Con i se e con i ma non si scrive la Storia figuriamoci se si può descrivere una partita di pallacanestro. Però… La Givova Scafati ha battuto la Virtus Roma 100 a 98 dopo un tempo supplementare e si è meritata la vittoria dal primo al 45°minuto questo sia chiaro per tutta la durata di questo post.
D’altronde una squadra che occupa il quart’ultimo posto in classifica e che contro la capolista tira col 55% da due e col 45% da tre e segna 100 punti di cui 88 nei 40′ regolamentari, strappa solo applausi. A cominciare dal’ex di turno, Aaron Thomas che ovviamente non solo ha giocato una grande partita ma ha messo – un pò come da copione – la tripla della vittoria un attimo prima che la sirena del 45′ suonasse la fine della contesa. Ma tutti quelli di coach Lardo hanno giocato una partita encomiabile: da Romeo play coraggioso e lucido a Rossato rebus irrisolvibile per la difesa capitolina; da Tavernari e Ammannato lunghi dalle mani non meravigliose ma assolutamente affidabili ed efficaci nella battaglia sotto canestro ed anche nel tiro dalla lunga quando è servito; da Sollazzi autore di qualche spunto più che interessante a Marco Contento le cui cifre da 3 (3 su 5) parlando da sole insieme all’intensità che ha messo su ogni pallone che ha toccato. E Goodwin, un altro che non ha mani educatissime ma che tira benissimo i liberi, 7/9 nella circostanza e che a rimbalzo non fa prigionieri, 14 contro la Virtus.
Ed eccoci ai se ed i ma. Se la Virtus fosse entrata in campo pronta alla furia agonistica degli avversari nel primo quarto, se Alibegovic difendesse la metà di quanto sa far bene in attacco, se Nic Moore fosse entrato in partita 34 minuti prima di quanto ha fatto, se Santiangeli e Saccaggi portassero un contributo di qualsivoglia natura alla squadra, se Sims avesse segnato due liberi su due invece che uno solo a tempo scaduto dei 40’regolamentari sull’88 ad 87 non si sarebbe andati ai 5′ minuti di over time. Ma se – qui li uso tutti e due – Baldasso a 5 secondi dal termine del tempo aggiuntivo – non avesse commesso una schiocchezza clamorosa commettendo un antisportivo su Contento con la Virtus avanti di 3, 95-98, forse – sottolineo forse, la Virtus avrebbe vinto anche questa partita pazzesca.
Perché sulla sciocchezza di Baldasso, il numero 10 di Scafati, appunto Marco Contento, ha fatto 2 su 2 dalla lunetta e sulla rimessa conseguente Aaron Thomas ha segnato una tripla incredibile, di tabella per il 100 a 98 che fatto impazzire di gioia il PalaMangano e credo, di rabbia Piero Bucchi.
La partita? Già…Un inseguimento continuo della Virtus a Scafati che è partita a mille all’ora pressando la Virtus Roma sin dalla rimessa e cercando Thomas con continuità. Lui si è fatto sempre trovare pronto ed oltre a segnare (11 punti in 6 minuti nel primo quarto) ha dettato i tempi per i canestri dei suoi compagni: 28 a 12 prima di un parziale risveglio romano sul finire del quarto chiuso sul 31 a 20.
Secondo quarto più equilibrato perché Sims ha fatto il vuoto dentro l’area scafatese con il suo giro e tiro, con i suoi tiri frontali, e le sue mille abilità nel trovare il canestro. Aiutato da Chessa e Baldasso e da un rallentamento della velocità della Givova che ha tenuto per un pò in panca Thomas per centellinarlo e limitarne i falli. Il 45 a 40 sembrava il preludio al recupero della squadra più forte su quella messa peggio in classifica.Ma…
Ma nel terzo quarto Thomas ha ripreso il campo e la scena, Goodwin ha fatto i numero a rimbalzo offensivo e Rossato è stato immarcabile dagli esterni romani così dieci minuti di equilibrio hanno lasciato le cose inalterate, anzi con un leggero aumento del vantaggio dei padroni di casa, 67-61.
Ed eccoci agli ultimi dieci minuti. Roma si schiera con una zona 3/2 col chiaro intento di limitare il tiro da fuori degli avversari ed un pò si è avvicinata ancora con Sims fino al 69 a 67. Sul nuovo allungo di Scafati, 74 a 70 dopo 4′ ecco che Nic Moore si è messo al lavoro devastando la difesa campana: 13 punti consecutivi. Ma la difesa non è stata allo stesso livello e la Virtus ha proseguito a prenderle da tutte le parti compresi i tiri liberi (alla fine 27 su 38 per Scafati). Solo nell’ultimo minuto Roma ha trovato la forza di pareggiare: un parziale di 0 a 5 chiuso da una tripla di Landi dall’angolo ha messo le cose sull’87 pari con 27″. Poi uno su due di Thomas e 9 secondi per giocare. Rimessa della Virtus e nella confusione sotto canestro gli arbitri fischiano un fallo alla difesa campana che Sims come detto sopra non ha saputo trasformare in quelli della vittoria.
Overtime. Scafati riparte forte ma Landi, Alibegovic e due liberi di Moore mettono la Virtus sul 98 a 95 a 5 secondi dalla sirena. Poi il fattaccio finale.
Il commento di coach Piero Bucchi al termine del match:
«Siamo partiti male, la difficoltà era quella di dover stare sempre sul pezzo, abbiamo pagato quest’inizio e quando poi abbiamo recuperato avevamo usato tante energie. Devo dare merito a Scafati, noi dovevamo cercare di essere più pronti perché siamo stati bravi a recuperare nonostante l’inizio ma in trasferta non è mai facile rientrare in partita. La nostra gara ha avuto due facce, in bilico all’inizio ma bravi a recuperare dal -16».
Givova Scafati Basket – Virtus Roma 100-98 dts
Parziali: 31-20; 14-20; 22-12; 21-27; 12-10
Eduardo Lubrano