Italia-Messico, ecco la sfida che vale un posto nella finale del Torneo Preolimpico di Torino. Sulla carta una partita ampiamente alla portata del quintetto di Ettore Messina, dal punto di vista fisico e tecnico. Guai però a prendere sotto gamba gli avversari e a pensare che tutto possa essere semplice: sarebbe l’errore più grosso che i giocatori italiani potrebbero compiere a questo punto del torneo.
In un match senza domani come quello di questa sera è molto probabile che possano arrivare momenti difficili, nei quali Italbasket dovrà aggrapparsi necessariamente alle proprie certezze. Ovvero alla propria difesa, assoluta garanzia di successo nelle due gare fin qui disputate dalla Nazionale. Se infatti Italbasket gioca un basket tutt’altro che fluido nella metà campo avversaria, è pur vero che l’applicazione e l’efficacia difensiva hanno di fatto disinnescato i primi avversari incrociati a Torino, la Tunisia e la Croazia.
L’obiettivo degli azzurri, dunque, sarà ancora una volta quello di lasciare agli avversari di turno un canestro in meno rispetto a quelli segnati in attacco, anche se è forte la sensazione che le bocche da fuoco italiane possano sbloccarsi da un momento all’altro. Il pedigree dei giocatori azzurri parla più di ogni altra cosa: l’Italia ha tutti i mezzi per poter far male agli avversari e le parole di Ettore Messina alla vigilia del match con i messicani sono assolutamente condivisibili: “Se difendiamo in questo modo e tiriamo con percentuali normali vinciamo con 20 punti di scarto”.
A Torino l’Italia non è ancora riuscita a tirare con percentuali normali, facendo molta fatica nella metà campo degli avversari. Il 39.8% al tiro (41.9% da due punti, 33.3% da tre) dimostra che l’Italia è lontana da ciò che fatto vedere per larghi tratti durante la preparazione al Preolimpico. Ma soprattutto i giocatori non hanno ancora mostrato le doti tecniche e balistiche di cui sono dotati.
Se poi ai fattori esterni (palloni poco gestibili, stanchezza di fine stagione e posta in palio sempre altissima) si somma il tentativo della Nazionale di giocare in maniera differente al recente passato (selezione estrema dei tiri e minore uso del pick-and-roll), ecco spiegate le difficoltà in attacco dell’Italia. Quando però la quadratura del cerchio arriverà anche in attacco, i giochi saranno fatti. E le prossime due partite (la semifinale con il Messico e la finale di domani sera, sperando che gli azzurri riescano a disputarla) sono due ghiotte occasioni per battere un colpo anche in attacco e far puntare la macchina azzurra in direzione Rio de Janeiro.