Una stagione strana, fatta di giornate buie e sentori sempre più crescenti che da campioni in carica si fosse passati a semplici contender: questo in breve hanno raccontato le 82 partite di Regular Season, chiusa sì ancora una volta davanti a tutti a Ovest, ma decisamente meno brillante dei favoriti nella East Coast, Cavaliers e Magic dati già come i veri favoriti dell’annata. Ai Playoffs però, come sempre, la storia è cambiata e se da una lato LA ha dovuto patire un po’ troppo l’atletismo dei giovincelli di Oklahoma, la furia gialloviola si è abbattuta su Jazz e Suns, questi ultimi unici a impensierire davvero l’armata di Jackson, che contro tutto e tutti si è riconfermata la migliore gara dopo gara in questa postseason vissuta nel segno di un continuo Kobe-show (LeBron who?), ma che ha visto la ricomparsa anche di chi, a questi livelli, sa fare la differenza: Odom e Artest su tutti.
In pochi davvero credevano che il cammino lacustre sarebbe proseguito ancora per molto, perchè le precarie condizioni fisiche e mentali viste al primo turno erano incredibilmente allarmanti, eppure lo sweep ai Jazz non ha messo in luce alcun particolare problema, così come per la maggior parte della finale di Conference LA ha dimostrato di non avere grandi rivali nella Western, ribaltando di fatto opinioni e pronostici degli scatenati analisti statunitensi: ora però iniziano le Finals e ancora meglio gli avversari non si chiamano Orlando o Cleveland, ma a sorpresa saranno i Celtics a giocarsi l’anello, gli stessi avversari che nel 2008 mandarono dei pesantissimi titoli di coda al Garden, portandosi a casa quel titolo che mancava ormai da tantissimi anni in Massachusetts. Il sogno di raggiungere il Repeat, quinto anello dei Lakers negli ultimi 10 anni, va ad opporsi ora al desiderio di continuare un vero e proprio sogno, da parte di Boston, una sfida insomma, quella tra questi due team, che come sempre incollerà milioni di spettatori allo schermo e la prima impressione lascia presagire che questa serie andrà per le lunghe…
La squadra: i Lakers stanno bene, fisicamente l’unico ancora con seri problemi resta Andrew Bynum che nell’ultimo allenamento stamattina ancora una volta ha dovuto ricorrere ad una siringata al suo ginocchio evidentemente ancora dolorante dopo così tanto tempo. Il rischio di comprometterlo per il futuro c’è, ma Phil lo preferisce ancora come centro titolare lasciando a Lamarvellous il compito di uscire dalla panca per primo. In una Finale in cui la coppia Fisher-Bryant è ormai abituata a questi palcoscenici, importantissimi se non cruciali divengono le giocate di Gasol, che ha sempre sofferto Garnett ma che allo stesso tempo deve vendicare quelle sue prime finali davvero orrende, e di Artest, pensato fin dall’inizio per mettere la museruola a Pierce, fenomenale (e tra l’altro MVP) sempre di quella serie due anni or sono. Dalla panca entrambi i team scarseggiano a qualità e dunque a vincerla dovrà essere il cuore e la grinta, roba non certo vista molto in questi ultimi due mesi; infine un discorso sull’ambito difensivo: Rondo è stato la spina nel fianco per ogni squadra fin qui incontrata ma non ha ancora migliorato il tiro dalla lunga, Derek potrà così passare dietro al blocco alto di Perkins senza molti problemi (l’unico sarà Drew che canna la lettura 3 volte su 4), ma è molto probabile che anche il #24 verrà messo sulle tracce del giovane e rapidissimo playmaker alla lunga mortifero per la tenuta di Fisher. Attenzione solo al fattore emotivo, perchè i losangelini, dopo pesanti parziali avversari, spesso si trovano a brancolare nel buio affidando ogni pallone a Kobe.
Chiavi del match: importante sarà giocare di squadra offensivamente perchè così come Bryant sarà presto raddoppiato (se non triplicato), qualsiasi altro isolamento permette ai Celtics di far fare a LA esattamente la partita che Rivers ha sempre ideato negli ultimi anni. Se veramente poi, vista l’ultima serie giocata contro i Suns, l’assistente alla difesa Thibodeau dovesse preparare una zona dall’altra parte dovrà arrivare una pronta risposta sfruttando la capacità di Kobe nel muovere la difesa per lasciare a Fisher e Artest comodi wide-open per cercare di uccidere ogni gara al più presto. Nel caso Boston tornasse a uomo allora entrerebbero in gioco i lunghi gialloviola, con il duo Gasol-Mamba che ha sempre saputo coordinare grandi azioni grazie ad un feeling quasi telepatico tra i due, oltre alle grandi capacità tecniche del catalano che hanno surclassato la sola presenza fisica di Perkins negli ultimi due incontri di questa stagione. Terzo punto le due second unit: Boston ha perso Posey e House, ma i Lakers non hanno avuto grandi aggiunte seppur i contributi di Brown e Farmar (oltre ovviamente a Odom) sono tornati utili in diverse occasioni; in un clima del genere però, Vujacic non potrà più commettere l’errore di cadere nel tranello come a Phoenix, perchè se l’US Airways era una bolgia e aveva rischiato di compromettere il passaggio del turno il Garden sarà un vero e proprio inferno. Niente banalità dunque, la concentrazione dovrà essere al massimo per non fallire nuovamente, a distanza di così poco tempo, da quel fatidico 17 giugno.
Pronostico: che serie sarà dunque? La formula 2-3-2 apre a moltissime letture e obbliga la squadra col vantaggio del fattore campo a vincerne almeno una delle tre fuori casa. I Celtics in particolar modo, volando sul 3-2 sposterebbero l’inerzia verso la loro, mentre in un’eventuale gara-7 tra le mura amiche è molto difficile che i Lakers sbaglierebbero gara. A farla da padroni comunque sono due statistiche in favore di coach Zen: il pluri campione NBA gode di un record pari a 46-0 ogni volta che inizia col passo giusto ciascuna serie, oltre al fatto che non ha mai vinto un singolo titolo, ma sempre tre filati. LA è sulla carta la più forte, ma Boston è l’ultima delle 30 squadre che si accontenterebbero di essere arrivate in finale contro ogni pronostico. Personalmente andrei con un 4-3 lacustre, anche se da una sfida del genere ci si può aspettare davvero di tutto. Appuntamento la notte tra giovedì e venerdì alle ore 3.00…in palio, ancora una volta, c’è un pezzo di storia tra le due franchigie più titolate di questa Lega.
Who will be the champion?
Michele Di Terlizzi