Tutte le vittorie sono uguali, ma alcune vittorie sono più uguali di altre. Basta la citazione di Orwell per rendere onore ad una Caserta che, pur decimata dalle assenze, e col pensiero a Viktor Gaddefors, ancora in attesa di nuovi esami, batte Cremona nonostante qualche ansia ed apprensione nel finale. Considerato il forfait di Cinciarini, sono in 7 a scendere in campo e ognuno porta il suo mattoncino pesante. Siva, in serata di grazia, chiude con 18 punti, 6 rimbalzi e 5 assist e nonostante qualche palla di troppo ha sempre il pallino del gioco ben saldo nelle mani. Hunt va con la solita solida doppia doppia da 14 punti ed 11 rimbalzi, vincendo il duello a distanza con Cusin (9+7 ma comunque tra i migliori dei suoi). Downs ne mette 16, con una tripla decisiva nel finale nel bel mezzo del parziale ospite, Jones gioca una signora partita da 17 punti, Ghiacci difende alla morte per 27 minuti sul parquet, mentre Giuri e Metreveli portano tanta legna. Per la Vanoli non basta Washington (21) né Mcgee (14). Serata storta per Luca Vitali, che firma una virgola.
LA CRONACA: squadre che partono come dei diesel, tanta confusione, Ghiacci al suo primo starting five regala ottima difesa e va col recupero intelligente, il gioco latita, e Cusin e Jones si rispondono dalla corta distanza per i primi sussulti che muovono il tabellone. Siva si butta dentro con continuità, Turner va con la tripla, ma quando prima Bobby Jones e poi Downs colpiscono sfruttando gli ampi varchi lasciati dalla difesa, la Juve tocca il primo vantaggio significativo, scavando il primo break (10-5). Cremona si aggrappa al suo pivot, ma Ghiaccimanda in visibilio il palazzo con la sua tripla piedi per terra. Hunt si fa valere in vernice, Downs è ancora puntuale dai 6,75 e quando Metreveli segna l’ultimo canestro del quarto siamo 20-9. La gara diventa più fisica e più lenta, Cremona non riesce mai a sbloccarsi offensivamente, merito di una gran difesa bianconera, Jones è in serata di grazia ed infila la bomba del +15 (25-10) su cui Pancotto chiama timeout. L’unico su cui il coach Vanoli può fare affidamento è Cusin, che col suo post regala punti e certezze, ma quando si tratta di difendere Hunt sa bene come andare a realizzare. Due triple di Siva in sequenza regalano il +19 (33-14) ai padroni di casa, a lui risponde il solo Washington che entra, subisce falli e da solo prova a trascinare la squadra in maglia azzurra alla rimonta. Non basta però. Siva si prende il fallo sul tiro dalla lunga, andando col percorso netto dalla linea della carità, siglando anche il +21, ma il finale è tutto per Elston Turner che con un mini parziale personale di 5-0 manda le squadre all’intervallo sul 42-24. Ci si attende una reazione che però tarda ad arrivare. L’alley op chiuso da Hunt, la tripla di Siva e una magia di Bobby Jones regalano 23 lunghezze di vantaggio alla squadra di Dell’Agnello che ha le mani saldamente sul manubrio, fino a quando non incappa in una serie di palle perse banali che, unite alle triple di Dragovic, ridanno linfa agli ospiti. Biligha dalla lunetta firma il -13, ma una tripla di Giuri fuori dai giochi regala alla Pasta Reggia il vantaggio di 60-46 all’ultimo stop and go. La tripla di Jones sembrerebbe chiudere i giochi e mandare tutti a casa, ma la quota 63 diviene maledetta per i padroni di casa, che rimangono a latitare per 6 minuti. Gli arbitri sembrano quasi mangiare il fischietto, non ci sono falli da ambo i lati, Cremona ritrova ritmo da oltre l’arco con Washington prima e Mcgee poi, il vantaggio rimane di sole 11 lunghezze e Dell’Agnello si rifugia nel timeout che però non scuote i suoi. Errori al tiro e qualche forzatura, forse il cosiddetto “braccino” forse la spia della benzina accesa, fatto sta che Cremona si rifà sotto, ancora con Washington che mette la tripla del -8 e poi con Mcgee che metta il lay up del -6. Serve una scossa e arriva con Downs che infila una tripla pesante, che di fatto restituisce ossigeno ai bianconeri. La chiude Bobby Jones, sempre con una conclusione dalla lunga distanza, che scaccia ogni demone. Gli ultimi a mollare in casa Vanoli sono i due soliti frombolieri Washington e Mcgee, ma i buoi hanno già abbandonato la stalla, il cronometro segna zero e Caserta può esultare col finale di 73-64, che alla luce della sconfitta di Pesaro (65-71 contro Varese), di Torino (73-57 a Venezia) e di una tra Bologna e Capo d’Orlando fa un passo deciso verso la salvezza. La vittoria contro la Manital in rimonta poteva essere la svolta, l’aver confermato il referto rosa in così piena emergenza è la conferma di quanto bene si stia lavorando, con la speranza che Cinciarini (affetto da lombalgia) e soprattutto Gaddefors, leader difensivo di questo gruppo, possano tornare a regalare minuti di quantità e qualità per provare ancora ad agganciare l’ultimo treno chiamato playoff.
Foto: Pagina Fb Ufficial JuveCaserta