sono molto più in “pop” che in “roll”. Gli altri tre sono stati per lunghi tratti Ibaka, Perkins e Sefolosha, quindi tutta la difesa di Hollins era concentrata su quella situazione e su eventuali rotazioni. Il risultato è che Durant ha dovuto inventarsi tiri da 8 metri o in avventurose penetrazioni, raffreddandosi e risultando confinato ai margini dei momenti decisivi del match. Spartirei le colpe tra Brooks e Westbrook che rimane un signor giocatore, ma probabilmente in questi momenti sarebbe opportuno affiancarlo a Maynor concedendo all’ex Jazz una gestione più oculata dei possessi decisivi. Sui vari blogs dalla parte di OKC si parla di come Haddadi abbia tirato 6 liberi e KD uno solo (per l’amministrazione di un tecnico), ma il motivo c’è, ovvero quello che KD non ha praticamente mai messo piede in area.
“Mayo”rity Report La difficoltà di metter punti a tabellone per i Grizzlies di inizio partita, ha “obbligato” Hollins a puntare su Mayo e il suo sconfinato talento. Il ragazzo ha risposto presente nei momenti decisivi del quarto periodo non smontandosi per qualche conclusione sbagliata (6-18 dal campo per lui) ma continuando a prendere i tiri che la partita gli ha portato. E’ stata fondamentale la tripla durante l’ultimo periodo dopo il suo stesso errore di 20″ prima, che ha definitivamente riaperto la partita portando i suoi a -8. Ciò che fa ancor più piacere è vedere un famoso non difensore come lui, tenere qualche uno contro uno di Durant e fornire un grandissimo apporto difensivo ai suoi, giustificando così, la sua vena offensiva.
Occasione gettata al vento Con un vantaggio di 16 punti e il dominio tecnico del match in mano, OKC ha gettato via la più ghiotta occasione di ristabilire il fattore campo a proprio favore. In questa situazione ha mostrato tutta la propria gioventù nella gestione del vantaggio, snaturandosi e andando in confusione proprio nel momento in cui era necessario affondare la lama nella ferita degli avversari. Nonostante ciò hanno lottato sino in fondo anche contro l’infortunio a Ibaka che ne ha compromesso la sontuosa prova del primo tempo. In questo caso Brooks non ha trovato alternative al suo Dynamic Duo e, nel momento in cui Harden non produce impatto offensivo istantaneo dalla panchina, diventa un problema per il coach scegliere tra lui e Sefolosha. Purtroppo l’ex Biella tutto quello che ti da difensivamente, te lo toglie in attacco con un piazzato che non entra nella celeberrima vasca da bagno.
Le cifre sono impetose per gli scout dei Thunder: 44-23 il computo dei liberi in favore di Memphis, frutto di un 30-17 nei falli di squadra e in una partita così fisica in cui il 21+21 di Z-bo è fuorviante riguardo al suo effettivo impatto sul match, è facile capire che gara 4 sarà psicologicamente tutt’altro che facile per i Thunder. Questo potrebbe essere il vero esame di maturità per la squadra di Brooks che, in caso di ritorno sul 1-3 ad Oklahoma City, avrebbe un Himalaya che neanche gli Spurs sono stati in grado di scalare.
Inspiration in elevator Gara 3 è stata anche caratterizzata da una nota di costume con protagonista Shane Battier. Nella giornata di venerdì è rimasto bloccato in ascensore per circa mezzora e, grazie a twitter, c’è stata una specie di “Tutto Shane Battier minuto per minuto”, in cui l’ex Duke ha riflettutto su molte cose della vita e sull’approccio al basket.
Qui i suoi tweet in attesa che i pompieri lo tirassero fuori e lui potesse raggiungere i compagni per l’allenamento pre-gara 3.
Simone Mazzola