“Pound dribble, side step, raise up”.
E’ così che Damian Lillard ha descritto il proprio tiro allo scadere che ha deciso la partita e la serie tra Portland TrailBlazers e OKC Thunder degli NBA Playoffs 2019. Sicuramente avrete potuto osservare a bocca aperta quel clamoroso buzzer beater che da Dame Dolla (il suo nome da artista rap), viene descritto come una semplice routine: “palleggio forte, passo laterale e alzarsi per il tiro”.
Tutto semplice se non considerassimo che quella bomba veniva scagliata da 11 metri ed era un gesto completamente volontario e non costretto dai tempi e della difesa. Lillard, come altri pochi giocatori quali Kevin Durant, Steph Curry e Trae Young, si allena costantemente per eseguire delle semplici routine da distanze siderali e questo elemento del suo gioco fa di lui uno degli atleti più pericolosi nel crunch time. Non è un caso che lo slogan più famoso costruito per il personaggio di Damian sia il “Lillard Time“, ovvero il momento in cui la stella di Portland guida la propria squadra in attacco segnando i canestri decisivi nel finale di gara.
La nomea che si è creata per il giocatore di Oakland potrebbe essere analizzata, confermata o meno attraverso una semplice media punti realizzati negli ultimi cinque minuti di gioco con squadra a meno di cinque punti di distanza, ma a volte basta segnare dei canestri iconici per essere ricordato come un giocatore clutch. Nella storia dei Playoffs NBA abbiamo assistito ad una quantità enorme dei famosi buzzer beater ma quelli che chiudono un’intera serie, sono una vera rarità.
Damian Lillard e Michael Jordan sono gli unici nella storia della lega ad aver segnato più di un tiro allo scadere di questa categoria e perciò, andremo ad elencarli in ordine particolarmente soggettivo, ovvero dall’estetica del buzzer. Ovviamente il mio giudizio può essere completamente diverso dal vostro quindi divertitevi con questi soli 8 casi in cui un giocatore ha chiuso una serie di Playoffs grazie ad un tiro allo scadere:
Tom Heinsohn – Boston Celtics @ Philadelphia 76ers 1960
Inseriamo questo buzzer fuori della classifica perchè, almeno personalmente, non sono riuscito a trovare alcun video di questo canestro. Siamo agli albori della lega, quando i Lakers giocavano ancora a Minneapolis ed esistevano squadre come Syracuse. Tom Heinsohn, realizzò il canestro che chiuse la serie sul 4-2 contro i 76ers e mandò i Celtics a vincere l’anello in finale con St. Louis. Heinsohn è una vera e propria leggenda di Boston oltre che della NBA: vinse 10 titoli dei quali 8 da giocatore e due da coach. E’ entrato nella Hall of fame sia da giocatore che da allenatore ed il suo numero #15 è appeso sul soffitto del Garden. E rimasto tanto legato alla città ed alla società che ancora oggi è uno dei color commentator dei Celtics, famoso per essere poco oggettivo e tanto tifoso.
Derrick McKey – Seattle Supersonics @ Houston Rockets 1989
Erano le finali della Western Conference tra i Supersonics di Dale Ellis ed i Rockets di Hakeem Olajuwon. La serie non fu scoppiettante e vide un semplice 3-1 da parte della squadra di Emerald City capace di chiudere la contesa sul 3-1 grazie ad un alley-oop giocato dalla rimessa che finì nelle mani di Derrick McKey. Il pallone scagliato da grande distanza pescò il giovane lungo che si liberò della marcatura e appoggiò il pallone al tabellone con meno di un secondo sul cronometro. La gara si concluse con un 98-96 che eliminò i Rockets e portò Seattle alle finali vinte poi da Detroit.
Ralph Sampson – Houston Rockets @ Los Angeles Lakers 1986
I Los Angeles Lakers di Magic Johnson e Kareem Abdul Jabbar che vengono eliminati grazie ad uno dei canestri più assurdi mai segnati per vincere una partita. La situazione è analoga a quella precedente con un pallone che viene lanciato in area dalla rimessa ed un solo secondo cronometro, ma Ralph Sampson invece che cercare di coordinarsi verso il canestro, non riesce a muoversi in tempo e quindi prova a tirare alla cieca, toccando all’indietro una palla che poi rimbalza beffardamente all’interno del canestro. La serie finì 4-1 con l’ultima partita chiusa sul 114-112.
Michael Jordan – Chicago Bulls @ Cleveland Cavaliers 1993
Nonostante il gesto di Jordan sia elegante oltre che estremamente difficile, la carica emotiva di questa partita non è come quelle seguenti e quindi personalmente perde qualche posizione. La serie infatti, finì 4-0 e come vedremo successivamente, lo stesso scontro venne apprezzato qualche anno prima in salse decisamente più piccanti. Come è solito nei possessi clutch di his airness, si prende l’intero possesso per costruire qualcosa che lo aggrada; poi riceve palla nel suo sweet spot ed anche se gli viene sporcata durante il palleggio, rimane abbastanza concentrato per chiudere partita ed incontro. Game set and match.
John Stockton – Utah Jazz @ Houston Rockets 1997
Più che una partita di basket era un ammasso di star NBA che si scontravano duramente per provare l’assalto ai Bulls di Jordan. Charles Barkley, Hakeem Olajuwon (l’abbiamo già visto un paio di volte in classifica) e Clyde Drexler contro John Stockton, Karl Malone e Jeff Hornacek. Rimessa sul 100-100, Utah gioca per liberare Stockton per il tiro con 2.8 secondi sul cronometro. Il postino Malone esegue un blocco che sembra più un abbraccio, Barkley non vuole cambiare immediatamente ed è quanto basta a Stockton per ricevere, avvicinarsi e sparare da tre. Hornacek disse: “Quando l’ho visto palleggiare, sapevo che la partita sarebbe finita. E’ quella sensazione che ti viene: segnava sempre quel tiro, era automatico!”
https://www.youtube.com/watch?v=f_BYT9RB5Ss
Damian Lillard – Houston Rockets @ Portland Trailblazers 2014
E’ incredibile pensare come quel Damian Lillard fosse solamente un sophomore! Erano ancora i Trailblazers di Lamarcus Aldridge che mise a referto delle prestazioni monter per portare la formazione teoricamente sfavorita in testa per 2-0 in trasferta. Con l’andare della serie, pareva che Houston potesse recuperare: la tendenza era tutta dalla parte dei texani finchè è successo questo. Un after time out provato e riprovato, tanto che era già stato segnato durante la stagione regolare. Upset brutale considerando l’hype che i Rockets di James Harden e Dwight Howard avevano in quel periodo. Ad aumentare la carica emotiva è il 0.8 sul cronometro, il punteggio in svantaggio di 2 punti e l’unica possibilità di tirare da tre. Nasce il mito del “Lillard Time”
Michael Jordan – Chicago Bulls @ Cleveland Cavaliers 1989
Onestamente c’è poco da raccontare per far capire la tensione ed il momento: 2-2 nella serie (in quegli anni si arrivava a 5), 2 secondi sul cronometro, in svantaggio di un punto. La lotta per liberarsi dalla marcatura, la corsa per aprirsi uno spazio, jumper ad altezze siderali in faccia a Craig Ehlo, L’esultanza successiva è iconica! Da tanti, questo tiro viene ricordato come l’originale The Shot nonostante successivamente sarebbe venuto quello contro Utah nelle Finals. Il povero Ehlo era un giocatore di qualità ma la sorte gli ha scelto un brutto periodo storico per essere una guardia nella Eastern Conference.
https://www.youtube.com/watch?v=p5WUOnTxwPw
Damian Lillard – OKC Thunder @ Portland Trailblazers 2019
Do you guys know what time it is? It’s Lillard Time. Abbiamo già raccontato nell’introduzione della difficoltà di realizzare questo tiro. La cornice di Portland, il bye bye fatto con la mano, lo sguardo in camera durante l’esultanza fanno (secondo me) di questo buzzer beater che chiude una serie, il più iconico nella storia. Felice di essere smentito dalle vostre opinioni!