Roma, 26 febbraio 2020 – Un acquisto che era nell’aria già da ieri ma che oggi è stato ufficializzato: Jerome “The Sniper” Dyson è da questa sera un giocatore della Fortitudo Pallacanestro Bologna 103. Il suo arrivo, sino a fine stagione, tappa la falla della mano rotta alla guardia canadese Cassius Robertson del quale non si conoscono i tempi certi di recupero.
Pertanto, dopo essere riapprodato in Italia quest’estate indossando la casacca della Virtus Roma (nel suo passato Brindisi, Sassari e Torino), eccolo Jerome Dyson adesso dalla parte delle Aquile biancoblu a terminare una stagione che per lui, tutto sommato, non era iniziata mica tanto male. Diciamo almeno sino al 14 dicembre, data cioè dell’ultima vittoria della stessa Virtus Roma in LBA in quel di Trento.
Da quel momento in poi, eravamo alla 13^giornata del girone di andata di LBA, la squadra capitolina che gli aveva affidato tutto il peso e la responsabilità di condurre in campo da vero leader una squadra nuova di zecca e zeppa di rookies in LBA nella difficile impresa di traghettarla all’obiettivo salvezza a fine anno, ha iniziato a perdere colpi in modo a tratti pure vistoso (Brescia in casa, ad esempio, sette giorni dopo), sino ad inanellare, prima della pausa per Coppa Italia e Nazionale ben 8 sconfitte consecutive. Ed in larga parte con Jerome Dyson protagonista ma in negativo, eccezion fatta per la gara persa a Brindisi.

Jerome Dyson by Alfieri
Risultato? Tutta la dote ed il vantaggio di punti in classifica rispetto alle sue dirette avversarie (Pistoia in primis e Trieste), che nelle prime 13 gare la Virtus Roma aveva accumulato si è dissolta nel nulla. Adesso la situazione si è decisamente complicata per l’Urbe che comunque, proprio qualche giorno fa, aveva deciso di portare a casa il rookie pesarese Jaylen Barford, guardia realizzatrice di belle speranze ma non certo un playmaker come è invece Jerome Dyson.
Questa è la fredda cronaca, con toni pacati ed obiettivi, dell’attuale quadro di riferimento.
A questo punto però, dopo questa notizia che ha del clamoroso (a dire poco, per una squadra in lotta per non retrocedere in LNP A2, tornando cioè da dov’era arrivata quel lontano sabato 21 aprile 2019), è lecito fare qualche considerazione in ordine sparso da parte di chi Vi scrive e segue dal dicembre del 2008 le semi-serie vicende del sodalizio romano, sempre più eclatanti e stupefacenti di rado per fatti od accadimenti condivisibili od encomiabili!!

Jerome Dyson by Alfieri
La prima: aver consegnato le chiavi del gioco di una giovane squadra con l’obiettivo di salvarsi ad un giocatore così controverso, al punto tale che a fine febbraio ci si debba separare, cioè nel momento cruciale della stagione, è stato a conti fatti un’azzardo per questa Virtus Roma edizione 2019-20, per non scrivere una follia vera e propria!!
Bisogna perciò rivolgere una domanda a questo punto al GM del team capitolino, Valerio Spinelli, ed al Presidente Alessandro Toti, autori e fautori da almeno due anni delle fortune della squadra:
Signori, quanto conoscevate del passato di Jerome Dyson? Sapevate del suo carattere a dir poco “ribelle” e delle sue difficoltà nel doverlo gestire in particolar modo fuori del campo? Potevate mai pensare che il solo Piero Bucchi riuscisse nell’impresa di tenere a bada un giocatore con un tale carattere ed inoltre insoddisfatto di allenarsi in una struttura come il PalaTellene, con qualche problema logistico di troppo al suo interno (dicono i bene informati anche una delle cause che abbia spinto Henry Sims a lasciare la Virtus Roma)?

Jerome Dyson vs David Cournooh by Alfieri
Da tempo, da troppo tempo giravano voci inequivocabili sul comportamento poco professionale di Jerome Dyson fuori dal campo, con inevitabili ripercussioni poi nelle sue prestazioni opache on court, tralasciando inoltre quanto si era già saputo quattro anni fa da Torino!
Alla fine quindi l’insoddisfazione di questi suoi comportamenti hanno prevalso sul gruppo, legittimamente direi, un gruppo che proprio prima dello stop dell’LBA vs la Fortitudo Bologna aveva dimostrato, in grandi linee, di poter anche sopperire alla sua assenza. Un gruppo che però adesso, Davon Jefferson compreso (altro grosso punto di domanda…), non ha più grossi alibi qualora reiterasse certe prestazioni e/o sconfitte, coach Piero Bucchi compreso. Ma di quest’ultimo aspetto mi preoccupo poco, conoscendo la sagacia tecnica ed umana del coach!
La seconda: dando quindi per scontato che Jerome Dyson fosse “Il Male” di questa squadra (così saranno ben contenti quel gruppo di tifosi che ne invocavano metaforicamente il panchinamento coatto con anche l’allontanamento di Piero Bucchi, sempre a loro parere suo molto ma molto improbabile “difensore”), perchè si è atteso così tanto per rescindergli il contratto? Perchè non si è cercato sin da subito un suo sostituto, un play quindi, una via di fuga che potesse sopperire alle mattane di The Sniper evitando perciò 12 gare, quelle che ci separano da quì alla fine del campionato, che si prospettano ora di autentica passione??
La terza: l’arrivo di Jaylen Barford a questo punto come deve essere visto? Una buona aggiunta, pur con tutte le limitazioni che il giovane di Jackson nel Tennessee porta con sè nel suo debutto in LBA oppure LA sostituzione di Jerome Dyson? Chi di dovere si rende conto che le chiavi della squadra andrebbero consegnate a questo punto a Tommaso Baldasso, e che non ci sarebbero playmaker di supporto qualora il giovane piemontese beccasse un raffreddore? Non preoccupano le doti di Baldasso, come del resto abbiamo scritto in passato ma il suo back-up!?!?!
La quarta ed ultima: nell’anno in cui insomma la Virtus Roma è rientrata con merito nel basket che conta e che si sapeva avrebbe avuto di sicuro qualche paturnia nel mantenere la categoria, ci si aspettava in estate nella costruzione della squadra maggiore attenzione, maggiore acume (vi ricordate l’affaire Skyler Flatten?), maggiore analisi nell’assemblare un roster che al momento si sta dimostrando con diverse buone potenzialità ma anche purtroppo con diverse lacune, specialmente spalle a canestro. Era veramente impossibile fare di meglio?
Concludendo, non ci resta che incrociare metaforicamente le braccia ed attendere gli sviluppi delle cose. Purtroppo il crowdfunding si sta rivelando un lodevole tentativo ma fallito (ahimè…), a poche ore dalla sua chiusura e nonostante l’impegno ed il lavoro positivo del settore marketing gestito bene da Nicola Tolomei, si fa fatica a pensare come la Virtus Roma, del presente ma soprattutto del futuro, possa andare avanti con uno staff tecnico dirigenziale così palesemente in difficoltà, non in grado cioè di saper leggere preventivamente le cose che gestisce o che dovrebbe gestire quantomeno in LBA, dove tutto è decisamente più elevato e complesso.
In fin dei conti, non è forse vero che le vittorie si costruiscono prima di tutto fuori dal campo?
Fabrizio Noto/FRED
@FaberNoto