Erano 347 divise in 32 Conference regionali. Le Università iscritte al torneo NCAA di basket questa stagione. Sono arrivate alla fase finale come sempre in 68. Le 32 vincenti delle Conference. Più 36 scelte da uno speciale comitato composto dai rappresentanti di dieci Università tra quelle che non hanno ottenuto la qualificazione. Attraverso quali criteri avvenga questa scelta è sempre motivo di polemica perché ci lamentiamo noi italiani ma occhio che tutto il mondo è paese.
Prima del 15 marzo c’è stato un turno chiamato First Four: le ultime quattro del ranking delle 32 vicenti e le ultime qattro delle 36 scelte si sono affrontate ad eliminazione diretta. Sono rimaste in quattro così alla March Madness, al tabellone principale sono state ammesse in 64. La “follia di marzo” è cominciata il 15 marzo e finirà lunedì 2 aprile a San Antonio, Texas con la finale.
Si giocano 5 turni ad eliminazione diretta anche qui, che culminano con le Final Four sempre nella città texana il 31 marzo. Oggi domenica 18 marzo si gioca il secondo turno, o meglio si completa e quindi domani lunedì 19 saranno rimaste in 24 Università.
Delle favorite sono rimaste in corsa quasi tutte. Salvo due che al primo turno sono state fatte fuori da due outsider: Arizona molto quotata ha perso per mano di Buffalo e Miami per mano di Loyola Chicago.
I campioni in carica di North Carolina giocano proprio stanotte contro Texas A&M. Non sono proprio tra i favoritissimi ma la loro esperienza li fa essere comunque una squadra da rispettare.
Le altre. Kansas : una squadra solida; Villanova: campione nel 2015 è una squadra esperta e versatile; Duke: viene da una brutta stagione ma è Duke…; Michigan State: ha tanto talento; Gonzaga: finalista nel 2017 è molto in forma ha chiuso la stagione regolare con 14 vittorie consecutive; Kentucky : la tradizione.