Roma, 28 aprile 2018 – Bene, ci siamo ordunque. Inizia il girone dell’inferno per la Virtus Roma che da domenica 29 aprile, al meglio delle 2 gare vinte su 3, affronterà in Gara1 al Palazzetto dello sport i Roseto Sharks per ottenere da subito la chance della salvezza in serie A2, quindi con il vantaggio del fattore campo in virtù del miglior piazzamento finali in classifica nel proprio girone: 14^ del girone Ovest, Virtus Roma, vs la 15^ del girone Est, Roseto appunto. E comunque, per i pochi che non lo sapessero o non lo ricordassero, esattamente come nel campionato 2015-16 in cui l’Urbe affrontò prima Recanati e dopo aver perso si salvò vs Omegna, qualora l’Urbe non dovesse farcela a battere gli abruzzesi, avrebbe ancora una possibilità di scampare al baratro della retrocessione in serie B affrontando la perdente di Assigeco Piacenza vs Napoli ma, detto tra noi, in pochi ci pensano in quanto esorcizzatori di un potenziale scenario futuro da evitare. La novità semmai, come accennato prima, consiste che non si gioca più al meglio delle 3 vittorie su 5 bensì sulle 2 vittorie nelle 3 gare potenziali (chissà perchè i gestori del nostro sport debbano sempre modificare le regole dei campionati ogni anno…).
Arriva dunque l’ora della verità, il momento in cui bisogna mollare le menate, per dirla alla Eugenio Finardi stile metà anni ’70 inoltrati nella sua “Musica Ribelle” e mettersi a lottare, ma per carità, sempre sportivamente e lealmente parlando. E Roseto non è certamente una squadra che dovrebbe far perdere il sonno a chiunque in questa serie A2, od almeno così appare. I suoi numeri sono abbastanza eloquenti: ad esempio – e solo per snocciolarne qualcuno in rapida sequenza – penultimo posto in classifica nel girone Est davanti alla neopromossa, poi retrocessa direttamente in B, Orzinuovi la quale ha pagato a caro prezzo molto probabilmente lo scotto con una realtà forse troppo più grande di lei al momento; appena 6 gare vinte sulle 30 in calendario; un coefficente di punti globali che dice addirittura -240 punti in classifica. Insomma, una squadra che ha avuto molte, molte difficoltà, direi anche di più di quelle che ha dovuto affrontare in questa sua stagione (l’ennesima), da dimenticare la Virtus Roma, il che è tutto dire ad essere franchi.
Ma, attenzione…I numeri aggregati o quantomeno i primi numeri aggregati più importanti che caratterizzano di solito un roster ci dicono questo, poi andando a rileggere numeri e stats, ti accorgi che in fin dei conti la squadra abbruzzese ha i suoi because e che questa Virtus Roma – diciamolo subito – molto ma molto psicolabile, li potrebbe soffrire maledettamente ed anche più di quanto sembrerebbe sulla carta in quanto quasi speculare a lei. Vediamo come mai.
Partiamo innanzitutto dalle due indiscutibili bocche da fuoco: Matt Carlino, uno dei paisà che oggi albergano nel nostro basket, nativo di Lincoln nel Nebraska ma passaportato italiano, è ad esempio il miglior realizzatore di tutto il girone Est in appena 21 gare disputate in campionato e giocando nel ruolo di combo-guard. Arrivato a fine novembre ’17 per sostituire un Darell Combs deludente, ha viaggiato al ritmo di 18,9 p.ti/gara ed è riuscito in questo frangente a mettersi alle spalle gente come Rice di Ravenna od Hasbrouck di Jesi e Powell di Montegranaro, autentiche macchine da punti a queste latitudini tecniche. In media serve anche 3,3 assist/gara, altro fattore che serve ad inquadararne la prospettiva di giocatore determinante e da tenere d’occhio domenica ed in tutta la serie.
Poi c’è Andy Ogide, il centro nigeriano ma di scuola formativa americana, un autentico rebus per qualsiasi difesa in quanto, dall’alto dei suoi 206 cm., riesce ad essere addirittura il secondo miglior tiratore da tre di tutto il girone Est con il suo eccellente 47%, secondo solo a quel tipo con la faccia da bambinone che è Michele Antonutti, quest’anno in maglia Treviso. La sua media realizzativa non può certo essere pari a quella di Carlino (14,7 p.ti/gara) ma ciò non toglie che sia un giocatore anche con una discreta mentalità vincente, medaglia d’oro ai campionati d’Africa del 2015 svolti in Tunisia con la maglia della Nigeria.
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Dopodicchè c’è la pattuglia italica: si va dal navigato Roberto Marulli, a volte impiegato insieme a Matt Carlino in fase di possesso ed ex di quando Roseto 3 anni fa disputò i Playoffs (8,9 p.ti/gara per lui e 1,9 assist), alla guardia Marco Contento, ex-Agropoli e terzo realizzatore scelto del team con 13,1 p.ti/gara, capace di offrire ai compagni ben 2,5 assist/gara ma anche in grande crescita con una media di 20 p.ti/gara negli ultimi matches di campionato, attenzione a lui; poi un terzetto che va dall’eterna promessa del nostro basket (del quale a questo punto conviene non sperarci più, chi è scaramantico adotti le migliori macumbe del caso), e cioè l’ala forte Ion Lupusor, al centro di complemento Francesco Infante, entrambi ad 8,1 p.ti/gara di media in stagione sino ad arrivare all’immancabile ex di turno, quel Riccardo Casagrande che tutti ricorderanno in maglia Virtus proprio nella prima, pazzesca apparizione dell’Urbe in serie A2 dopo l’autoretrocessione totiana nel 2015-16, ragazzo di grinta, un combattente dal carattere indiscusso e che ha messo insieme 7,1 p.ti/gara,
Infine il resto della panchina popolato dall’ala-guardia, ex Moncalieri Giorgio Di Bonaventura (dalle chiare radici abruzzessi), al terzo play Federico Zampini, l’altro play-guardia Valerio Alessandrini sino a chiudere con il matuto Fabio D’Eustachio e la giovane ala Marco Lusvarghi.
Ma aldilà dell’elencazione doverosa e dovuta del team abruzzese, inutile scrivere che avendo la Virtus Roma il vantaggio del fattore campo e nel roster qualche elemento che non sfigurerebbe poi tanto ai piani più alti del basket nazionale – a mio avviso quest’annata negativa per loro azzera quella positiva dello scorso anno – il pronostico pende dalla sua parte. Poi ovviamente c’è il campo sul quale Roseto presumibilmente avrà di meno da perdere. Poco da perdere, esattamente come Recanati due anni fa…Quindi attenzione massima. L’andamento della gara sarà presumibilmente legata a come la Virtus Roma saprà concedere pochi spazi e tiri facili in attacco a Roseto cercando poi di accellerare per tirare con meno avversari vicino al ferro, servendo in area un Roberts più libero o mettere Thomas nelle condizioni di entrare in area avversaria, sarà fondamentale per mettere pressione nel punteggio ai biancoazzurri e quindi rendergli la vita dura.
Ma, come dicevo prima, non bisogna dimenticare il lato emotivo, quello cioè che ha tolto di fatto alla Virtus Roma la salvezza anticipata nella sciagurata partita vs la Leonis Eurobasket. La lucidità, la freddezza ed il comprendere bene cosa fare, senza affrettare i tiri, sarà un’altro elemento essenziale della sfida. Per questa ragione mi aspetto molto da Capitan Maresca, Massimo Chessa e Davide Parente, i tre giocatori più maturi nel roster romano, la loro esperienza sarà fondamentale per evitare che il match prenda la piega della massima entropia in campo, evitando di concedere il fianco a Roseto che non aspetta altro. E mi aspetto da Tommy Baldasso ed Aristide Landi una prova di maturità, una stagione deludente la si riscatta disputando un Playout all’altezza.
Portare a casa il risultato dunque, senza “se” e senza “ma”, restare in serie A2 è l’obiettivo al quale dedicare tutto da domenica 29 aprile sino a mercoledì 2 maggio, vedremo se poi si dovrà giocare Gara3 sempre al Palazzetto.
Dunque, Forza e Coraggio vecchia Virtus Roma!!
Arbitri: Giulio Pepponi (Spello), Francesco Terranova (Ferrara) e Luca Maffei (Preganziol).
Ah, sempre augurandosi che la Famiglia Toti tolga, signorilmente ma civilmente, il disturbo.
Fabrizio Noto/FRED