Bologna, 13 marzo 2019 – Una serata da consegnare alla storia quella di stasera al PalaDozza, una serata in cui disputare il #Game2 della FIBA Basketball Champions League per la Segafredo Virtus Bologna e nella quale travolge, nel modo più netto possibile che si potesse attendere, i malcapitati francesi del Le Mans Sarthe Basket per 81-58.
Con questa vittoria le V Nere approdano adesso ai quarti di finale del torneo dove incontreranno, vs ogni pronostico, l’altra squadra francese del Nanterre ’92 che ha eliminato i favoriti turchi del Besiktas, secondo la logica del tabellone tennistico della manifestazione. Ma la serata non potrà solo essere ricordata per la bella vittoria della Virtus Bologna, che si riprende almeno una parte di un proscenio europeo, sebbene non sia quello di primo livello. No, perchè è stata la serata che ha commemorato la recente scomparsa di Alberto Bucci, indimenticabile coach, presidente, uomo di basket e di sport, deceduto dopo aver lottato come un leone, come era uso fare la sua squadra in campo.
La gara? In fin dei conti ha avuto ben poco da dire, a causa della netta superiorità dei bolognesi che ad un certo punto, conducendo la più classica delle gare wire-to-wire, han dovuto anche frenare l’impeto che aveva portato il distacco tra bianconeri ed arancioblu anche a +31 punti: tecnicamente poco da dire.
Inoltre, proprio per non farsi mancare nulla, oltre al passaggio del turno ed al commosso applauso per Alberto Bucci, c’era da bagnare sia l’esordio assoluto in panchina per le V Nere di Aleksander “Sasha” Djordjevic il quale, meglio di così, non poteva che presentarsi al suo nuovo pubblico, ma anche l’esordio in campo al PalaDozza per Mario Chalmers, l’ex Miami Heat, che aveva esordito in bianconero proprio nel #Game1 a Le Mans ed avendo poi saggiato il nostro campionato vs Cantù, domenica scorsa, con relativo esonero di Pino Sacripanti.
Procedendo per gradi nello specifico, per quanto riguarda Sasha Djordejevic era impossibile che, arrivato da pochi giorni, possa aver cambiato qualcosa nelle fila della Virtus Bologna, quindi poco da dire a livello tecnico il match di oggi, se non che le V Nere abbiano letteralmente strapazzato su i due lati del campo gli ospiti, favorita anche dalle pessime medie di tiro del Le Mans Sarthe, decisamente deludenti anche in Valentine Bigote, il top scorer di #Game1. Per Mario Chalmers invece la situazione è differente, si vede lontano un miglio che il playmaker di Miami campione NBA ai tempi del trio Bosh-Wade-James sia ancora privo di una condizione atletica accettabile. Lo si è visto in particolar modo quando, per ben tre o quattro volte nel secondo tempo, abbia tentato di superare in entrata – peraltro anche riuscendoci – il diretto avversario, salvo poi “perdersi” a contatto con il ferro per un gioco di gambe ancora quasi assente dovuto all’inefficienza delle sue leve a livello muscolare.
Ci vorrà quindi pazienza ma siamo ancora a Marzo, se Mario Chalmers saprà rimettere a posto le sue gambe, state pur certi che la Virtus Bologna avrà probabilmente trovato quel giocatore che potrà dare quel qualcosa in più alla squadra nella corsa verso i Playoff e chi lo sa, poi cosa potrebbe fare. Infine, nota di merito per Dejan Kravic, che sta crescendo esponenzialmente.
Primo periodo, dopo il minuto di silenzio la curva resta silente per i primi due minuti in memoria di Alberto Bucci (“La tua assenza un rumore assordante… il nostro silenzio un dolore devastante” recita lo striscione in cima al PalaDozza), in cui la Segafredo Bologna spinge subito sull’acceleratore, con un buon gioco di squadra raggiunge il +6, grazie alle firme di Kravic e degli scorer designati. Lo staff tecnico annuisce alle giocate positive dei ragazzi in campo, anche se Le Mans prova rimonta (8-6 al 5’). La Virtus ha una fiammata improvvisa: Kevin Punter appoggia dolcemente al vetro e la palla entra nella retina, Pietro Aradori si costruisce e finisce un tiro da solo, è ancora il killer del Bronx in contropiede a costringere i francesi al primo timeout. L’uscita dalla sospensione è ancora meglio: primo canestro di Mario Chalmers al PalaDozza, ed esplosione di gioia sublimata poco dopo dalla schiacciata in back-door di Kelvin Martin e della palla recuperata in difesa, che genera un gioco a due tra Chalmers e Qvale che il lungo finisce con la bimane. Le VuNere spingono appena possono e l’assist di Punter a Martin è un cioccolatino solo da scartare per il massimo vantaggio dei bianconeri (22-8 al 8’) che Bigote riduce leggermente in entrata sulla linea di fondo. Prima dello scadere Chalmers regala al suo pubblico una tripla che entra dopo essersi arrampicata sul vetro, che vuol dire +15 e un parziale che rasenta la perfezione. 25-10
Secondo periodo, Bologna continua ad entusiasmare, un giro di palla che vede coinvolti tutti e 5 i ragazzi in campo viene concluso con un lay-up vincente da Baldi Rossi, Chalmers perde due palloni e la panchina bianconera chiama subito minuto per non perdere inerzia. Qvale rientra con un tampone nel naso, la Virtus attacca la partita ma Baldi Rossi fallisce di poco due triple ben costruite, la difesa regge e prendere i rimbalzi produce contropiede, Tony Taylor finalizza con successo (32-14 al 14’). I tentacoli di Kravic e l’energia dei compagni rende la vita molto complicata ai francesi, che per ogni canestro sudano le proverbiali sette camicie, al primo segno di rimonta Coach Djordjevic spegne ogni velleità fermando il gioco per parlarci su. Missione riuscita: Amath M’Baye segna il suo primo cesto di serata dalla linea di fondo, l’attacco della Virtus è equilibratissimo, ma Le Mans non molla un centrimentro. Cornelie segna in entrata ma gli risponde KP0 con una tripla che fa aumentare i decibel all’interno del palazzetto e mantiene in pieno controllo i bolognesi (37-23 al 17’). Le VuNere tirano con ottime percentuali, Baldi Rossi si fa valere all’interno del pitturato, trovando gioie offensive da un po’ dimenticate, Taylor cesella un gioco a 2 col fido Kravic che appoggia dolcemente al vetro costringendo Coach Bartecheky a fermare l’emorragia. Bologna ha una voglia matta di far bene e questo genera recuperi e rimbalzi a profusione, Aradori chiude il primo tempo con un contropiede vincente e una persa, ma questo non guasta certo un primo tempo letteralmente dominato: 43-25
Terzo periodo, al rientro in campo nel primo minuto non segna nessuno, ci pensa Dejan Kravic con uno sprint chiuso con l’appoggio vincente a muovere il tabellone, il serbo ogni tanto esagera ma ha la piena fiducia del neo Coach Djordjevic e la ripaga ampiamente: sei punti consecutivi e delirio al PalaDozza. Le Mans non segna mai e i segnali indicano che il pugile è alle corde, il primo canestro arriva dopo 4’ minuti dalla ripresa delle ostilità ma il linguaggio del corpo tradisce. Mario Chalmers regala un highlight da NBA servendo una gemma a Kravic che fa saltare dal seggiolino i presenti, il bicampione con Miami cerca e trova confidenza col parquet, andando anche a guadagnarsi e realizzare due liberi, pur soffrendo in difesa (55-31 al 26’). Coach Djordjevic organizza schemi e tattiche in campo e per chi sta in panca, il neo entrato Cournooh si mangia un canestro in entrata ma l’aggressività con cui giocano le VuNere è totalmente rassicurante. Baldi Rossi trova 3 punti al termine di un ottimo scarico, canestro che regala a Bologna un vantaggio praticamente incolmabile, gli ospiti in canotta nero-arancio replicano ma la tripla di Kelvin Martin per chiudere il quarto regala anche il +30, rendendo di fatto l’ultimo parziale una formalità. 63-35
Quarto periodo Baldi Rossi va in doppia cifra personale con un’altra bomba solo rete (e dedica alla famiglia del Presidente Bucci presente in parterre) e un lay-up rovesciato. Gli ultimi minuti scivolano via veloci ma sono un’occasione per oliare gli automatismi, Punter segna dall’arco e chiede scusa per un anticipo difensivo finito male che regala un canestro ai francesi, il passaggio a Baldi Rossi che lascia una comoda schiacciata a Martin serve da perdono (73-44 al 34’). Allenare ogni secondo è lo scopo di Coach Djordjevic, che chiede minuto per affinare ancora meccanismi: esordisce anche Pajola con un gioco da 3 punti, Chalmers lascia andare dei palloni di qualità superiore per la delizia dei presenti, Martin e Kravic difendono divertendosi, con loro il pubblico che ha gremito il palazzo. Una gran bella serata, pur col cuore ancora straziato, standing ovation meritata per le VuNere che passano il turno senza soffrire e ora troveranno Nanterre ai quarti di finale.
Sala Stampa
Segrafredo Virtus Bologna – Le Mans Sarthe Basket 81-58
Parziali: 25-10; 43-25; 63-35; 81-58