Era chiarissimo che le strade di Simone Rischia e della Pallacanestro Palestrina sarebbero tornate ad incrociarsi. Nel 2014 il suo primo rientro dopo alcune esperienze lontano da casa (Cecina, Monsummano). L’anno scorso la nuova partenza, per Valmontone. Ed ora di nuovo nel roster arancioverde. Pronto a guidare la squadra che sta nascendo con le solite immutate ambizioni di fare benissimo.
L’accordo con il playmaker prenestino è stato raggiunto per questa stagione agonistica, classe 1990 di 185 cm. Rischia torna nella cabina di comando di Palestrina e restituisce al pubblico un giocatore di cui nutriva una stima infinita unito a un legame particolare.
Non può essere altrimenti, perché Simone Rischia rappresenta uno dei migliori prospetti usciti dal settore giovanile e a questa società ha dato tantissimo (1524 siglati in maglia arancio verde), accettando con ovvia soddisfazione di ricoprire uno dei ruoli di primo piano del progetto tecnico di coach Ponticiello.
Carriera superlativa partendo dal vivaio con uno Scudetto Under 21, ma già nel 2006 l’esordio tra i grandi e una promozione con Palestrina festeggiata nel 2008. Poi il grande rapporto con Steffè e un ruolo da protagonista in B1, prima di andare a fare fortune a Valmontone e Cecina. Infine il già citato ritorno alla casa madre e coach Lulli che gli assegna il compito di guidare il Palestrina fino a due semifinali e una finale playoff, oltre ad una Finale di Coppa.
Il PalaIaia si prepara a riaccogliere le triple in trance agonistica del quasi ventottenne, le penetrazioni prepotenti di un elemento abituato a non tirarsi mai indietro, i passaggi illuminanti a tutto campo per i compagni. Un Simone Rischia che per quanto possibile ci auguriamo di ritrovare ancor più brillante di quanto ammirato finora, per aggiungere tanta qualità al quintetto arancio verde. Ricomponendo la coppia di esterni-cugini con il riconfermatissimo Gianmarco Rossi che ora diventerà un trio con la salita in prima squadra anche di Federico Rossi.
Com’è Palestrina vista da avversario e batterla con due tiri liberi alla fine? Da 1 a 10 quanto sei motivato ora a tornare a casa?
“Ha fatto un certo effetto, soprattutto nella gara al PalaIaia, dopo 3 anni che ero tornato a casa, ma anche vincere quella partita di ritorno con un tiro libero mio al termine è stata un’emozione particolare. Motivato 10 sia per la squadra, sia per il mio ritorno, e per il fatto che mi troverò a giocare la prima volta con giocatori di una certa esperienza tipo Rizzitiello, Carrizo…”
Migliorare due finali non è facile, dove pensi possa lavorare la squadra per essere più pronta e tu quanto ti senti maturato a 28 anni?
“Certo non è facile, però con il lavoro si può sempre migliorare e provare a vincere. Io molto maturato rispetto a due anni, magari a 20 anni tendi a pensare più individualmente mentre ora di più ai risultati della squadra e questo lo sento come uno dei miei progressi più importanti.”
In squadra ci saranno diversi elementi esperti e di carattere, ma tu da prenestino a un nuovo come descriveresti l’ambiente di Palestrina e quello che piace vedere ai tifosi?
“Direi che è un ambiente caldo, questo si sa, Palestrina è abituata a competere e vincere e anche il prossimo anno vorranno sempre vedere in casa battere i nostri avversari, ma deve rimanere sempre una pressione positiva e mai negativa. E’ lo sprone a fare sempre meglio, per continuare a lavorare e poi i risultati diventano una naturale conseguenza!.”