Data | Risultato | ||||
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25/04 01:00 | ![]() |
BOSTON CELTICS | 92-87 | MILWAUKEE BUCKS | ![]() |
SERIE: 3 : 2 23:15, 48:37, 72:61 | |||||
25/04 02:00 | ![]() |
PHILADELPHIA 76ERS | 104-91 | MIAMI HEAT | ![]() |
SERIE: 4 : 1 23:21, 46:46, 80:66 | |||||
25/04 04:30 | ![]() |
GOLDEN STATE WARRIORS | 99-91 | SAN ANTONIO SPURS | ![]() |
SERIE: 4 : 1 22:20, 49:38, 79:65 | |||||
26/04 01:00 | ![]() |
CLEVELAND CAVALIERS | 98-95 | INDIANA PACERS | ![]() |
SERIE: 3 : 2 23:25, 49:56, 81:73 | |||||
26/04 01:00 | ![]() |
TORONTO RAPTORS | 108-98 | WASHINGTON WIZARDS | ![]() |
SERIE: 3 : 2 23:24, 48:47, 79:78 | |||||
26/04 03:30 | ![]() |
HOUSTON ROCKETS | 122-104 | MINNESOTA TIMBERWOLVES | ![]() |
SERIE: 4 : 1 25:26, 55:59, 85:74 | |||||
26/04 03:30 | ![]() |
OKLAHOMA CITY THUNDER | 107-99 | UTAH JAZZ | ![]() |
SERIE: 2 : 3 29:34, 41:56, 78:78 |
King James firma un’altra pagina di storia della sua incredibile carriera segnando la tripla allo scadere che regala a Cleveland il vantaggio nella serie contro gli Indiana Pacers. Il modo migliore per suggellare una prestazione da 44 punti, 10 rimbalzi e 8 assist, a cui si aggiunge la stoppata decisiva (e contestata) su Victor Oladipo nell’ultimo possesso difensivo.
Se c’è qualcuno che poteva salvare questa assurda, incredibile e imprevedibile stagione dei Cleveland Cavaliers, quello non poteva che essere LeBron James. Il Re ha ancora una volta salvato i suoi Cavs, scrivendo l’ennesima pagina della sua lunghissima storia ai playoff con un buzzer beater per piegare le resistenze degli Indiana Pacers e vincere 98-95, portandosi sul 3-2 nella serie. Il parallelo a cui tutti hanno pensato è il famoso “The Shot” realizzato nei playoff del 2009 contro gli Orlando Magic: d’altronde il canestro è lo stesso e la posizione di campo da cui è partito il tiro è pressoché identica, anche se questa volta James ha avuto 3 secondi per poter fare due palleggi e alzarsi per il tiro sopra il braccio proteso di Thaddeus Young. Un finale thrilling per una gara che solo pochi secondi prima aveva avuto un altro episodio chiave sempre grazie a James, capace di rimediare a una sua palla persa precedente andando a stoppare Victor Oladipo sull’ultimo possesso difensivo per dare ai suoi una chance di vincere Gara-5. Una stoppata tanto spettacolare quanto contestata, perché rivedendola al rallenty sembra che il pallone abbia toccato lo spigolo del tabellone una frazione di secondo prima che arrivi la mano di LeBron, determinando quindi un’interferenza a canestro invece del possesso in mano ai Cavs con la gara in pareggio. Con il senno di poi la tripla di James avrebbe in teoria rimesso comunque a posto le cose (anche se prendersi un tiro sotto di due o in parità fa parecchia differenza), ma le giocate di James rimangono stampate nella memoria per suggellare una prestazione a tutto tondo da 44 punti, 10 rimbalzi e 8 assist con 14/24 dal campo (1/4 da tre, e quell’uno sapete già che tiro è stato) e 15/15 ai liberi, caricandosi ancora una volta sulle spalle (39 dei 44 punti sono arrivati in area o ai liberi) una squadra che gli ha dato pochissimo supporto, con i soli Kyle Korver (19 punti con 5/9 da tre) e Kevin Love (11+10, ma con 2/11 al tiro) a chiudere in doppia cifra. Nessun altro membro della squadra è riuscito a superare quota 6 punti, con J.R. Smith totalmente perso (0/8 al tiro) e una panchina da 18 punti totali (contro i 44 di quella di Indiana) in una gara tutt’altro che spettacolare, se si toglie dall’equazione quanto fatto dal Re — arrivato alla 21^ partita di playoff con almeno 40 punti a referto, affiancando Jerry West al secondo posto nella classifica all-time alle spalle delle 38 di Michael Jordan. Una prestazione che val bene un esultanza salendo sul tavolo segnapunti davanti al pubblico di Cleveland, che ancora non sa se la scena potrà mai ripetersi nei prossimi anni con la free agency di James alle porte. Ma questi, almeno per una sera, sono pensieri che si possono rimandare.