Seconda partita e secondo successo per la nuova Olimpia Milano di coach Ettore Messina nella finale del torneo intitolato alla memoria di Luciano Giani. I biancorossi sconfiggono 66-54 una mai doma Cantù controllando il match sostanzialmente dall’inizio alla fine e mostrano ulteriori progressi rispetto alla semifinale del giorno precedente contro Casale Monferrato.
In attesa di una condizione atletica realmente competitiva, Milano fa comunque della difesa un fattore decisivo fin dai primi possessi, grazie all’ottima pressione sulla palla dei propri esterni, oltre ad una promettente reattività nelle rotazioni, che garantisce presenza su ogni linea di passaggio perimetrale degli uomini di Coach Cesare Pancotto. Da qui la chiave per il contropiede meneghino, alla ricerca di punti facili e della prima soluzione utile per mettere punti a referto. Le gambe ancora pesanti hanno provocato errori di scelta nel passaggio per mancanza di lucidità ed errori banali negli appoggi, come sottolineato da Messina nel post-gara, ma se il buongiorno si vede dal mattino, già si intravede l’anima operaia di un’Olimpia che dovrà tornare a fare innamorare i suoi tifosi dopo una stagione ricca di delusioni.
Qualora ci fosse bisogno di trovare conferme, la kermesse di Castelletto ha dimostrato come questa sia principalmente la squadra di Sergio Rodriguez, al netto dell’imprecisione al tiro legata alle criticità già accennate. E’ lui il faro e il naturale innesco del quintetto biancorosso, in campo aperto come contro la difesa schierata, oltre che il primo uomo cui affidarsi nei momenti topici in virtù della sua riconosciuta personalità ed esperienza.
Da rivedere il suo compagno di reparto Shelvin Mack: niente di preoccupante per la point guard ex Utah Jazz tra le altre, alle prese con una fase logica di apprendimento dei meccanismi delle difese europee, subito pronte ai raddoppi e a riempire l’area per impedirgli comode penetrazioni al ferro. Fondamentale, in attesa di capire i tempi di rientro di Nemanja Nedovic, che il numero 2 biancorosso si adatti al meglio. Milano ha bisogno che sia anche realizzatore di primo livello in ottica Eurolega. E’ già fattore determinante in difesa, con un fisico importante da sostenere attraverso una predisposizione al sacrificio che gli è valsa i complimenti del suo Coach a fine gara.
Le uniche criticità della partita di ieri sera sono legate alla mancanza di fluidità generale in attacco, con un po’ di affanno nel generare vantaggio dal palleggio sul pick and roll, merito anche dell’aggressività messa in campo da Cantu’, oltre che una certa sofferenza nel tagliafuori a rimbalzo. In chiave LBA sarà indispensabile avere un contributo maggiore da Christian Burns, in sostegno di un Kaleb Tarzcewski che si è ben disimpegnato, attendendo il rientro di Arturas Gudaitis. Tutti aspetti su cui lavorare con calma, laddove condizione e conoscenza reciproca progrediranno e i rientri dei nazionali offriranno a Ettore Messina maggiori soluzioni.
Prossimo appuntamento sarà il Torneo di Lucca, antipasto di Eurolega il 6 e 7 settembre con Olympiacos ed Efes Istanbul partecipanti insieme all’Umana Reyer Venezia Campione d’Italia in carica.
Di seguito potete ascoltare le parole di coach Messina al termine del match.
Francesco Sacco