L’aria che si respira, infatti, è un mix tra la soddisfazione, la gioia e la curiosità della prima volta e la tranquilla serenità e la consapevolezza di aver raccolto finora con merito i frutti di un lavoro certosino e quotidiano, che va avanti dalla seconda metà di Agosto. Del resto l’Eurobasket parte per la kermesse di Rimini sulla scia dell’ulteriore iniezione di fiducia dovuta al colpaccio del PalaBarbuto, il miglior viatico in vista di questo affascinante fine-settimana:
“E’ un’esperienza che non vediamo l’ora di vivere, senza pressione ma con la massima determinazione e voglia di arrivare più lontano possibile – è il primo commento di capitan Giulio Casale – in una manifestazione molto prestigiosa e professionale in cui si respira aria di basket per tutta la sua durata, dove cercheremo di raccogliere il meglio e dare tutti il massimo”.
Sarà la prima volta per lui, così come quasi tutto il resto del roster biancoblu, compreso Alex Righetti, che può aggiungere un altro traguardo di rilievo alla sua già prestigiosa carriera, peraltro da giocare in casa, lui che è riminese doc:
“E’ una manifestazione prestigiosa ed importante, alla quale siamo contenti di partecipare e teniamo particolarmente, perché abbiamo lottato per essa dall’inizio del campionato – conferma “Rigo” – che a me dà l’occasione di tornare a giocare a casa, sempre un motivo di gioia particolare”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche coach Davide Bonora, che aggiunge al suo giovane ma già ricco palmares, dopo una finale Under 19 ed una di B nella passata stagione e l’All Star Game allenato quest’anno, anche la prima Final Four da capo allenatore:
“Avremo soprattutto l’occasione di confrontarci con le migliori squadre degli altri gironi, che sono al livello, se non anche superiori alle più accreditate rivali del girone C, nell’assoluto entusiasmo di partecipare ad un evento così importante, dove sarà decisivo soprattutto combattere l’emozione del primo giorno”.
A tracciare la strada ci penserà, invece, Duilio Birindelli, che torna a Rimini un anno dopo la finale persa con la maglia di Agropoli contro Montichiari, amaramente bissata dallo spareggio di Forlì, sfuggitogli di misura contro il Rieti di Nicolas Stanic, che lui stesso aveva eliminato nel preliminare della Coppa:
“E’ molto bello poter ritornare qui dopo la beffa dell’anno scorso e riprovarci dopo la partita sfuggitaci di mano nella finale del 2015 (Agropoli andò anche a +23 contro Montichiari, prima di subire la rimonta, ndr) – esordisce l’ala ex Agrigento – oltre che essere contento per potere incontrare nuovamente due squadre come Agropoli ed Agrigento, alle quali sono ancora molto legato affettuosamente sia allo staff che ai dirigenti”. Proprio con i siciliani nel 2012 “El Gringo” centrò una storica doppietta coppa – campionato, un buon motivo per abbattere la scaramanzia che vede la vincente della Coppa poi quasi mai promossa:
“Non credo che una possa escludere l’altra, quanto è un’importante occasione per metterci alla prova contro le squadre degli altri gironi e vedere a che punto siamo in vista di una potenziale qualificazione alla Final Four: è utile soprattutto abituarsi a giocare una partita secca, dove c’è poca possibilità di sbagliare”.