Per l’ennesima volta la corsa del Montepaschi Siena in Eurolega si esaurisce in semifinale. La spinta di tutto il tifo italiano per la maggior rappresentante del basket nazionale negli ultimi anni, soprattutto per supremazia tecnica, organizzativa, e perchè no economica, non è bastata.
Così come non sono bastati i tifosi in trasferta direttamente a Barcellona (tra i quali il nostro inviato Alessandro Lami che ci riferirà di tutta la 3 giorni catalana al suo rientro).
Il Panathinaikos avanza in finale dove incontrerà il Maccabi Tel Aviv.
L’inizio dei senesi non è affatto male. Se c’è una squadra che sembra essere entrata in partita con il giusto piglio questa è proprio la Mens Sana. Soprattutto grazie ai rimbalzi offensivi (11-0 per i toscani a metà del secondo quarto) Siena si mantiene in leggero vantaggio, rimediando così alle percentuali da fuori che restano estremamente basse per tutto l’incontro. Qualche fallo di troppo però (Lavrinovic, Stonerook, Kaukenas) costringe Pianigiani a rivoluzionare le proprie rotazioni. Nonostante questo i greci continuano a non essere in partita e la prima frazione di gioco si chiude ancora con il Montepaschi avanti (21-17) grazie a un fade-away di Zisis che solo il replay dimostrerà essere stato scoccato a tempo scaduto.
Si riparte con lo stesso ritmo, lento, nel 2° periodo. La gara diventa una battaglia, non sempre bella, anzi. Gioco spezzato, tanti falli da entrambe le parti e Siena mantiene fino a metà tempo il suo esiguo vantaggio. Nell’aria c’è la sensazione che il Pana debba ancora iniziare a giocare, e la speranza sulla sponda italiana è che la squadra di Obradovic si svegli quando ormai è troppo tardi. Non sarà così. Due triple dagli angoli di Perperoglou e Fotsis, e una schiacciata di Batiste danno il vantaggio, il primo, al Panathinaikos, chiudendo sul +4 il secondo quarto e andando negli spogliatoi con l’inerzia dalla propria parte.
Dal punto di vista delle realizzazioni il terzo periodo di gioco si rivela più che avaro. Dopo 5 minuti di gioco le squadre hanno segnato la miseria di 4 punti totali, 7 dopo poco (5-2 Pana il modesto parziale). Siena continua a sbagliare facili lay-up come successo nel primo tempo (Stonerook tra gli altri) e il ritmo basso non favorisce la squadra di Pianigiani che ama la transizione e con essa una ricerca di conclusioni aperte che la difesa a metà campo degli ateniesi riesce a negare. Qualche tiro di troppo che balla sul ferro ed esce (Zisis) e troppe palle perse, equivalgono a sanguinare di fronte allo squalo biancoverde targato Panathinaikos. Calathes (17 punti, 6 rimbalzi e 2 assist) punisce gli errori di Siena in contropiede mentre la situazione falli si aggrava ulteriormente con il 4° di Lavrinovic. Pianigiani già nel secondo quarto aveva fatto assaggiare il parquet a tutti e 12 i giocatori a disposizione. Due liberi di Batiste danno addirittura la doppia cifra di vantaggio ai greci (49-38) dopo che anche Rakovic spende il suo 4° fallo, questa volta cercando di conquistare un rimbalzo offensivo. Ancora Calathes, servito da Diamantidis, mette i puntini sulle “i” del terzo quarto, chiudendolo col canestro che porta il Pana sul 56-47.
Hairston all’inizio dell’ultimo parziale sembra riaccendere qualche speranza tra le fila dei toscani, ma un Calathes sicuramente MVP dell’incontro respinge gli assalti senesi. Quando Stonerook è autore dell’ennesima palla persa – banalmente – dal Montepaschi (saranno 16 alla sirena finale), la sensazione che la gara sia ormai sfuggita dalle mani di Siena diventa certezza. Lo stesso Stonerook cerca di rimediare con una tripla riportando i suoi a -6. Ma Lavrinovic (pessima la sua partita, 7 punti e 3 rimbalzi in 21 minuti) esce col 5° fallo e Diamantidis ridà ai suoi un vantaggio confortante: 68-57 con 4’30” da giocare. La gara non ha più storia, se mai l’ha avuta dopo i primi 15 minuti. Kaukenas e Rakovic sono gli ultimi ad arrendersi, riportando addirittura a -5 Siena con 1’23” sul cronometro, ma non è abbastanza. Ai due leoni senesi rispondono ancora Batiste e Diamantidis che con due liberi sigilla la gara, e con essa la qualificazione alla finale di domenica pomeriggio.
Andrea Pontremoli