Nessun grande schianto, nessuna grande performance. LA però si ricorda di essere in piena bagarre per un posto nella storia della Lega e torna vincente in gara-2, con una partita nel complesso piuttosto fiacca ma ben controllata dai padroni di casa. Prima del match comunque è il momento del primo premio consegnato al termine della stagione, un riconoscimento che finalmente giunge nelle mani di Lamar Odom, dopo tanti anni ricordato per il suo concreto lavoro dalla panchina: in campo in ciascuna delle 82 gare, Lamarvellous ha quest’anno raccolto le migliori cifre fin dal suo esordio nella Lega (1999, maglia Supersonics) con 14.4 punti tirando col 53%, acchiappando 8.7 rimbalzi e smazzando 3 assists a serata, numeri considerevoli che hanno aiutato molto LA nel corso nella stagione vista l’assenza di Bynum per oltre 30 match e un Gasol non sempre lucido come ce lo si ricordava un tempo. “He’s the Sixth Man of the Year” sentenzia Kobe “no question”.
Ma tornando a game-2, terminata la parentesi per Candyman (il cui indiscutibile faccione da bimbo è stato annullato dal meno smagliante sorriso di Mitch Kupchak) la sfida si apre a ritmi blandi, percentuali basse ed errori da entrambi i lati, fin quando, un po’ come domenica, gli Hornets trovano un primo allungo grazie al solito trio Landry, Paul e Gray fino al 20-11 a 4′ dalla fine, Odom però vuole festeggiare e segna sei punti filati riportando tutto in parità. Di fatto il #7 gialloviola cambia volto al match e in collaborazione con Barnes e il rientrante Steve Blake da ritmo e nuove forze ai ragazzi di coach Zen, quando poi Andrew Bynum attiva la modalità centro dominante il parziale losangeleno tocca 14-2, una serie di buone difese e altrettanto convincenti rotazioni di palla che mandano a segno anche Kobe, rimasto a secco fin a quel momento. LA spinge fino alla doppia cifra di vantaggio e solo con la tripla di Chris Paul sullo scadere New Orleans riduce il gap a 6 punti (47-41 alla pausa lunga).
Il terzo periodo è povero di emozioni: la fase difensiva è l’elemento cruciale in entrambe le metacampo, per di più Gasol è irritante, quasi svogliato, mentre Kobe pasticcia molto e non venendo più di tanto protetto dal trio arbitrale si consola limitando alla grande Chris Paul, che sbaglia un buon numero di possessi e deve affidarsi alla migliore serata dell’ex Ariza (20 punti totali per Trevor). Il Periodo si chiude così senza particolari sconvolgimenti al risultato e i Lakers restano davanti 63-56. Nell’ultima frazione di gioco ancora una volta non è Kobe a farla da padrone, i padroni di casa trovano infatti in Matt Barnes, Lamar Odom ed Andrew Bynum i tre uomini a cui affidarsi per l’allungo decisivo, chiudendo di fatto il match già a 6′ dal termine (76-61). Gli Hornets provano a rientrare con l’esplosività di Ariza, ma prima una schiacciata di tutta rabbia di Bryant e dopo la tripla di Ron Ron a meno di 60 secondi dal termine sanciscono la W gialloviola per 87-78.
Segnali positivi per l’armata californiana che pur con un Gasol che continua a non pervenire e con un Kobe nero col mondo riesce a fare il minimo indispensabile senza grossi problemi, a dimostrazione di come, se la squadra gira e Paul viene arginato, NO non può fare molto, almeno non tra le mura dello Staples. Il rientro di Steve Blake ha ridato fiato a Fisher, ma confortanti sono anche le prestazioni difensive di Barnes e Bynum, il Mamba innervosito da una lunga serie di non-fischi ha invece forzato troppo negli ultimi 3 minuti, senza fortunatamente compromettere l’andamento della gara; la tattica degli Hornets di lasciarlo entrare per poi chiudere ogni spazio in area non è comunque andata ben come in gara-1 ed in più LA ha avuto discreti segnali dagli esterni e gli ospiti si sono ritrovati senza un grande bilanciamento nella propria retroguardia, restando in gara solo grazie a qualche magata di Landry, alle percussioni di Ariza (si ringrazia Pau per la difesa a palo) e al solito Paul, autore tr l’altro di due ottimi buzzer-beater.
Gara-3 sarà un primo banco di prova per LA, che non solo dovrà riprendersi il fattore campo, ma anche dimostrare di non andare più sotto in trasferta come tante volte in RS è successo, ovvio che poi i tifosi attendono ancora l’entrata in campo del vero Gasol…gara-2 è stata la vittoria della panca, ora comincia il bello di una serie che non si prospetta così corta…next stop: venerdì notte, in Louisiana.
Michele Di Terlizzi