Dopo aver presentato Lituania, Germania, Israele è il momento della Georgia altra nostra avversaria nella prima fase di Eurobasket 2017 a Tel Aviv.
Premessa: non è facilissimo scrivere di una nazionale di cui non si sa tantissimo. Non perché sia una squadra scarsa, anzi, attenzione a pensarla così. Ma perché la stampa di quel paese diciamo non abbonda nè in quantità nè in facilità di lettura e traduzione…Però noi di All-around non ci arrendiamo nemmeno di fronte al georgiano. Proviamoci.
Partiamo proprio dal fatto che la Georgia è tutt’altro che una squadra da sottovalutare, zeppa com’è di gente famosa, brava, esperta e grossa, ma tanto grossa che se potesse schierare un certo tipo di quintetto davvero potrebbe oscurare la luce del sole sotto canestro: tolto il piccolo Dixon (l’americano naturalizzato di turno) – solo 1.86 – Burjanadze è 201cm, Shengelia è 206, Pachulia 211 e Shermadini 217. Ok magari la squadra sarebbe un pò sbilanciata e lenta ma provate a tirare contro di loro…
Il problema però non si pone perché proprio durante la preparazione ad Eurobasket 2017, Beka Burjanadze, 23 anni ala forte di Andorra si è fatto male ad un ginocchio è non sarà a Tel Aviv con la sua squadra. Chi ci sarà ma solo come tifoso è un altro gran giocatore che abbiamo apprezzato – secondo me non come meritava appieno – in Italia e cioè Viktor Sanikidze che non ha recuperato del tutto la forma dopo una stagione faticosa all’Aris di Salonicco nella quale ha giocato pochissimo a causa di un infortunio ad una gamba. Da appassionati siamo dispiaciuti di queste due assenze ma da tifosi dell’Italia che giocherà contro la Georgia alle 16.30 del 6 settembre sempre alla Tel Aviv Arena nell’ultima – e speriamo non decisiva – partita del girone B, un pò meno.
Chi rimane a disposizione di coach Ilias Zouros, un greco di 51 anni con una signora carriera alle spalle (Peristeri, Efes, Zalgiris, Tofas ed ora il Buducnost in Montenegro) è comunque gente importante.
Su tutti quel Zaur “Zaza” Pachulia, 33 anni centro, fresco campione NBA con i Golden State Warriors, a 14 minuti a partita e 6 rimbalzi, non “micio micio bau bau”. Con una gran voglia di far bella figura con la nazionale georgiana a questi europei. In più caratterialmente non è uno che si spaventa di nulla…
https://youtu.be/5FiWGPbpSjM
Sempre in quel quintetto che abbiamo…chiedo scusa che ho ipotizzato prima e che certamente è fuori da ogni logica, c’è un certo Tornike Shengelia un’altra bella ala forte di 206 centimetri, con un passato di quattro anni in NBA dove lo accusavano di essere un giocatore senza molta fantasia. Così è tornato in Europa, si è accasato al Baskonia, col quale l’anno scorso, almeno in Eurolega, ha prodotto 10 punti e 4 rimbalzi in 20 minuti di impiego a partita. E l’età è ancora dalla sua visto che è del’91.
https://youtu.be/I43nIzPSzDQ
Il reparto lunghi è completato da Giorgi Shermadini, 28 anni 2 metri e 17 che ha giocato per Andorra nelle due ultime due stagioni e che è stato in Italia in due passaggi diversi a Cantù. Altezza, braccia lunghe, stazza (120 chili) ed un certo tempismo nelle stoppate ne fanno un centro abbastanza importante in Europa anche perché il ragazzo unisce a questo delle buone mani. Nella Liga ACB nella passata stagione ha segnato 15.3 punti a gara, con il 62.7% dal campo e 7.8 rimbalzi in 25.8 minuti di impiego. Niente male.
https://youtu.be/UKLnwwl6UHU
Il quadro dei titolarissimi per usare un espressione in voga al Napoli calcio è completato dagli esterni. L’americano naturalizzato Michael Dixon che può giocare playmaker o guardia per cominciare. Un metro ed 86 centimetri, 27 anni il prossimo 1 dicembre, frequente l’Europa dal 2014, l’anno scorso ha giocato con l’AEK Atene mentre nella prossima stagione andrà allo Strasburgo. Un tiratore, un realizzatore all’occorrenza ma anche uno capace di passare la palla con molo piacere ed acume.
E poi c’è un altro fenomeno che però è lì che sta cercando di farsi trovare pronto per l’appuntamento europeo: Manuchar Markoishvili, 31 anni, 1.96 metri, ala piccola o guardia come volete, può fare tanto bene dovunque. Ha già fatto molto da noi prima con Treviso dove ha vinto uno scudetto ed una Coppa Italia e poi a Cantù dove ha portato a casa la Supercoppa italiana, prima di emigrare verso il Galatasaray ed il CSKA. Il giocatore è stato fermo un anno intero per un infortunio dunque se ha lavorato come si deve potrebbe essere un valore aggiunto freschissimo per la sua Nazionale ed un pericolo per tutti gli avversari.
Per chiudere, il playmaker titolare si chiama Giorgi Tsintzadze ha 31 anni è alto 196 centimetri e gioca con la squadra del Kutaisi nel suo paese dopo aver girato e vinto, in mezza Europa: in Russia, in Estonia, in Ucraina, Spagna, Francia. Un play esperto e bravissimo tanto nel guidare la sua squadra quanto nel tirare, di ottima stazza e che in Nazionale si intende ad occhi chiusi con i compagni.
Messa così sembra una squadra che dovrebbe spaventarci. In realtà come detto all’inizio di questo post, la Georgia non è da sottovalutare perché arriva a questi Europei con i suoi giocatori migliori nel pieno della loro maturazione cestistica ed umana, consapevoli che questa di Eurobasket 2017 è forse l’ultima, o la prima, occasione per regalare un grande sogno al loro paese. Dunque sono motivati, agguerriti, forti e ben allenati. Il saggio coach greco, Zouros ha imposto un deciso cambiamento nel classico modo di giocare dei giganti georgiani:basta col Pick&andRoll and ogni possesso . Ora c’è più gioco dal perimetro sfruttando le qualità balistiche di Dixon e la capacità di Shengelia di aprirsi dopo un blocco per tirare e chiamar fuori un difensore. Questo vuol dire che per i lunghi sotto il canestro avversario c’è comunque molta possibilità di ricevere comodi palloni da appoggiare a canestro, anzi forse ce ne sono più di prima. Non solo: ora la Georgia sembra abbia imparato anche quel sistema di gioco chiamato “Small Ball” cioè arrivare ad un tiro entro sette secondi o poco più. Dunque attenzione, senza esagerare, ma attenzione.
Eduardo Lubrano