Anche i fischi, ebbene sì: questa è l’Europa! O meglio: è il pubblico inglese accorso per ammirare un idolo che in campo a tutti gli effetti, cerimonie e riscaldamento a parte, c’è stato 6-minuti-6. Il ginocchio di Kobe non permetteva molto di più, dopo l’intervento in estate, se è vero che alla vigilia coach Phil Jackson aveva previsto non più di 15 minuti totali per il suo n° 24 nelle 2 gare europee dei gialloviola.
Peccato quindi per gli spettatori che han scucito fior di sterline per vedere una partitaccia, diciamocela tutta. Nemmeno ai telespettatori come me è andata meglio, niente Tranquillo+Buffa ma gli altri 2 che vabbè…non sono la stessa cosa, senza offesa. In compenso s’è vista un’altra squadra, Minnesota, che sotto il nuovo coach Rambis, è alle prese con l’apprendimento della Triple-post Offense. Gioia per i miei occhi, quindi, soprattutto perchè essendo nella fase iniziale del difficilissimo meccanismo che porta a capire come schieramento iniziale e successivi, semplici movimenti, possono dare ad ogni giocatore in campo la possibilità di emergere, appunto, giocando all’interno del Triangolo, si vede proprio la scolasticità e l’assenza di varianti – come quelle dei Lakers ad esempio – nelle principali opzioni fin qui esplorate. I T’Wolves per questo sistema mi sembra abbiano pochi buoni passatori, mentre l’IQ cestistico dei giovinastri sicuramente promettenti deve essere ancora dimostrato. Sarà da questo punto di vista un lungo inverno per Rambis e il suo staff.
Insomma, solo note dolenti? Niente affatto! Guardando un po’ al di fuori del parquet viene spontanea una domanda: ma dove ci troviamo? In Europa? Impossibile! E invece…La 02 Arena, che in un altro contesto è già da tempo nella storia, avendo visto tra le sue mura concretizzarsi la reunion dei Led Zeppelin (con tanto di figliolone del compianto Bonzo dietro le pelli), ha tutto per essere considerata la 30^ arena NBA (sì lo so, le franchigie sono 30, ma Lakers e Clippers giocano nello stesso impianto)! E sembra in effetti costruita proprio per il basket. Non me ne vogliano comuni e enti vari alle nostre latitudini, tanto ci pensano da soli a rovinarsi la reputazione anche restando solamente alla qualità degli impianti che gestiscono, ma qui siamo su un altro pianeta. Vabbè che se da noi non si riesce a fare nulla per il calcio, sport-padrone per eccellenza, figuriamoci per la pallacanestro! Se è vero che nell’ambiente della pedata una società come la Juventus che si sta costruendo un proprio stadio, finalmente moderno, finalmente senza barriere tra spettatori e il campo (a teatro qualcuno è mai stato messo in una “gabbia” per paura che se non gli fosse piaciuto lo spettacolo avrebbe potuto causare un contatto, fisico o tramite lancio d’oggetti, con gli attori??? Penso proprio di no) è vista come l’apparizione di qualche santo, nel basket questi tempi sono e resteranno distanti anni luce. Infatti anche al Forum di Assago è dovuta arrivare l’NBA per togliere quelle “transenne” che separano gli spalti dal campo, sul lato di fronte alle panchine…c’è da meditare anche qui, come sempre. Oh e il Forum in Italia è considerato un signor impianto, pur parlando di un palazzo inaugurato nel 1991 (in occasione di una Milano-Pesaro, se non ricordo male). Se gli States per queste cose arrivano sempre prima di noi, molto prima, anche l’Inghilterra in tal senso non è da meno, quindi si godano meritatamente questo spazio dentro il quale verrà giocato il torneo olimpico nel 2012.
Tornando un attimo alla gara diciamo, per la cronaca, che al 48° il tabellone segnava un +19 per Minnesota, risultato che presumibilmente non si ripeterà in regular season, ma che in questo momento non è di certo il primo pensiero dei campioni in carica dei Lakers. In evidenza comunque Webster con 24 punti e l’ex-Heat Beasley con 21. Odom il più divertito e divertente invece sulla sponda gialloviola con 17 punti a referto. Stasera i Timberwolves sbarcano a Parigi per un’altro aperitivo con i Knicks del duo D’Antoni-Gallinari, mentre i Lakers saranno giovedì a Barcellona per vedersela in ben altro contesto con i campioni d’Europa del Regal Barca. La sfida USA-Europa alla fine è quella che entusiasma e ha entusiasmato di più in questi anni di Europe Tour, anche perchè loro non vogliono fare figuracce, e anche se indietro come condizione/amalgama ci tengono alla fine a portare a casa la copia buona del referto – e si è visto anche a Milano tra Knicks e Armani Jeans – e le “nostre” rappresentanti se la giocano inseguendo una prestigiosa vittoria da regalare agli annali. Peccato per l’assenza di Basile, già mortifero in passato contro i 76ers, causa problema ad un piede, ma la gara, questa volta sì, sarà davvero da non perdere.
Andrea Pontremoli