Prima di tutto, quella che inizia sabato 10 giugno al Palasport Taliercio di Mestre alle 21.15 tra Umana Reyer Venezia ed Dolomiti Energia Trentino è la finale scudetto numero 42 da quando nella stagione 1976-77 furono introdotti i playoffs. In assoluto quello che verrà assegnato nei prossimi giorni sarà il titolo italiano numero 95.
Nella sua storia la Reyer Venezia ha vinto due volte il titolo, nel 1941-42 e l’anno successivo. ma per entrambe si tratta della prima finale nell’epoca diciamo così moderna. Quest’anno l’Aquila Basket Trento ha vinto entrambi i confronti di campionato: alla terza di andata a Venezia per 59 a 76, ed alla terza di ritorno a Trento ovviamente per 65 a 57. Storia però perché nella finale scudetto tutto si azzera.
Sin qui Venezia – che è arrivata seconda al termine della stagione regolare con 42 punti frutto di 21 vittorie e 9 sconfitte – ha giocato 40 partite, compresi i playoffs ed ha alzato la sua percentuale a 28 vinte e 12 perse. Di tutte queste 20 in casa con 16 vittorie e 4 sconfitte e 20 fuori con 12 vittorie ed 8 sconfitte.
La medie totali della formazione allenata da Walter De Raffaele – che ha da poco allungato il suo contratto con la Reyer – sono state di 81,3 punti a gara col 50,4% da 2, il 38,3% da 3, il 72,5 ai tiri liberi, 35,4 rimbalzi di cui 11 offensivi, 14,2 palle perse e 17,4 assist.
Quando vince Venezia segna 84,3 punti di media tirando col 50,7 % da 2 il 38,9 % da 3 il 73,8 ai tiri liberi con 37,7 rimbalzi, 12,8 palle perse e 18,4 assist cioè numeri leggermente alti rispetto alla media come è normale che sia.
Il punto debole della squadra orogranata sembra essere – nelle sconfitte l’abbassamento notevole del numero dei rimbalzi che a catena porta un livellamento verso il basso di tutti gli altri numeri statistici. Nelle 12 sconfitte stagionali in Italia infatti la media dei rimbalzi presi è stata 30,3 con 74.3 punti segnati, per il 49,2 % da 2 il 36,9 % da 3, il 69,4% ai tiri liberi, 17,6 palle perse e 15 assist. Peggio ancora nelle sconfitte casalinghe dove i palloni catturati sotto canestro sono stati 28,3 che hanno generato 69 punti di media col 50,8 % da 2 ed il 33,3 % da 3. il 71,4% ai tiri liberi 17 palle perse e 16.8 assist.
La Dolomiti Energia Trento, entrata nei playoffs come quarta – 36 punti con 18 vittorie e 12 sconfitte – in totale ha sin qui disputato 38 partite con un totale di 25 vittorie e 13 sconfitte. Le sue medie generali raccontano di una squadra che segna 78,3 punti a partita, tira col 49.7 % da 2, il 32,5 % da 3, 68 % i tiri liberi, prende 38,5 rimbalzi – di cui 12.8 offensivi – con 14,4 palle perse e 14.9 assist.
Quando vince Trento segna 82,9 punti, col 52,5% da 2, il 37,3 % da 3, 66,5% ai tiri liberi – non proprio il meglio dei ragazzi dell’Aquila Basket – 37,9 rimbalzi, 13.1 palle perse, 16,8 assist.
Nelle sconfitte che sono state 13, mette a referto 69,5 punti, con il 44,7% da 2, il 22,7 % da 3, il 70,8 % di tiri liberi, 39,6 rimbalzi, 16.1 palle perse ed 11,5 assist.
In casa quando le è toccato chinare la testa per Trento ci sono stati 69,2 punti, 46.9 % da 2, il 16,9 % da 3 -ecco il tallone d’Achille – con il 67,8 % di tiri liberi, 38,7 rimbalzi, 14,2 palle perse e 11,2 assist.
Eduardo Lubrano