Ci siamo. La offseason entra nel vivo! Maggio è stato il mese della preparazione, dello scouting e, per noi commentatori, delle supposizioni, delle scommesse personali, delle letture tra le righe delle dichiarazioni d’intento. Giugno no: a giugno si fa sul serio, inizia la costruzione della nuova squadra. Giugno è il mese del Draft e dei primi scambi ufficiali!
I Nets, quest’anno, davvero non si lasciano pregare: se lo scorso anno era la rookie season tanto per Sean Marks, quanto per Kenny Atkinson e qualche colpo a salve è stato sparato, ora le idee sembrano più chiare e, opinabili o meno, scelte ne sono state fatte, eccome, fin da subito, e convergono tutte su una linea nuova, strategica e tecnica, che cercheremo di definire in vista dei prossimi giorni, quando il mercato entrerà definitivamente nel vivo!
A costo di essere pedante e ripetitivo (già pubblicato il commento sullo scambio con i Lakers), occorre ripartire dall’addio di Brook Lopez, del quale abbiamo già detto, perché è la chiave di volta di tutto: via la bandiera, nonché il primo terminale offensivo ed il fulcro, perché in scadenza il prossimo anno, perché tecnicamente “arrivato”, forse perché, nonostan
te i clamorosi adattamenti tecnici nel corso dell’ultimo anno solare, distante dall’idea di centro immaginata per il new deal atkinsoniano. Dentro un talento ferino at the point (Russell) ed un lungo (Mozgov) completamente differente, forse diametralmente opposto al suo predecessore: difensore e non realizzatore, rimbalzista e non adatto ad aprire il campo, un Mozgov che a Los Angeles ha trovato fortuna solo economicamente (leggasi supercontratto da 16 M a stagione che, adesso, è sul groppone di Prochorov!), ma che è anche lo stesso che diede una sostanziosa mano ai Cavs l’anno prima! Certo, non uno da 40 minuti a partita, come lo era Brook! Un cambio di baricentro tecnico per il roster forse decisivo, che imprime una sterzata atkinsoniana al sistema ed una direzione ben precisa alle scelte prossime venture!
L’evento del mese: la notte del Draft! Innanzitutto, frontcourt accorciato ed impoverito di talento al punto da gridare vendetta e reclamare soluzioni immediate, già nella notte dell’attesissimo Draft 2017! Complicato con la sola ventiduesima pick? Non per Marks, che sforna il suo capolavoro, pescando, senza colpo ferire, un centrone come dice lui dato per quasi certo in lottery, o ai margini della stessa, e rimasto, invece, a disposizione alla chiamata numero 22! Chi lo avrebbe mai detto? Marks, of course! Il quale gambler ha atteso sornione ed è stato ripagato con il giocatore che diceva lui, senza neppure aver dovuto spendere soldi per scalare posizioni!
Jarrett Allen! Eccolo, il freshman 6’11” prodotto di Texas University! Nel Ranking valutato secondo miglior prospetto della Big 12, eppure scivolato inavvertitamente fino alla chiamata di Sean Marks, verosimilmente per via dei risultati non eccelsi ott
enuti con la sua squadra universitaria! Giocatore con limiti tecnici ancora evidenti, è, tuttavia, ancora diciannovenne ed è dotato di una sontuosa apertura alare (intorno ai 228 cm) e di una verticalità, vista finora di rado al Barclays, che pare davvero un investimento sulle voci rimbalzi e stoppate!
Può una ventiduesima scelta suscitare tanto entusiasmo? Può! Perché ha talento da sgrezzare e fisico da scolpire, ma ha gli skills necessari per assicurare armi inedite alla difesa sul pick and roll: piedi rapidi atti sia a cambiare sul portatore, sia a raddoppiare per eventualmente rubare palla e correre portando il contropiede, sia, in caso contrario, a recuperare sul rollante. Tanta enfasi su questa fase di gioco perché troppo spesso è stata una delle chiavi delle sconfitte, lo scorso anno! Lo stesso dicasi per le proprietà a rimbalzo (altra penosa lacuna dei Nets 2016) e di facilitatore! L’asse con Russell, in attacco, pare predestinato, grazie alla rapidità di pensiero e lettura della PG e di piedi nei movimenti intorno al ferro del rookie: staremo a vedere. Certo, l’infortunio all’anca, che lo costringerà a saltare la SL, non è un buon viatico, ma si tratta di un giocatore in salute, avrà modo di lavorare sulla muscolatura di braccia e busto, per farsi trovare più pronto al rientro.
Aleksandar Vezenkov. Alla chiamata numero 57 si punta, invece, sul futuro a lungo termine, con uno stretch 4 di cui i Nets avranno, nel tempo, un disperato bisogno. Il ragazzo ha mezzi soprattutto tecnici, più che atletici, ma lo scouting staff ha solcato gli oceani a più riprese per visionarlo…Vezenkov resterà a Barcellona finché non sarà ritenuto maturo, e questo è più che giusto.
Resta il punto interrogativo sui 3,4 M di trade exception in dotazione a Brooklyn che si credeva pronto uso per scalare la seconda chiamata e che, comunque, andavano assolutamente utilizzati entro il 30 giugno, quando, invece, nulla si è mosso…
Signori, il mercato! Ed ora, dal 1 luglio, sono aperte le danze! I ritmi dettati dall’orchestra del mercato, in realtà, sono già altissimi e la trade che ha portato Cris Paul alla corte del barba ha innescato una serie di reazioni a catena destinate a stravolgere equilibri e gerarchie in giro per la Lega, spostando nuovamente i rapporti di forza tra Est e Ovest. Sean Marks, sarà ormai chiaro, nuota in questo brodo primordiale come uno squalo famelico, perfettamente a suo agio, e qualche segnale, nel suo solito linguaggio subliminale e criptico, lo ha già mandato…
- non si parla più (dichiarazioni di Atkinson) di posizione 3 come unica priorità, ma di incamerare talento, no matter which position! Non a caso, nell’articolo precedente, parlavo di Sam Hinkie style: pur seguendo strade differenti, dettate dalle contingenze, il gioco è accaparrare quanto più potenziale possibile, per poi lavorare sul suo sviluppo e utilizzarlo per metter su roster, gioco, eventuali scambi favorevoli. Aspettiamoci sorprese, di qui a qualche giorno…
- si è dichiaratamente disposti ad imbarcare altri salary dump (per essere chiari fino in fondo: come si fece con Nicholson, pur di scaricare il bomber ma colabrodo difensivo Bojan Bogdanovic ed arrivare a Jarrett Allen, o come si è fatto con Mozgov, pur di arrivare all’uomo del futuro, D’Angelo Russell), per portare a Brooklyn talento fresco (che siano giovani promesse o picks per il prossimo anno, l’ultimo senza controllo sulle scelte!).
Quest’ultima dichiarazione, presa, forse, un po’ troppo sottotraccia dai media, è stata, invece, di recente rilanciata dal solito Wojnarowski, l’infallibile guru fresco di firma per ESPN e, si sa, Woj non parla mai a vanvera…
Qual è il piano? Ancor più oggi, dopo che Philadelphia ha acquisito i servigi di JJ Redick ed Amir Johnson, e con Miami apparentemente all-in per Gordon Hayward, i Nets possono contare, come pochi altri, su abbondante spazio salariale (28,5 M, ove necessario ulteriormente incrementabili se i contratti in scadenza non fossero rinnovati o fossero utilizzati come merce di scambio). Marks farà di tutto per farne buon uso, mettendo sul piatto della sua partita a poker tutto quanto necessario per uscire dal mercato delle FA con una pingue vincita in termini di scelte future e di giovani, purché ritenuti idonei da coach Atkinson. Non importa con quali mezzi. Certo, non disdegnando i veterani, ma alle sue, non alle altrui condizioni. È ancora Wojnarowski a confermare la linea strategica, quando, profeticamente da par suo, anticipa la scelta di JJ Redick (uno dei nomi più insistentemente associati ai Nets sul mercato) di gettare l’ancora in altri lidi, spiegandone le ragioni: offerta economica non soddisfacente e ruolo tecnico ancor meno, perché nuovamente destinato ad uscire dalla panchina, essendo la combo Lin-Russell lo starting backcourt designato!
Chi va, chi resta. I primi movimenti
rispetto ai contratti in scadenza rinforzano l’ipotesi strategica, perché sembrano muovere esattamente in questo solco: McDaniels non viene rinnovato perché (e questo trapela proprio dalle dichiarazioni di Marks) troppo onerosi i 3,5 M previsti (come ipotizzavo nel mensile scorso): torneranno, evidentemente utili, per avere spazio salariale in vista della FA! Kilpatrick ed Harris, invece, vengono rifirmati al minimo salariale (1,5 M) per un’altra stagione. Sbaglierò, ma a me pare che siano perfetta “carne da trade”, in vista dell’arrivo di uno o più giocatori di qualità e talento, ma anche, sicuramente, dotati di prospettive future!
Ed è forte la curiosità sul destino degli altri rincalzi (Acy, Dinwiddie, Goodwin – io tifo per la conferma!), tutti scoperti e valorizzati dai Nets nel corso della passata stagione, tutti role player rivelatisi affidabili e calzanti col modello-Atkinson, nonché degli oggetti misteriosi del frontcourt, Hamilton e, sopratutto, Nicholson, piuttosto ai margini delle rotazioni ma paradossalmente più tutelati (e costosi) dal punto di vista contrattuale: buyout in vista? La logica lo imporrebbe, ma i disegni del diabolico GM sono mistero (speriamo) gaudioso fuori dalla nostra portata…
Gli scenari. A stretto giro, forse perfino già in corso, l’assalto all’ar
ma bianca ad Otto Porter, dato nel mirino dei Nets già da mesi, pare scontato, anche alla luce del mancato accordo del giocatore con i Wizards! I Kings, però, gli hanno già offerto il massimo, i Nets paiono pronti a fare altrettanto. Chi sceglierà il 24enne esploso lo scorso anno nella capitale? Rimane, tuttavia, restricted free agent, e Washington ha già annunciato l’intenzione di pareggiare qualsiasi offerta! È tempo di pretattica, si sa, dunque tutto va preso con le pinze, ma Porter sembrerebbe, oggi, una soluzione ideale per i Nets, con le sue doti atletiche, e gli skills da 3&D! Improbabile, tuttavia, che non ci sia un piano B. Allora non ci dimentichiamo di Caldwell-Pope (prima dell’arrivo di Russell era la mia prima scelta!), anche alla luce della recente aggiunta di Galloway alla corte di Van Grundy. La versatilità dell’enorme numero di guardie al momento a roster per i Nets potrebbe permettere di assorbire anche le doti tecniche del giovane talento dei Pistons i quali, non lo dimentichiamo, hanno un salary cap piuttosto saturo e, forse, sarebbero meno pronti a pareggiare un’eventuale offer sheet massimale. Ma non è credibile che Marks intenda rischiare di vedersi nuovamente pareggiare tutte le offerte sui RFA, come accadde un anno fa: stavolta il piano C non può prevedere il mero ripiego su qualche veterano al minimo salariale! Ecco perché rilancio con forza l’ipotesi di accordo con franchigie ansiose di liberarsi di qualche giocatore superpagato! Occhio, dunque, a Toronto (Carroll?), ma anche e (a mio avviso) soprattutto a Portland (Harkless? Oppure “guardachisirivede” Allen Crabbe?!?), dove i Blazers stanno assistendo pressoché immobili alla corsa agli armamenti di Oklahoma, Minnesota, Houston, paralizzati da uno spazio salariale ai minimi termini!
E, giusto perché davvero, quest’anno, non si può rischiare di restare con il cerino in mano, non escludiamo il “ripiego” su giocatori ancora futuribili, ma più economici, ancora sul mercato (Tim Hardaway Jr.? JaMychal Green?).
Nulla mi toglie dalla testa che Sean Marks tenga ancora ben nascosto il suo asso nella manica, da buon gambler…Certa è una cosa sola, diavolo di un Marks: qui ed ora si parrà la tua nobilitate…
E non finisce qui… Occhio, perché lo scenario prefigurato dalla free agency di luglio potrebbe non essere quello definitivo! Molto dipenderà dai ruoli che i Nets riusciranno a “coprire” nei prossimi giorni ma, con Russell e (non dimentichiamolo!) Caris Levert in rampa di lancio e con il contratto di Jeremy Lin in scadenza la prossima estate, nulla mi toglie dalla testa che sia molto probabile un dolorosissimo addio al #7 di origini asiatiche ora o, più probabilmente, alla deadline di febbraio, magari in cambio di una pick per il 2018, ove non arrivasse già quest’estate! Lin servirebbe, dunque, da mentore per D’Angelo Russell, in vista di lasciare a lui le chiavi della squadra, con Levert che, se proseguirà nel suo percorso di crescita, verrebbe promosso nello starting five. Doloroso, certo, ma necessario separarsi da Lin quando ancora sotto contratto, piuttosto che rischiare di doverlo maxare o mandar via in cambio di nulla tra un anno!
Immagino un quintetto giovanissimo (qualora arrivi Porter, ad esempio) ma con un quoziente di talento mai visto da anni, ormai. Meno imperniato sul gioco dal post del Brook Lopez di turno e più pick and roll e transizione per aprire le danze in attacco. Chi può negare il fascino lungimirante di un backcourt Russell-Levert-Porter? Oppure Russell-Caldwell-Pope-Levert? Staremo a vedere…
Last, but not least… L’estate caldissima, non solo climaticamente, ci ha fatto scivolare nuovamente sul piano inclinato delle ipotesi e delle idee personali. Siccome non è bello, né beneaugurante, chiudere nell’incertezza, eccovi due garanzie per il futuro:
– lo staff sta lavorando sodo sullo scouting, senza sosta, per accaparrasi i migliori undrafted sul mercato! Interessanti un po’ tutti i contratti non garantiti firmati per la Summer League di Las Vegas (a giorni si comincia!), ma vanno segnalati, in particolare, due prospetti in odore di “two-way G-League contracts”, ovvero di occupare i posti numero 16 e 17 nel roster facendo la spola tra Long Island e Brooklyn, come previsto dai nuovi accordi NBA-NBPA. Si tratta di Jacob Wiley, 6’7” ala da Eastern Washington, difensore, versatile, iperatletico, capace di mettere insieme qualcosa come 20 punti, 9 rimbalzi, e 2,7 stoppate per gara nell’ultima stagione universitaria; e di Jeremy Senglin, senior 6′ 2” SG con qualifica di tiratore scelto per Weber St. Probabilmente usciti dai radar delle franchigie, nella notte del draft, in quanto undersized, ma sicuramente promettenti e adatti alla filosofia di gioco dei Nets. Buttarci un occhio, magari con una birra ghiacciata in mano, durante il torneo estivo davvero non costa nulla…
– l’ambiente sta mostrando una compattezza ed una fiducia mai visti! Brooklyn people really trust the process! Per dire: JJ Redick è davvero un tiratore formidabile ed il suo arrivo avrebbe rappresentato un clamoroso ed immediato upgrade per i Nets. Mia convinzione personale è che sia stato davvero vicino a firmare per Brooklyn, o che comunque lui fosse disponibile. Eppure non un tifoso si è scaldato più di tanto all’idea: troppo eccentrico rispetto ai piani tecnici di coach Kenny, troppo lontano dalla linea strategica di Sean Marks, Ormai evidentemente abbracciata e fatta propria da tutti. C’è tanta fiducia, c’è pazienza, c’è sostegno, c’è voglia di fare quadrato: per una squadra giovanissima, quale si prospetta la prossima stagione, non è poco…
C’è ancora qualcuno disposto a sostenere che i Nets non hanno credibilità, né futuro? Tra gli addetti ai lavori, sembrerebbe davvero in pochi. Tra i protagonisti in campo, a brevissimo, avremo una prima e fondamentale risposta in FA! Mai come stavolta…stay tuned!!
Marco Calvarese