Jahlil free from jail! Il gioco di parole sarà banale, ma sorge spontaneo: terza scelta assoluta nel 2015, atteso ad una grande carriera da professionista per il talento innato ed indiscusso, per il fisico e la capacità di dominare vicino a canestro e, nello stesso tempo, trattare la palla, parte integrante del progetto di rebuilding dei 76ers, Jahlil Okafor (neppure 22 anni) è invece scivolato in fondo alle rotazioni di Brett Brown, fin dallo scorso anno, chiuso dalla dirompente figura di Joel Embiid e scavalcato perfino dal rookie Holmes. Trade nell’aria da tempo, finché ieri, finalmente… Okafor, Stauskas e la seconda dei Knicks 2019 ai Brooklyn Nets, Trevor Booker ai Philadelphia 76ers! A corollario dell’operazione, i Nets tagliano Sean Kilpatrick per creare un posto libero nel roster, appannaggio dei due neoarrivati.
La notizia, lanciata da ESPN e The Vertical pressoché in contemporanea, fa subito scalpore: Okafor era, a nostro avviso, il più grosso talento sprecato della Lega. Finisce nella squadra, forse, più debole nel frontcourt della Lega! È, pertanto, del tutto verosimile che troverà ampio minutaggio e l’occasione migliore per mettersi in luce, in un anno che, probabilmente, rappresenta il crocevia della sua carriera: è in scadenza questa estate, dovrà guadagnarsi un contratto! E, come lui, anche tutti gli altri protagonisti dello scambio.
Si tratta della classica trade “win-win”: tutti i personaggi in scena hanno di che essere soddisfatti del risultato; gran merito ai GM, dunque! Proviamo ad analizzarli uno per uno.
Brooklyn Nets: sotto canestro, il vuoto! Squadra costruita con un occhio e mezzo proiettato al futuro, fortemente sbilanciata verso il backcourt, nel ruolo di centro ruotavano Timofey Mozgov, salary dump importato come scotto da pagare per poter arrivare a D’Angelo Russell; Tyler Zeller, giocatore totalmente da ricostruire acquisito al minimo salariale, erede diretto di Bargnani e Bennett; Jarrett Allen, a mio parere una delle steal del draft, lunghissimo e verticale, talentuoso ed intelligente, ma molto grezzo e pur sempre un rookie subito gettato nella mischia. Eccetto il russo, tutti stavano rendendo ben oltre le più rosee aspettative, ma il difetto nel ruolo restava: praticamente nessun vero centro titolare e pochi punti dallo spot 5. Mai arrivo fu più sensato e completo di quello di Okafor, dunque, e coerente con la strategia: la prossima estate, se l’esperimento darà i frutti sperati, i Nets saranno in posizione privilegiata per firmare una pietra angolare del proprio futuro! Le prolungate assenze dell’intero backcourt titolare (Lin e Russell), inoltre, hanno sì dato modo a Dinwiddie e Levert di esplodere (e ci sono ancora ampi margini di crescita, soprattutto per il secondo!), ma hanno anche maledettamente accorciato le rotazioni, costringendo Atkinson ad anticipare l’inserimento di Crabbe nel quintetto titolare. Fortuna che c’è Joe Harris a dare sostanza e punti (tanti punti) in uscita dalla panchina… Kilpatrick era (lo avevo appena sottolineato nell’ultimo mensile) per distacco il giocatore meno progredito e peggio inseritosi negli schemi dei nuovi Nets, tanto da scivolare fuori dalle rotazioni, per rientrarvi, frettolosamente e maluccio, per sopperire all’improvvisa moria di point guards. Dispiace per il ragazzo, ma era il taglio più indolore e prevedibile. Che serve, peraltro, a far posto ad un altro giovane, Nik Stauskas, troppo facilmente vilipeso e che, invece, ha doti di controllo della palla, varie armi offensive ed un atletismo che potranno fare comodissimo ai giochi dei Nets. Un Harris con meno automatismo dai 7,25 ma con più vericalità e palleggio.
Diverso il discorso riguardante Trevor Booker: idolo dei tifosi, grinta da vendere, rimbalzi, sportellate ma anche buona mano ed acume tattico dlla panchina. La sua perdita pesa, eccome, in uno spot ormai depleto, in cui domina la figura di Hollis-Jefferson ma alle cui spalle c’è quasi il vuoto (Acy e poco più). Vedremo più Carroll giocare da PF? Nuovi equilibri saranno richiesti, sopratutto alla second unit, ma occorre sempre tenere presente la strategia di Marks: accumulare talenti in tutte le posizioni e portare pazienza, perché l’obiettivo di tornare grandi è ancora lontano. Meglio mettere in cascina qualche vittoria in meno quest’anno (quand’anche), se questo è il travaglio da cui nascerà la squadra vincente del futuro!
Philadelphia 76ers: il futuro è adesso! Chi sostiene che questa trade ha portato fortuna solo ai Nets è fuori strada o non conosce il valore di Trevor Booker: #theProcess è decisamente più avanti di #theStrategy, Phila c’è, ha tutte le carte in regola per fare i playoff e non da comparsa, ma per dare fastidio a chiunque e tutti dovranno fare i conti con questa realtà emergente. Nel ruolo, Saric sta senz’altro rendendo meno delle attese, Holmes e Johnson restano, a mio parere, più dei centri che delle ali. Dalla panchina un leone come Booker farà comodissimo, da subito, alla truppa di Embiid e Simmons! Il tempo, galantuomo, non potrà che dare ragione a questa operazione, in cui i 76ers hanno perso talento notevole ma inutilizzato, acquisendo grinta, muscoli, efficienza sopra la media e pronto uso, con un contratto in scadenza, peraltro, non dimentichiamolo! Della serie: ai playoff occorre profondità, poi si vedrà, a mani libere… Davvero un’ottima mossa, quella di Colangelo…
Jahlil Okafor: un nuovo inizio! Non sempre un giocatore ha la fortuna di avere una seconda chance, in NBA. Ma, per un talento così, era difficile pensare che il primo contratto pro si spegnesse come un cerino! I Nets sono la squadra in cui, in assoluto, avrà modo di esprimersi di più e meglio, probabilmente la migliore destinazione possibile, per uno come lui. E, crediamo, anche il miglior coach possibile: in un anno Atkinson ha portato quasi tutti gli uomini a disposizione a svilupparsi e crescere in modo talora sorprendente, trovando per tutti la giusta collocazione ed il modo migliore per farli rendere al meglio. Nonostante le mille avversità abbiano costretto a cambiare i piani in corsa più di una volta, facendo di necessità virtù. Responsabilizzando e rendendo partecipi tutti delle sue idee. Contestabile finché si vuole in alcune scelte (chi non lo è), come coach, ma ineguagliabile come allenatore, nel senso letterale dl termine. Ripeto: non poteva esserci occasione migliore per un talento che, tra qualche mese, dovrà mettersi sul mercato per strappare il miglior contratto possibile!
Nik Stauskas: vedi sopra…potremmo limitarci a dire. Il ragazzo, ancora giovanissimo a sua volta, ha avuto la sua occasione, poi è stato scavalcato dai neoarrivati e dai rientranti ed è sparito, o quasi, adombrato da giocatori decisamente più esplosivi e talentuosi. Eppure…questo esterno ha qualcosa da dare in questa Lega (e qui entriamo nel campo delle opinioni), perché ha diverse frecce ancora nella faretra ed ha il fisico giusto. Può ambire a divenire un role player utile a chiunque. Ma il momento per dimostrarlo è questo, qui ed ora. Teoricamente chiuso da Levert come backup at the point, da Harris come sesto uomo, Nik ha caratteristiche differenti da entrambi: sta a lui inserirsi tra le scuciture delle rotazioni bianconere e ritagliarsi minuti preziosi per sopperire alle lacune dell’uno e dell’altro. Non sarà facile, ma c’è senz’altro più spazio che a Philadelphia! Dalla sua ha doti che Atkinson apprezza molto (e che Harris non ha): è molto atletico ed ha le caratteristiche fisiche per divenire un buon difensore. Vedremo…
Trevor Booker: il tempo stringe! Il più anziano del cast (va per i 30), anche lui in scadenza di contratto, le sue doti non passeranno inosservate neppure in Pennsylvania: sono certo che saprà ritagliarsi buoni spazi e contribuire ai successi della sua nuova squadra, per provare a vincere qualcosa subito e guadagnarsi un altro buon contratto. Alla sua età, forse, l’attesa di crescita dei Nets poteva apparire un po’ troppo a lungo termine… Lascia, di certo, un magnifico ricordo, come sempre.
Parola, adesso, subito, al sommo giudice, il parquet! Stay tuned…