Come tre anni fa. Come due anni fa, con relativa (dolorosa), rinuncia alla Euroleague. Come l’anno scorso.
Da un pò di tempo a questo parte la post-season in casa Virtus Roma, ovviamente dopo i Playoffs purtroppo quest’anno non disputati dopo una Finale ed una semifinale, si caratterizza in larga parte per dichiarazioni/conferenze stampa del Presidentissimo Claudio Toti in cui si espongono le difficili situazioni economiche in cui versa il sodalizio romano.
Per carità, sia chiaro, l’ing. Toti non dichiara il falso anzi…Come non essere solidale con lui quando lancia l’ennesimo grido/denuncia contro chi non ha mai voluto concedergli la possibilità di edificare la Casa della Virtus, salvo poi far gonfiare i portafogli degli amici come dimostrano tristemente le fredde cronache degli ultimi mesi grazie ad attività non propriamente di stretto, pubblico interesse? Quantomeno tutto questo stato di cose lo scagiona da eventuali sospetti sulla sua persona, a detta di molti, vicino alle amministrazioni capitoline degli ultimi anni.
Ed infine, come non dargli ragione quando afferma che il suo operato è stato sempre volto all’avere nella capitale il grande basket?
Tutto vero ma la sensazione è che queste dichiarazioni suonino un pò stonate non nella forma bensì nella sostanza.
Domanda: quanto tempo ha seriamente impiegato/investito il sodalizio virtussino in questi ultimi, difficili anni dal punto di vista finanziario, per rimpinguare le proprie esangui casse? Ed ancora, come ha investito i pochi soldi a disposizione? E’ vero, il campo “reclama” una parte importante del fatturato da investire ma ci sono anche altri aspetti che una società professionistica sportiva deve curare, leggasi alla voce “comunicazione”.
Quanto ha investito la società virtussina in questo ormai delicato e quasi vitale direi settore societario in un mondo sempre più web-dipendente od in una città in cui le radio od i network privati hanno un grosso seguito popolare? In una città cannibalizzata dall’odioso calcio che tutto reclama e tutto inghiottisce senza mai saziarsi, la strategia comunicativa sarebbe dovuta essere al primo posto, fattore invece quasi trascurato da questa gestione proprio da 3 anni a questa parte e questo senza però voler dire male delle persone direttamente coinvolte in società nell’opera comunicativa, professionali e serie nel loro operato, che si sono succedute nell’area specifica.
Anche un sincero e spontaneo tentativo da parte di un nutrito gruppo di tifosi di dare vita ad un sostegno alla squadra, nato quasi spontaneamente su Facebook e denominato Onda Virtus , è stato addirittura visto come quasi ostile alla società in questo ultimo anno!!?!?
Perciò le parole che oggi rimbalzano dal comunicato stesso sono sì condivisibili ma anche, ci si augura, foriere di un deciso e preciso cambio di rotta strategico comunicativo da parte della Virtus in quanto in una città così grande e complessa come Roma, non ci s’innamora solo se la sua squadra di basket vince bensì se viene messa a conoscenza, nei modi e nei tempi che la città predilige, di quando essa gioca ed in quale manifestazione gioca, evitando quindi di dare per scontato che il tam-tam personale o il passaparola sul web sia condizione necessaria e sufficiente per riempire il Pala Tiziano.
Come recita una vecchia regola collegata alla pubblicità, “Parlatene, bene o male non importa, ma parlatene!”
Il tutto sperando che ci s’iscriva al prossimo campionato.
In basso riportiamo integralmente il comunicato di oggi diramato dall’ing. Claudio Toti
Dopo 15 anni la passione non è cambiata, ma altre cose invece sì. Anni trascorsi ad inseguire successi, a volte raggiunti. Sempre un solo filo conduttore: garantire il grande basket a Roma.
Ogni anno una nuova avventura con crescente difficoltà.
Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da difficoltà prevalentemente dovute all’impossibilità di programmare, a causa dell’incertezza economica scatenata dalla crisi che ha allontanato alcuni sponsor e con i superstiti sono stati stipulati, salvo poche eccezioni, solo contratti annuali.
Non sono bastati i risultati per accendere quell’interesse che avrei voluto vedere nella Città. Nessun nuovo sostegno è arrivato. Tutto sempre affidato alla sola volontà della proprietà di ricapitalizzare ogni anno la Società. Molte le difficoltà determinate dalla mancanza di una CASA per la VIRTUS che per lungaggini burocratiche non si è potuta ancora realizzare. Impianti di gioco è inadeguati per efficienza e costi di gestione. Un pubblico che, nonostante le ultime buone stagioni, non è cresciuto garantendo un adeguato supporto alla Società.
Davanti alle tante problematiche non risolte, alla assoluta mancanza di sostegno della Città, alla difficoltà sempre crescente di reperire sponsor, serve un momento di grande riflessione: chi vuole veramente che il grande basket a Roma sopravviva?
La sola passione non è più sufficiente per andare avanti e costruire una squadra che rappresenti degnamente la città di Roma.
Ad oggi ancora non esiste alcuna certezza per il main sponsor ACEA.
Proverò fino alla fine a giocare la partita, ma nel rispetto del fair play finanziario che oggi più che mai ritengo etico rispettare. Ancora un mese per trovare soluzioni adeguate che possano garantire un futuro con un orizzonte temporale di medio termine, per poter programmare e costruire.
Ing. Claudio Toti
Fabrizio Noto/FRED