Profumo di playoff al FedexForum di Memphis, stanotte: i Grizzlies, di rincorsa dopo un avvio di stagione non brillante e privi di Zach Randolph, ricevono i Mavericks dal backcourt nuovo di zecca, che al contrario sono partiti col piede giusto e veleggiano nelle alte sfere della Western Conference.
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Primo quarto. L’avvio di gara è contratto e costellato di errori da ambo le parti. Marc Gasol imprime subito il suo marchio alla gara su ambo i lati del campo, difendendo duro e costruendo spazi ed assistenze per i compagni. Matthews replica dall’arco (6-5 al 3′). Lentamente, però, è il gioco dei padroni di casa a prendere il sopravvento. Joerger ha scelto Barnes nello spot di PF e la mossa si dimostra azzeccata: ottima la sua marcatura su Dirk Nowitzki, il quale fa fatica a stargli dietro anche sull’altro fronte e, in attacco, la manovra di Memphis appare più fluida, palla e gambe girano più veloci. Sono Barnes e Gasol gli artefici del primo strappo (13-5 al 6′ e timeout per Carlisle). I Mavs provano subito a velocizzare la circolazione inserendo Barea, Felton, poi Matthews al posto di uno spento Parsons e, complice l’ingresso di un opaco Mario Chalmers al posto di Conley, con il supporto dell’intelligenza tattica di WunderDirk, la mossa funziona: Chalmers appare in difficoltà sul portatore di palla, produce un misero 1-4 ai liberi ed il gap si riduce: al primo intervallo si va sul 21-17, la partita a scacchi è appena iniziata!
Secondo quarto. Se Matt Barnes è stato l’uomo chiave del primo vantaggio Memphis, è Jeff Green il mattatore del secondo parziale: le sue penetrazioni, favorite dai blocchi portati anche dai piccoli dei Grizzlies, risultano un rebus per Dallas, che in fase offensiva vede Nowitzki continuare a soffrire il mismatch con avversari più piccoli ma solidi (ora perfino Vince Carter!). Risultato: 27-17 al 16′, 35-21 al 18′, quando si sblocca perfino Chalmers. Il rientro di Conley e Gasol produce subito un pick and roll da manuale ma, quando la gara pare prendere una piega precoce ma già ben precisa, Dallas si desta dal torpore e, con Barea in campo, infila tre minuti ad alta intensità: due triple di Nowitzki e Matthews, ancora Nowitzki dal post basso, col suo classico movimento di giro e tiro in stepback e nonostante le mani in faccia di Barnes, poi finalmente Parsons, uscendo pulito dai blocchi e Dallas è di nuovo lì (37-34 al 21′). Ci pensa ancora Green, con i suoi movimenti continui ed attaccando dal fondo, a tenere le distanze. Azzeccatissima, poi, la contromisura di Joerger, spedendo proprio Jeff Green sulle tracce di Nowitzki: Dallas si inceppa di nuovo e Conley, sfruttando il gioco a due con Gasol, chiude lo score del primo tempo con la tripla del rassicurante e meritatissimo 47-37.
Terzo quarto. Ancora la difesa è l’arma in più di Memphis, ancora Jeff Green (MVP) è decisivo: cambia bene su Deron Williams, infila la tripla, ruba palla e vola in contropiede! A supporto ci sono Allen, dirottato proprio su Williams, ed il solito Gasol, che chiude un gioco da tre punti: Memphis è un piacere per gli occhi e, in due minuti, vola sul +16, imprimendo la spallata decisiva al match. Dal post basso Gasol è un vero e proprio playmaker aggiunto: riceve da Green, aspetta il suo taglio sotto canestro, assist al bacio e schiacciata (58-42 al 28′)! In mezzo solo uno splendido assist di Williams per Pachulia (a segno praticamente solo dalla linea della carità): troppo poco per impensierire la difesa di casa. Il gioco in pick and roll guidato da Deron viene sistematicamente vanificato dalla capacità dei Grizzlies di cambiare sempre le marcature senza perdere efficacia: ecco la chiave tattica che decide, di fatto, la sfida della notte! I Mavs, con Williams e Matthews, giocano al limite dei 24”, cercando con pazienza gli spazi ed i tempi per tiri puliti, trovano due triple consecutive, ma Barnes tiene le distanze (64-50 al 30′). Approfittando del rientro di Chalmers, Deron prova a mettersi in proprio; Carlisle mescola continuamente le carte, rimette dentro Barea, ma il canovaccio non cambia di una virgola: il basket “totale” di Memphis è micidiale in difesa, cambia sempre, ruba e vola in contropiede, regalando spettacolo con Barnes e Green, che inchioda l’alley-hoop del 72-56 al 33′! C’è gloria anche per JaMychal Green, innescato, dal gomito, ancora da Marc Gasol: all’ultimo mini-intervallo Memphis vola sul 82-60!
Quarto quarto. Partita finita? No, perché, dopo il massimo vantaggio toccato in apertura di parziale con la tripla dall’angolo di un ottimo JaMychal Green, Dallas si scuote ed azzecca la mossa: quintetto piccolo, dentro Felton , Barea e Matthews, ritmi alti e ricerca del tiro nei primi secondi dell’azione per anticipare lo schieramento della difesa di casa. Barea ha un passo capace di anticipare tutti e creare superiorità numerica. Nowitzki dà lezioni di furbizia procurandosi falli e pare rivitalizzato (89-76 al 40′). Memphis commette l’errore di accettare i ritmi alti, insiste cercando il gioco dentro-fuori, rifugiandosi nelle doti di Gasol, costruisce anche tiri puliti, ma la palla non entra più, mentre Felton e Matthews hanno ormai scaldato la mano! Dallas torna a -10 e ci crede, Joerger si rifugia in timeout (89-79 al 42′). Al rientro in campo Carlisle stressa ulteriormente il concetto: Felton, Barea, Matthews e Deron Williams in campo insieme! I Mavs corrono e mostrano un’altra faccia, a Pachulia non pare vero ricevere cotanta assistenza e, finalmente, infila un tiro dai 6 metri: a 5′ dal termine è ancora -10! Un simile sistema di gioco, però, ha i suoi limiti ed i suoi rischi: Joerger lo sa, ed in breve tempo corre ai ripari, ordinando l’avvicinamento al canestro, dove la superiore stazza fisica costringe Dallas al fallo; un po’ di freddezza dalla lunetta è sufficiente per stemperare il sacro fuoco della rimonta texana (98-83 al 44′). Felton è ancora “on fire”, ma il QI cestistico di Green ed Allen, con qualche fallo intelligente utile a spezzare i ritmi dell’attacco ospite, e la tranquillità di chi, dall’alto del vantaggio accumulato, po’ limitarsi a gestire gli ultimi minuti senza strafare, permettono a Memphis di non rischiare più nulla e di portare a casa un’altra, meritata vittoria.
Finisce in gloria per i padroni di casa: 110-96, tra l’entusiasmo dei propri tifosi! Dallas, fatte salve le spettacolari ma disperate alchimie dell’ultima frazione, è da rivedere, soprattutto nella attacco alla difesa schierata. I Grizzlies convincono, sul piano del gioco e della forma e rilanciano le proprie ambizioni: la rincorsa degli orsi verso la vetta della Conference può riprendere spedita!
Scritto da Marco Calvarese
Editato da Francesco Bertoni