Sulla carta doveva essere poco più di una formalità la partita casalinga contro l’Olimpia Lubiana, ultima nel girone D di Basketball Champions League con una sola vittoria. Nella realtà, invece, la Virtus Bologna ha dovuto sudare le proverbiali sette camice per non incappare in una sconfitta casalinga che sarebbe stata davvero sanguinosa. 87-84 il risultato finale per gli uomini di Sacripanti, che racconta solo parzialmente quello che ha detto la partita.
BOLOGNA SCHERZA COL FUOCO IN AVVIO
Molli, superficiali, forse anche presuntuosi i giocatori di casa. Senza mordente in difesa e capaci di accontentarsi del tiro più rapido in attacco nei primi 15′ di partita. Un mix letale anche contro un avversario arrivato senza grosse pretese e che a lungo ha giocato con in campo un classe 1999 (Simonovic) e un 2000 (Samanic, ottimo peraltro con 12 e 7 rimbalzi nel giorno del suo 19esimo compleanno) sotto canestro.
Pressione sul portatore di palla, la presenza di Mirza Begic sotto canestro (19+12 rimbalzi per lui, 46-36 a rimbalzo per Lubiana, con 15 palloni raccattati in attacco) e una Segafredo a 4/18 dal campo dopo 10′. Si alza la testa e il cubo luminoso del Paladozza dice Virtus 22, Lubiana 36. E il divario non fa una piega.
Sacripanti usa time out, prova a svegliare i suoi. Ci vuole il solito Kelvin Martin per dare la scossa, con un paio di difese che danno il la a azioni che valgono tre punti e riportano dentro la partita i bolognesi. 37-41 per l’Olimpia all’intervallo, con un 12-0 Virtus provvidenziale a metà secondo quarto.

Serata non troppo ispirata per Kevin Punter
PRESSING IN DIFESA E PIETRO ARADORI: LA SEGAFREDO ALLA FINE SI SALVA
Al rientro in campo la musica è diversa. Le sbavature non mancano, ma l’atteggiamento mentale e fisico è diverso. Adesso è Bologna che aggredisce gli ospiti, anche se manca spesso la lucidità per prendere definitivamente il controllo della partita. Ci si scambia vantaggi a lungo. La Virtus continua ad affidarsi troppo al tiro da fuori (10/27 da tre alla fine) quando, specie con Begic in panchina, vicino al ferro fa il proprio comodo (14 e 9 rimbalzi Kravic).
Negli ultimi 10′ ci si arriva con gli sloveni avanti ancora di due punti (61-63). A quel punto diventa fondamentale Pietro Aradori, che da grande attaccante si accende nel momento del bisogno: 3 punti con 1/7 fin lì, 14 con 4/4 nel periodo conclusivo. Tutti cruciali, prima per rintuzzare le triple di Jan Span, poi per lanciare il mini break che decide l’incontro.
C’è tempo, comunque, per un brivido finale, con la Segafredo imprecisa ai liberi che non chiude i conti. Lapornik che inventa una tripla, Taylor fa 1/2 e Lubiana che arriva palla in mano sotto di due punti a 10″ dal termine. Per fortuna dei bianconeri Luka Samanic commette un classico errore di gioventù, attaccando M’Baye dal palleggio senza tanto costrutto. Palla recuperata abbastanza agevolmente dall’ex Milano, che sigilla un successo complicato ma importante per la classifica.
VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA – PETROL OLIMPIA LUBIANA 87-84
Parziali: 13-23; 24-18; 24-22; 26-21.
Progressione: 13-23; 37-41; 61-63; 87-84.
MVP: Pietro Aradori.
WVP: Brian Qvale.