C’è la tecnica, c’è la preparazione fisica, c’è lo studio tattico e poi c’è il cuore, un elemento che nello sport ti permette di fare la differenza. Il Santa Lucia Basket compie il suo capolavoro al Palafamila, battendo la Briantea 51-50 nella prima gara della serie semifinale dopo un tempo supplementare.
Dopo una partita giocata punto a punto dal primo all’ultimo minuto, una battaglia dove il massimo vantaggio di entrambe le squadre è stato di sei punti (8-2 per i brianzoli e 36-42 per i romani), dove si è tirato male ma difeso al massimo delle possibilità, come solo in una partita di playoff si può fare, a fare la differenza è stata l’anima di un gruppo di giocatori che, senza avere una superstar in rosa, ha dimostrato che si può crescere e diventare grandi, trovando le giuste risorse tra le nuove leve. 9-11 il primo quarto, 19-21 all’intervallo, 36-37 dopo trenta minuti e 44 pari al termine dei tempi regolamentari consegnano alla cronaca una sfida tesa, fallosa e decisa sui nervi.
Del resto le percentuali dal campo sono chiare: 37% per la Briantea e 36% per il Santa Lucia 20 falli a 17, 12 palle perse contro 18. Stavolta i capitolini hanno fatto tesoro dei passi falsi in Coppa Italia, gestendo con freddezza l’overtime ed i palloni decisivi, arrivati nelle mani giuste, quelle di Matteo Cavagnini, capace di mettere dentro i tre liberi che hanno deciso la partita. Il capitano ha chiuso con 15 punti, 16 rimbalzi e 11 falli subiti. Ottima la prova di Christian Fares, con 18 punti e 7 rimbalzi, ma è stato determinante l’atteggiamento difensivo di tutti, Del Monte e Torquati in primis.
“Sono convinto che se ci fosse ancora il dottor Amadio questa sera sarebbe qui con noi”, spiega il presidente Mohamed “Giulio” Sanna Ali con un filo di commozione.
“Questa sera ognuno ha fatto il sacrificio di guardare prima al risultato collettivo – ha spiegato invece coach Castellucci – stavolta abbiamo aumentato la durata della concentrazione. Non abbiamo mai avuto un calo e i giocatori hanno rispettato il piano partita”.
I festeggiamenti però devono durare poco:
“Ora dovremo essere intelligenti e svegli per sfruttare il fattore campo sabato prossimo – ha continuato il ct della nazionale femminile – non dovremo dare una seconda possibilità a Cantù. In settimana ci saranno da sistemare delle cose in attacco, per correggere degli errori visti questa sera che non potremo ripetere”.
Il Santa Lucia ha compiuto il primo passo, costringendo Cantù alla prima sconfitta stagionale in casa – l’ultimo ko casalingo risale all’11 febbraio del 2017 -, ma ora è necessario resettare l’entusiasmo e concentrarsi verso la decisiva gara due, in programma sabato 14 alle 17 presso la palestra della Fondazione Santa Lucia.