Pianigiani: Abbiamo fatto una partita solida per quasi trenta minuti, anzi più volte tenendo conto del punteggio basso ci siamo scavati anche dei divari veri. Con fatica, attenzione in difesa e abbiamo anzi capitalizzato poco, per esempio all’intervallo essere avanti di 5 era poco per quanto eravamo stati in controllo. Poi lì ci sono quelle cose imponderabili che possono succedere alla terza partita in una settimana: sul +11 sbagli, prendi contropiede, perdi palla, subisci un 5-0 e lì cambia la partita, perdi l’inerzia e la fiducia. Come se non accettassimo ancora una volta l’idea di aver prodotto così tanto e di trovarsi superati, forse ci manca ancora il vissuto. Abbiamo sbagliato anche qualche tiro buono, quando Trento faceva le scelte di collassare devi prendere dei tiri o dei falli ma non riusciamo.
Il 2-2 per quello che si è visto ci sta un po’ stretto, ora può succedere di tutto. Dobbiamo avere le energie per fare una bella partita in casa, il nostro pubblico ci deve spingere per darci questa energia come ha fatto quello di Trento oggi.
Shields? Sono mancati gli aiuti, è mancato qualche rientro difensivo, errori di squadra. Poi lui ha fatto anche dei canestri veri, lo avevamo tenuto bene ma lui è uno che sa aspettare che la partita gli arrivi. Non avremmo dovuto farlo arrivare al ferro con questa continuità, siamo ancora un po’ morbidi in questo, Trento è più brava nel metterti corpi addosso sulle penetrazioni.
Tutte le volte che abbiamo costruito qualcosa li abbiamo fatti rientrare con troppa rapidità, con un contropiede, una persa, un tiro aperto sbagliato nostro. Non ce lo possiamo permettere. Ci sono momenti in cui la partita svolta, devi fermare l’emorragia con un fallo, mettere un tiro aperto quando ce l’hai.
Nel primo tempo li abbiamo costretti a palle perse e a brutti tiri ma non siamo mai riusciti a concretizzare in campo aperto. Situazione in cui devi fare due punti facili, prendere un fallo.
La serie poteva tranquillamente essere 3-1 per noi più che 3-1 per loro, ora torniamo a Milano dove avremo la spinta del nostro pubblico.
Buscaglia: Ci sono varie chiavi di lettura. Nel primo tempo, nonostante le difficoltà, eravamo sempre riusciti a mantenere la lucidità difensiva rientrare, anche dal -11, e all’intervallo negli spogliatoi eravamo soddisfatti di fronte al -5. Una volta rientrati siamo riusciti a riaprire bene il campo, abbiamo visto che potevamo attaccare il lato debole, entrare dentro e fuori e lo abbiamo fatto senza mollare difensivamente. La squadra ha sentito che aveva un picco da dare, è riuscita a superarsi tra fine terzo quarto e inizio quarto quarto. Il finale è causa mia, dovevo fermarli un attimo, chiamare timeout. Ci insegna che non dobbiamo mai indietreggiare il passo. Stavamo andando con molta lucidità da Shields, invece abbiamo iniziato a fermare il pallone senza sfruttare il quintetto. Poi ci sta guardare il tabellone e pensare che manca poco, bene così almeno posso fargli capire meglio cosa succede appena ti distrai.
Abbiamo ottenuto una vittoria al termine di una partita molto difficile, molto dura, molto playoff. Ci siamo guadagnati il pareggio dopo due round diversi, ora andiamo a giocarci gara5.
Cosa fare meglio? Spero di trovare un bilanciamento tra quando apriamo il campo e andiamo 1 contro 1 e quando diamo la palla dentro. Spesso ti concentri solo una cosa e dimentichi l’altra. Bisogna evitare di finire in mezzo nei cambi, alzare meglio la difesa quando i loro esterni cercano di innescarsi tra di loro, altrimenti ti mandano in fondo.
Se rispetti le spaziature prendi bei tiri, tiri bene e qualcosa fai.
Bisogna avere durezza mentale: a volte ti mandano indietro, come la bomba di Micov che ci ha fatto malissimo, bisogna sapere reagire. Noi l’abbiamo fatto e poi abbiamo preso un bell’abbrivio.
Shields? Non mi stupisce, sono contento che una squadra che ha bisogno di un certo ritmo sia riuscita a cercarlo sempre. Si dice sempre di voler cercare l’uomo più “on fire”, noi siamo stati bravi a farlo. Quando lo hanno attaccato difensivamente con aggressività sui pick’n’roll lui apriva e passava. Nonostante i 31 punti ha giocato con gli altri, in ogni momento della partita.
Lechthaler ha fatto 7 minuti utilissimi, dando la possibilità ad Hogue di stare tranquillo e rifiatare nonostante i falli. Gomes è un giocatore che ha bisogno di tirare eppure quando ha visto Shields così ha lasciato fare i compagni in attacco e si è dedicato alla difesa.
Anche quando siamo in difficoltà riusciamo a non andare mai fuori giri, i giocatori si aiutano molto. Visto come abbiamo reagito bene in gara3 e gara4 sotto questo punto di vista, dopo i break, dobbiamo tornare a Milano e fare così pure a casa loro.