Il Cairo (Egitto), 9 luglio 2017 – Una delle più belle e toste Italbasket giovanili degli ultimi tempi, allenati da Andrea Capobianco fresco reduce dagli Europei Femminili in Repubblica Ceca, non centra il bersaglio grosso nella Finale contro un Canada straripante che mette in campo tutto il proprio talento fisico-atletico e tecnico per vincere il primo titolo mondiale giovanile maschile della sua storia.
Non c’è quasi stata gara in questa Finale ai piedi delle Piramidi egizie, troppo forte un Canada che ha subito dato uno strappo consistente al match dopo l’illusorio 0-2 di un buonissimo Lorenzo Penna.
Controparziale dei nord-americani da 12-0 e gara quasi sul velluto per un team iper-dotato di doti atletiche sconosciute, a questi livelli ed a queste età anagrafiche, nel vecchio mondo.
Controparziale anche aiutato dalla solita, atavica incapacità di fare canestro dell’Italbasket U20M che non hanno mai brillato, offensivamente parlando, in questo comunque memorabile Torneo, e che questa sera hanno confermato questo limite del loro gioco.

Wigginton vs Penna da FIBA Official
Ma ci han creduto i ragazzi di Capobianco e Noi con loro. Abbiamo sperato infatti che quelle fasce di muscoli e nervi si dessero una calmata prima o poi e che subissero la rimonta azzurra ma così non è stato. Ci han provato i Nostri, eccome se ci han provato, ma contro una squadra che raccoglie ad esempio ben 71 rimbalzi in campo c’è poco da giocare e da sperare, anche perchè i punti in transizione per il team dell’acero sono stati la reale differenza tecnica in campo questa sera: 31 punti che han realmente ammazzato la partita sin dal primo quarto, terminato 24-10 per loro.
Una benzina, la transizione, favorita propria dai continui errori dei vari Okeke, Oxilia, Denegri, Penna & Co. che oggi non han potuto far valere una simile presenza fisico-atletico come vs giapponesi, lituani e spagnoli. Bucarelli non ha ripetuto gli ottimi, ultimi 5 minuti di ieri vs la Spagna ed il divario si è fatto via via sempre più ampio nonostante un secondo parziale più che onorevole ma chiusosi pur sempre 27-26 per i canadesi, che andavano a riposo sul 51-36.

Okeke a lottare vs Bamba by FIBA Official
Ed al rientro in campo per il terzo periodo, mentre ci si aspettava la reazione azzurra, arrivava invece il consolidamento del risultato da parte dei ragazzi di Roy Rana, sempre attenti in difesa a chiudere ogni spazio alle iniziative di un buon Caruso e sempre, maledettamente sempre pronti a sprintare vs il ferro azzurro. Parziale di periodo da 18-12 e sul -21 la gara era virtualmente chiusa.
L’ultimo quarto era un lungo garbage time che si chiudeva in vantaggio per gli Azzurri per 10-12 che comunque non avevano proprio nulla da rimproverarsi al cospetto di, ad esempio, un certo R.J. Barrett solo per citarne uno (18 p.ti e 12 rimbalzi per lui), uno dei migliori sia chiaro di una squadra che ha impressionato in tutto. Un ragazzo di 17 anni, mancino, maestoso nelle movenze e nell’intensità di ogni sua singola giocata, quasi come se fosse nato con la palla da basket dentro la culla!! Uno spettacolo vero per chi ama questo sport se si pensa che l’anno prossimo questo talento purissimo andrà al College da freshman (e per restarci molto poco, a detta di molti esperti, per approdare direttamente in NBA).

Pajola in azione vs l’MVP Barrett by FIBA Official
Comunque va bene così. Accettare la sconfitta con serenità, riconoscendo i propri limiti, fa parte della filosofia del basket sperando che un’attenta analisi possa portare chi di dovere ad accellerare un processo di crescita di un movimento che da timidi segnali incoraggianti di risveglio. Sì, timidi perchè anche se questo argento vale come un oro, non bisogna dimenticare che comunque la differenza vista questa sera tra gli Azzurri ed i ragazzi canadesi è stata quasi abissale in certi frangenti (non dimenticando i 33 p.ti di scarto subiti da Team USA nel girone eliminatorio): per intensità, tecnica individuale e mentalità, per il modo di procurarsi il vantaggio uno vs uno, aldilà dell’innegabile gap fisico-atletico che sembra non attenuarsi mai nonostante passi il tempo tra noi europei e loro nord-americani.
Intanto questa sera applaudiamo questi ragazzi. Aiutiamoli nel loro percorso di consolidamento nella crescita, non tutti forse arriveranno in alto come i loro predecessori ad Edmonton nel ’91, e parliamo di Abbio, Fucka, Frosini, De Pol e Portaluppi solo per citare quelli più “famosi” ma almeno proviamoci con convinzione. Applaudiamoli tutti, da Pajola a Visconti, da Mezzanotte a Massone sino ad Antelli e Simioni perchè hanno avuto un cuore grande così per come hanno lottato sempre, contro ogni avversità e contro anche la logica che li vedeva penalizzati in attacco senza quel Davide Moretti che avrebbe fatto tanto comodo in questo Torneo.
BRAVI COMUNQUE RAGAZZI!!!
Parziali: 24-10; 27-26; 18-10; 10-12
“Per noi è un risultato storico – ha detto il presidente della Fip Giovanni Petrucci – ed è una grandissima soddisfazione aver visto questi ragazzi lottare per una settimana contro squadre dal ranking superiore non mollando mai un centimetro anche dal punto di vista caratteriale. Mi auguro vivamente che questi ragazzi possano trovare in campionato lo spazio che meritano. In questo Mondiale hanno dimostrato a tutti quello che valgono”.
“Oggi il Canada ha dimostrato di essere più forte tecnicamente e fisicamente – ha commentato Andrea Capobianco – merito a loro. Per noi si tratta di un Argento straordinario, posso solo dire grazie a questo gruppo incredibile per aver onorato anche oggi fino all’ultimo minuto questo Mondiale. Dedico questa medaglia a tutte le ragazze della Nazionale Femminile: anche loro avevano fatto qualcosa di grande, in quel caso l’obiettivo ci è sfuggito per un dettaglio”.
Fabrizio Noto/FRED
@FaberNoto