Ormai è evidente a tutti: la lotta al vertice e presumibilmente quella scudetto sarà riservata all’Olimpia e alla Reyer, le ultime società scudettate, quelle con il maggior budget e dall’organico più qualitativo e profondo. Ne consegue che praticamente tutte le altre partite non hanno storia, a meno di prestazioni incredibili o cali di tensione o eccessiva stanchezza da parte delle due corazzate.
Se Venezia nel pomeriggio ha rifilato un sacco e una sporta di punti a una Trento in crisi nera, Milano doveva rispondere da par suo in una trasferta che sulla carta qualche difficoltà la presentava: innanzitutto si giocava 48 ore dopo la gara di Eurolega e poi Torino riabbracciava sia Larry Brown di ritorno dagli USA sia il grande pubblico al Palavela (non ho il dato ufficiale ma comunque 9-10 mila persone a palazzo erano anni che non si vedevano a Torino).
Poi la questione tecnico-tattica: la Fiat squadra di energia e atletismo avrebbe potuto mettere in difficoltà un’Olimpia magari a corto di carburante, senza contare l’aspetto psicologico di rivalsa per la finale di Supercoppa persa a Brescia.
Beh, niente di tutto questo, anche se sembra strano dirlo visto e considerato che a fine 3 quarto si era 57 pari e nonostante un Mcadoo infortunato la sensazione era di un finale punto a punto. Macché, forse in onore allo sponsor avversario la squadra di Pianigiani ha cambiato marcia e dato una sgasata impressionante schiacciando a fondo l’acceleratore per i primi 5 minuti del 4 quarto. Risultato : parzialone, partita in ghiaccio e tutti a casa.
Questo nonostante l’eroe di coppa Mike James abbia giocato volontariamente al 20-25% delle proprie possibilità: per sua sfortuna ha un body language piuttosto espressivo specie in difesa ed anche la tipologia di tiri presi è un chiaro segnale che rivela quando ha voglia di giocare al massimo e quando invece tenta di ottenere il massimo con il minimo sforzo. Oggi non ne aveva voglia e fortuna per l’Olimpia che ha capito, dopo un primo tempo irritante, che era meglio gestire l’ordinaria amministrazione e lasciar fare ai compagni.
Eccessivo a parere di chi scrive il suo minutaggio, ci sono almeno 8-10 minuti di troppo che avrebbero potuto essere gestiti tranquillamente dagli altri piccoli che a parte Della Valle hanno fornito un buon rendimento durante tutto l’arco della partita: sia Cinciarini, che oltre al suo solito lavoro ha piazzato due triple non da lui in momenti importanti, sia Bertans scongelato nell’ultimo quarto (io avrei fatto lo stesso con James) e chirurgico nel piazzare i chiodi nella bara della partita ma anche un Jerrells che è andato in calando ma che tutto sommato il mattoncino lo ha portato.
A proposito di minutaggi: mi piacerebbe vedere in campo Fontecchio più a lungo in campionato (deve stare in campo per prendere ritmo e fiducia) e risparmiare minuti a Micov, anche a quello versione Klay Thompson di stasera. Sarò fissato ma la stagione è lunghissima e 10 minuti di riposo qua e 10 la faranno la differenza più avanti.
Sorvolando sul solito dominante Gudaitis una tirata d’orecchie la riservo alle due ali forti: vero che Wilson è una brutta gatta da pelare ma 6 punti e 2 rimbalzi in coppia son un po’ pochini, come del resto il loro impatto sulla partita.
Sulle statistiche di squadra: ormai siamo abituati al maggior numero di tentativi dall’arco che non ci facciamo più caso, anche se fin quando le si converte con il 43% va tutto bene. Spiccano in negativo i sei liberi sbagliati anche da insospettabili quali Della Valle o Bertans ma forse in questo caso i biancorossi avevano abituato troppo bene fin qui, tenendo percentuali clamorose.
Ora testa all’Eurolega, giovedì al Forum arriva il Cska e non si sa se Nedovic recupererà, in ogni caso sarà un impegno molto probante per l’Olimpia. Vi terremo aggiornati in settimana.
Capitolo Auxilium: ottima in campo aperto come sempre, drammatica se c’è da ragionare a difesa schierata, con pochi punti di riferimento e con nemmeno troppo ardore agonistico, Poeta escluso.
L’infortunio occorso a Mcadoo non ha aiutato ma rimango convinto che la società debba tornare sul mercato per sistemare il roster attuale (si parla di un Wilson in partenza e di un Taylor sull’orlo del taglio) ma quel che più conta è che dovrebbero pensare già ad impostare la squadra dell’anno prossimo. Il parco italiani è troppo povero e in là con gli anni per competere con l’Olimpia e la Reyer e lo stop di Okeke ha acuito ancor di più la differenza.
Fossi nella dirigenza torinese penserei già oggi che ci sono Michele Vitali e Ale Gentile che potrebbero essere ingaggiati il prossimo anno se l’obiettivo è fare un salto di qualità. D’altra parte la regola del 6+6 non fa sconti, solo con i sei stranieri senza indigeni competitivi (o con 1-2) in campo europeo non si può sostenere una stagione con il doppio impegno.
Ora per la Fiat c’è da onorare l’Eurocup in cui ci vorrebbe un miracolo per qualificarsi per poi migliorare la classifica in campionato ed arrivare alle F8 di Coppa Italia per tentare di difendere il trofeo conquistato lo scorso anno.
Garbin Cristiano
@garbo75