Che l’ACEA Virtus Roma sia uscita battuta dal Pala Moncada di Agrigento, 99-93 e dopo due tempi supplementari (74-74 e poi 85-85), è certamente una brutta notizia in termini di classifica per la formazione romana. Ma dopo le due pessime prestazioni di inizio girone di ritorno, quella siciliana è una gara che darà conforto e slancio ai ragazzi di Attilio Caja.
Perché la sconfitta è arrivata sul campo della formazione più forte del girone Ovest della A2 e dopo aver giocato in modo fiero e gagliardo, tempi supplementari compresi e nonostante il secondo sia stato fatale. E dopo che Roma ha dovuto sopportare per 40 minuti (sui 50 giocati), le paturnie di Alain Voskuil in una delle sue peggiori giornate al tiro (6 su 21 dal campo), aggiunta alla sua cronica incapacità difensiva, condita da cinque falli e da un nervosismo che ha mandato in lunetta nei momenti decisivi i suoi avversari.
Per il resto però l’Acea ha giocato una grande partita, rimanendo sempre a contatto dei padroni di casa e provando anche qualche strappo, ma era chiaro sin dall’inizio che il vincitore sarebbe uscito veramente all’ultimo momento, e così la parità è stata una costante di tutta la gara: nel primo per la bruttezza degli attacchi e la forza delle difese, poi per l’inarrestabilità dei protagonisti offensivi di Agrigento e Roma. Che ha trovato in Benetti – uno dei meno affidabili sin qui – un pilastro che ha impedito ad Agrigento di scappare anzitempo nel punteggio mentre tutti gli altri si sono affannati a fare del loro meglio. Compreso Olasewere, in odore di taglio che se non fosse così distratto in difesa, giocherebbe di più facendo più danni alle difese avversarie.
L’ACEA ha avuto sei uomini in doppia cifra con il solito Callahan e Maresca su tutti per presenza in campo, e con un Meini ordinato e pulito nel suo incedere. Malino il resto della panca, con i vari Zambon, Bonfiglio e Casagrande che non ne hanno messo uno che uno nel canestro avversario.
Ovviamente la Moncada ha fatto il suo ma ha tremato e non poco perché, nonostante la presenza in campo di un Piazza non lucido come di solito, la difesa capitolina ha retto eccome . Ottimo il solito Martin, prova sontuosa per lui con una doppia doppia tonante (27 p.ti finali e 10 rimbalzi), ma il vero go-to-guy dei siculi è stato Marco Evangelisti, stesso numero di punti del collega di colore ma soprattutto una presenza costante, minacciosa nel secondo tempo di gioco ed oltre, quando le difese hanno un po’ ceduto di testa ed anche un po’ di gambe. Benissimo anche Saccaggi ed anche l’altro yankee, Eatherton, che ha sofferto forse più del dovuto la difesa romana all’inizio del match ma che porta a casa una buonissima doppia doppia, forse l’MVP della gara. Benissimo De Laurentiis, decisivo nei supplementari.
Roma quindi sconfitta anche se poteva essere una vittoria ma la prestazione è da incorniciare, se l’ACEA mantiene la spia della dedizione mista alla concentrazione il futuro non è nero come invece la classifica questa sera afferma senza tema di smentita.
Sala Stampa
Attilio Caja
Agrigento ha vinto la partita perché ha avuto la testa giusta nei momenti più importanti, i giocatori sono rimasti concentrati senza pensare agli arbitri o al pubblico. La Moncada è una squadra esperta e il suo passato parla per lei, i risultati ottenuti non sono arrivati casualmente. Se avessimo avuto tutti la giusta mentalità stasera avremmo vinto noi, abbiamo avuto diverse occasioni per portarla a casa ma l’aspetto mentale ha fatto la differenza, facendoci sprecare energie preziose per la gara. Oggi i miei italiani sono stati encomiabili per ciò che hanno fatto, ma per vincere c’è bisogno del contributo di tutti. Purtroppo non sempre siamo riusciti ad avere tutti i giocatori con la testa sulla partita, come invece è stato per la Fortitudo.
Fortitudo Moncada Agrigento – ACEA Virtus Roma 99-93 dts 2
Parziali: 13-11; 18-19; 24-24; 19-20; 25-19
Progressione: 13-11; 31-30; 55-54; 74-74; 99-93
Eduardo Lubrano
Fabrizio Noto/FRED