Se Boston ride…anche nella Grande Mela qualche accenno di sorriso è permesso, quest’anno, dalla banda di Coach D’Antoni. I Celtics che previsto o meno continuano a comandare la division (16-4 al momento, record che garantisce anche la vetta dell’intera Eastern Conference) potrebbero avere i soli Knicks come avversari per il titolo divisionale 2010-2011. Una piccola novità, dunque, per quella che (quasi) da sempre è una classifica competamente ad appannaggio dei 17 volte campioni NBA. Al momento l’inserimento di Shaq funziona (11 punti e 6.5 rimbalzi in 22 minuti d’impiego) sempre in attesa di conoscere le decisioni di Rivers quando in rotazione recupererà anche il convalescente Perkins. Un totale di 6 giocatori in doppia cifra di media, e tra questi un Rondo da 14 assist a partita, sta garantendo al coach di Chicago quella pericolosità offensiva che se sposata alla ormai nota difesa rende il cocktail talmente micidiale da non temere, ad oggi, “nuovi” e presunti big-three e avversari vari.
Dicevamo di New York: altalenante, vero, e discontinua, nel bene e nel male, ma capace come non accadeva da anni di piazzare qualche striscia di W. La squadra sembra recepire le indicazioni dei D’Antoni’s (già, c’è anche Dan) ma altrettanto appare, al solito, come un’opera incompleta. L’asse Felton-Stoudemire basta al momento per uno spot nella griglia che conta, quella delle 16 pretendenti all’anello, che se da un lato è già “tanta roba” non lo è proporzionata alla sempre enorme attesa e pressione che chi veste il bluarancio dei Knicks è “costretto” (in cambio di un congruo ritorno economico, ovviamente) a subire dall’intera metropoli americana. Non si vede come sia possibile andare oltre ad una qualificazione alla post-season. I lavori continuano, e altri scambi verranno messi in atto da qui alla dead-line di Febbraio, con l’attenzione necessaria – si spera- a non smantellare per l’ennesima volta.
Per il resto l’Atlantic è davvero poca roba: Phila annaspa come ormai le capita dal dopo finale 2001 e Toronto non riesce proprio a mettere la testa oltre al 50% che da ste parti vorrebbe dire presumibilmente playoffs. Non parliamo dei Nets, ovviamente, sprecheremmo solo qualche parola di troppo in questo articolo.
I nostri 2 italiani impegnati ad East continuano a cavarsela egregiamente, con picchi statistici (Bargnani) che ci fanno sempre pensare: “allora vedi che senza Bosh…”. Niente di più falso. Andrea continuerà la sua carriera fatta di numeri in crescita e solide stagioni da scolpire direttamente negli almanacchi, ma per il momento nulla più. Non abbiamo forse noi (e chi comanda a Toronto) delle aspettative, pur in parte giustificate, sul giocatore romano che – guardando il lato positivo del suo gioco – sarebbe un perfetto terzo violino (già nemmeno secondo, e allora?) lontano dai ghiacci canadesi? E per continuare con il romanticismo di cui siamo capaci, non sarebbe giocatore ideale proprio per far coppia con Amar’e e il Gallo sotto la guida di quel D’antoni dal comune passato trevigiano, che tanto apprezza i lunghi tiratori (e non difensori)? Direi che potrei propormi come “suggeritore” di scambi per i Knicks, magari qualche dollaro lo danno anche a me!
Andrea Pontremoli