Pesaro – Difficile poter pensare di vincere con un quarto da 7 punti segnati, il terzo per l’esattezza, e nessun canestro messo a segno su azione; questo è quello che ha combinato la Consultinvest dopo un primo tempo tutto sommato convincente, non certo straripante ma in cui sembrava potere tenere a bada una Sidigas piuttosto sonnacchiosa fino a quel momento.
Poi al ritorno in campo si è rivista la solita Pesaro già “ammirata” troppe volte in questi campionato, completamente assente dal match e schiacciata dalla paura di sbagliare, mentre la Sidigas si limitava ad entrare nel match con Banks ed Harper e ad involarsi piuttosto facilmente verso la vittoria finale.
La Consultinvest invece ha probabilmente accusato la tensione di dovere vincere quasi per forza, viste le notizie non certo positive provenienti da Caserta nel pomeriggio e che la obbligavano quasi a prendersi questi due punti se voleva evitare di sprofondare all’ultimo posto in classifica per la prima volta in questo campionato.
Invece i biancorossi hanno alzato bandiera bianca dopo appena venti minuti, lasciando via libera ad una Sidigas che così riesce ad interrompere la propria striscia negativa di cinque partite consecutive con una partita intensa solo nei secondi venti minuti ma sufficiente per avere la meglio di una formazione che improvvisamente si è rivelata inerme.
La Consultinvest continua così a mancare la vittoria interna dal 23 novembre scorso, inanellando un’altra prestazione francamente sconcertante anche per il pubblico di casa, che alla fine ha salutato l’uscita dal campo dei propri giocatori con un silenzio “assordante” e più eloquente di tanti fischi.
Per la formazione di coach Vitucci saranno forse le prossime partite a dire se quella di oggi fu vera gloria, perché comunque non va dimenticato che nei primi venti minuti la Sidigas ha faticato parecchio, trovando il canestro con molta fatica (addirittura 0/9 da tre all’intervallo lungo) e denotando ancora una volta un problema già noto a livello di costruzione del gioco.
In avvio la partita è dai ritmi elevati ma a tratti è anche molto caotica e infatti entrambe le squadre faticano nella gestione degli attacchi e perdono numerosi palloni.
La Sidigas in particolare si mantiene in linea di galleggiamento grazie all’iniziale predominio sotto i tabelloni di Anosike e Harper; la Consultinvest non riesce ad arginare la loro dinamicità e così mentre il primo fa commettere due falli al diretto rivale Judge dopo neanche due minuti, il secondo è un rebus per i suoi diretti marcatori.
La Consultinvest però si fa preferire per un attacco dalle idee più chiare, dove il piano partita è rifornire le due punte designate Myles e Ross ed attaccare ripetutamente il ferro.
Dopo un avvio equilibrato in cui si arriva in parità a quota 8, la Consultinvest opera l’allungo con Ross che guadagna intelligentemente tanti preziosi tiri liberi, mentre improvvisamente la vena realizzativa di Harper si inaridisce e la Sidigas soffre maledettamente a trovare punti.
Il primo quarto si chiude così sul massimo vantaggio interno (20-14), grazie al solito Ross che converte tre tiri liberi ottenuti grazie ad uno sciocco fallo di Anosike.
La musica non cambia nel secondo quarto, con la Consultinvest a mantenere un costante controllo sul match e la Sidigas che segna con il contagocce ed ha grossi problemi in cabina di regia; due liberi di Raspino danno subito il massimo vantaggio e poi, nel prosieguo, raggiunge anche il + 11 (36-25) grazie ai soliti tiri liberi di Ross.
Il primo tempo potrebbe chiudersi ancora più in bellezza per i padroni di casa, ma arrivano alcune palle regalate agli avversari che consentono ad Avellino di chiudere sotto la doppia cifra di svantaggio (36-28) e con qualche speranza in più di rimonta.
Poi per la Consultinvest è arrivato il terzo quarto del raccapriccio in cui è difficile spiegare cosa sia passato per la testa dei ragazzi di Paolini e dare la perfetta idea di quello che si è visto sul campo; forse più di tante parole dicono le cifre che, nei dieci minuti del terzo quarto, hanno visto la Consultinvest esibirsi in un incredibile 0/17 dal campo e con soli 7 punti segnati dalla linea dei tiri liberi; il tutto mentre dall’altra parte Avellino metteva a segno 31 punti facilissimi e, nello specifico, Banks tagliava a fette la difesa avversaria con 14 punti in dieci minuti.
Per i padroni di casa i primi punti arrivano addirittura dopo 7 minuti con un tiro libero di Raspino, ma nel frattempo la Sidigas era arrivata sul 52-36 con un parziale che, considerati anche gli ultimi punti del secondo quarto, è un incredibile 27-0; nel prosieguo delle frazione la Consultinvest trova altri punticini a goico fermo ma il parziale si chiude comunque sul 59-43 ospite.
La partita finisce qui e non ha più niente da raccontare, anche perché la Consultinvest non riesce a riordinare le idee neanche negli ultimi dieci minuti, mentre dall’altra parte Banks continua nella sua opera di distruzione della difesa biancorossa prima di cedere il testimone ad Harper per i minuti finali.
Dieci minuti di garbage time portano quindi il punteggio finale sul 62-77; la Sidigas può festeggiare così l”interruzione della sua serie negativa e, a pochi chilometri da Avellino, anche Caserta può festeggiare per l’incredibile resa pesarese e per essere riusciti a completare la rimonta sulla formazione di Paolini
Consultinvest Pesaro – Sidigas Avellino 62-77
Parziali (20-14; 16-14; 7-31; 19-18)
Progressione 20-14; 36-28; 43-59
Tabellini
http://www.legabasket.it/game/66/66211.html
Mvp: dopo i primi due quarti in cui ha giocato senza troppa convinzione, un po’ come hanno fatto tutti i suoi compagni di squadra, nel secondo tempo Adrian Banks si è letteralmente scatenato e, non trovando alcuna opposizione dalla difesa di Pesaro, ha messo a segno 19 dei suoi 27 punti complessivi, con un 11/15 complessivo al tiro che la dice lunga sulla sua onnipotenza contro i pari ruolo avversari
Wvp: forse non è stato il peggiore in assoluto ma da Chris Wright, dopo le sue due convincenti partite d’esordio, ci si aspettava partita di ben altro spessore; invece il playmaker si è rivelato sin da subito con le idee piuttosto confuse e nel secondo tempo ha trascinato con sé nel marasma tutti i suoi compagni di squadra, il tutto acuito dal fatto che di fronte aveva l’anello debole degli avversari, ovvero quel Gaines che ha terminato la partita con un desolante 0/9 al tiro
Spogliatoi
Paolini: è ovvio e doveroso chiedere scusa al pubblico, che aveva dimostrato di crederci più di noi nella vittoria di oggi. Il terzo quarto dimostra inequivocabilmente che non eravamo adeguatamente motivati per questa partita e questo ha dell’incredibile, perché se vogliamo salvarci dobbiamo lottare su ogni pallone, provare a vincere ogni partita e di sicuro non possiamo permetterci di regalare un quarto a nessuno; a maggiore ragione contro una squadra come Avellino che ha un grande potenziale offensivo, come dimostrano i 31 punti segnati in dieci minuti. Quasi inutile dire che dobbiamo assolutamente cambiare atteggiamento; dobbiamo guardarci negli occhi e decidere cosa vogliamo fare: se vogliamo rialzarci subito a testa alta o se vogliamo continuare a prendere mazzate come quella di questa sera. Voglio solo citare come esempio per il futuro la prestazione di Tommaso Raspino, che oggi ci ha sempre provato, ha lottato fino all’ultimo e ha dato tutto sé stesso; per il resto direi che abbiamo ampiamente deluso il pubblico e di questo chiedo scusa e mi assumo la responsabilità
Vitucci: ci sono partite che valgono un po’ di più delle altre e questa, per noi, era una di quelle, perché rappresentava uno step importante nella nostra stagione. L’importanza per noi di questo match si è vista forse nei primi due quarti, quando siamo stati aridi in attacco e molto insicuri in genere; poi ci siamo sbloccati e penso di potere dire che abbiamo meritato la vittoria contro una squadra che comunque veniva da un buon momento, che ha un certo potenziale offensivo e ha delle buone individualità. Spero che questa vittoria rappresenti una ripartenza per rimetterci nei binari giusti e per raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati nella stagione.
Giulio Pasolini