Tutto secondo i piani, Milano vince senza troppo patire e prosegue la sua striscia di vittorie, appaiando nuovamente Reggio in vetta alla classifica, ma con il vantaggio di aver giocato una partita in meno. Troppa la differenza tecnica e di profondità tra i due roster, che ha vanificato il pur buono sforzo profuso dai padroni di casa che, per quanto possibile, hanno provato a far sudare i due punti ai meneghini. In realtà c’è stata partita per poco più di un quarto. Fin quando, cioè, l’EA7 ha deciso di stringere le viti in difesa, togliendo l’ossigeno vitale all’attacco bianconero, mentre in attacco andava in scena un vero e proprio show: 11/18 da due, 9/12 da tre punti e 54 punti realizzati da Milano al 20°, con 16 punti di scarto e la gara già in archivio.
Il secondo tempo, infatti, è stato puro garbage time, con la Virtus a cercare soluzioni offensive e difensive e Milano a rispondere colpo su colpo senza troppi problemi. Krunoslav Simon è stato ancora il mattatore della serata, prima coinvolgendo i compagni in attacco, poi prendendosi l’attacco sulle spalle, segnando a ripetizione da tre e caricando di falli la difesa. Lui ha dato il la al 22-3 di parziale tra primo e secondo quarto che ha, di fatto, chiuso i giochi in larghissimo anticipo. Al suo fianco fiammate d’autore per un Rakim Sanders che continua a confermarsi acquisto azzeccatissimo per i milanesi e bene anche Jamel McLean, che pure, come il resto della squadra, ha sofferto anche troppo Dexter Pittman in difesa. In realtà difficile trovare qualcuno da bocciare nelle Scarpette Rosse, che continuano a girare come un orologio svizzero. Coach Repesa ha strigliato parecchio i suoi per un approccio troppo soft alla partita, dove Bologna era riuscita a entrare addirittura con un 11-2 di parziale che aveva fatto imbufalire l’ex tecnico della Fortitudo.
Maglie troppo larghe in difesa, tanti tiri aperti e una sofferenza marcata nei pressi del ferro contro Pittman, che per 6/7 minuti hanno addirittura fatto pensare che ci potesse essere gara. Impressione che, come detto, è durata poco oltre. Con la pressione aumentata e le rotazioni delle due squadre che hanno cominciato a mostrare le rispettive differenze lo svantaggio si è istantaneamente annullato, per poi trasformarsi in vantaggio ampissimo per gli ospiti, con Milano che ha chiuso con un pazzesco 15/24 da dietro l’arco in una partita complessiva da 65% al tiro, cifre insostenibili per la Virtus.
Che dal canto suo ha provato a fare quanto nelle sue possibilità, ben sapendo che le chance di vittoria fossero ancor meno che minime. Bene l’impatto sulla partita, eccellente Pittman, assolutamente inarrestabile (26+11 e 10 falli subiti), onesto Gaddy, voglioso Vitali. Ma poi ci si è scontrati con la dura realtà di un avversario che è assolutamente di un livello troppo diverso e pure nel proprio miglior momento di forma. Bologna ha pagato, tra le altre cose, l’assenza di un cambio vero di Gaddy, che ha esposto oltremodo al pressing dell’EA7, causando palle perse pesanti e punti facili regalati a un attacco già di per sé in serata magica.
I 10’ di gloria del primo quarto si sono rapidamente trasformati nella partita che era più logico attendersi, ossia un soliloquio milanese, che ha spadroneggiato in attacco. Se non altro, nella metà campo offensiva i bianconeri hanno fatto vedere cose discrete, segnando con buona continuità, anche se le cifre risentono in positivo di un secondo tempo che, a livello di competitività, non fa troppo testo.
C’è da ripartire ovviamene dal dominio di Pittman sotto canestro: se l’ex Miami Heat si confermerà su questi livelli da qui alla fine, Bologna avrà una chance vera in più di puntare alla salvezza. Contro una difesa di livello assoluto il lungo bolognese ha fatto praticamente sempre ciò che ha voluto, mandando fuori giri chiunque gli si sia avvicinato. Attorno è andato, però, tutto come al solito: tanta buona volontà finita per scontrarsi con limiti effettivi di talento. Gaddy qualcosa ha combinato, ma il duello con Simon e Cinciarini è stato impietoso. Odom ha lottato, ma non può essere un primo violino offensivo. Fontecchio continua a dimostrare di non avere la continuità di rendimento che sarebbe necessaria.
Ora, la classifica conferma il penultimo posto e si deve ringraziare Varese che ha violato il campo di Torino. Proprio Varese che è la squadra nel mirino degli uomini di Valli, ospite alla Unipol Arena dopo la prossima proibitiva trasferta a Sassari. L’approccio di stasera può essere un buon viatico per ottenere i punti salvezza, ma occorrerà una maggiore solidità mentale.
OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA – EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 85-101
Parziali: 25-31; 13-23; 18-21; 29-26;
Progressione: 25-31; 38-54; 56-75; 85-101
MVP: Krunoslav Simon.
WVP: Kenny Hasbrouck.
Nicolò Fiumi