Taliercio gremito in ogni ordine di posti per una sfida classica da testa coda, con la Reyer che vuole approfittare del passo falso di Reggio Emilia nel derby per prendersi un primato solitario che aggiornerebbe gli annali della storia orogranata; dall’altra invece una Pasta Reggia con l’acqua alla gola, che vede anche Pistoia allontanarsi a 6 punti, e che ha bisogno di schiodarsi da quota zero, per provare a soffiare sul collo di Pesaro, sconfitta a Milano, Varese uscita con le ossa rotte dal derby a Cremona e Capo d’Orlando, che attende nella gara del lunedì la Dinamo Sassari.
Alla fine la vittoria se la prende una Reyer più cinica, brava in avvio a prendersi tiri facili e costruirsi un vantaggio discreto, a riprendersi dopo la rimonta casertana, forgiata dai tanti attributi sull’asse Tommasini-Ivanov, e che addirittura scrive un vantaggio di sei punti alla pausa del 30′. La fine però è orogranta, con un successo portato a termine con una prestazione di squadra che davvero impressiona per completezza e intelligenza cestistica, due marchi di fabbrica che sono etichettati dalla fucina di Charlie Recalcati, che ha dato identità e spaziature offensive, nonchè di Walter De Raffaele, quasi un defensive coordinator che sta a bordo campo a sudare con i suoi e telecomandarli al punto giusto. Una gara dominata da Julian Stone e Hrvoje Peric, autentici trascinatori della squadra lagunare. Il croato mette 24 punti con 10/14 dal campo, con 9 rimbalzi catturati, ma soprattutto 3 palle recuperate nell’ultimo quarto che diventano decisive. Il play ex Raptors è bravo a leggere le situazioni e a prendere la squadra nel mano nel quarto periodo, segnando canestri decisivi (18 punti e 6 assist). Venezia ha un collettivo pazzesco, con Dulkys (10 pti) che fa la differenza con le sue conclusioni piedi per terra nel primo tempo, mentre Viggiano molto silenzioso in attacco nel finale si mette a uomo su Young annullandolo (18 punti, 7 rimbalzi e 3 assist per l’ex Pacers con tante letture per i compagni, spesso non sfruttate). Ress (14 pti e 5 rimbalzi senza errori dal campo) ed Ortner (6 + 6) si fanno trovare pronti ed aggiungono solidità, Ceron, chiamato a molti minuti sul parquet, risponde presente, mentre Goss (11 punti, 5 assist ma brutte percentuali) tra luci e ombre comunque fa il suo. Caserta oltre a Young manda 4 uomini in doppia cifra, col solito Ivanov a sgomitare in vernice (13 punti, 3 rimbalzi e 4 assist), un Mordente da 10 punti (3/3 dalla lunga) e un Tommasini leonino (10 per lui con tanta sostanza e attributi quando serve) che fanno da contraltare a un Moore che stasera oltre alla solita sterilità offensiva non offre nemmeno gli assist che lo contraddistinguevano in positivo. Nonchè Gaines, fantasma sul campo e tenuto spesso fuori da Markovski anche per i suoi limiti difensivi. Odore di taglio per uno di questi due o forse per entrambi. Intanto per la Juve zero vittorie e otto sconfitte, le cose si fanno serie e pesanti.
Quintetti modificati alla vigilia, con Venezia che vede Dulkys nello starting five, dopo la bella prestazione dello scorso weekend, mentre Zare Markovski, applauditissimo ex, dopo la bella prova con Cantù sceglie la coppia rodata Scott – Michelori da subito nella frontline, lasciando in panchina inizialmente Ivanov. Polveri bagnate all’avvio su ambo i lati, Venezia fa circolare la palla ma sbaglia i piazzati, Caserta trova il fondo del secchiello con la penetrazione di puro talento per Young. Quando la Reyer trova la mattonella giusta dall’angolo, la Juve non ha di che rispondere. Peric prima e Ress poi firmano un mini parziale di 5-0 che dà ritmo agli orogranata, col solo Young che muove il tassametro per gli ospiti. Markovski toglie uno svogliato Gaines in difesa inserendo Tommasini anche per contrastare le lunghe leve di Stone (che in difesa si prende cura di Young e con ottimi risultati), ma quando i ragazzi di Recalcati trovano il campo aperto arrivano punti facili, col pick and pop finalizzato da Ress (Michelori non può blitzare a tanti metri dal canestro) e la schiacciata di Stone per il 10-4. Non esiste alternativa a Young per Caserta in attacco, arrivano forzature dall’ex Pacers e palle perse e brutte letture dal resto dell’attacco. Quando Peric spara la terza bomba di serata per i lagunari è già +9 al 5′ (13-4). Con le percentuali incredibilmente congelate e una difesa che fa acqua, dopo la terza penetrazione subita dal mezzo angolo che porta punti e/o falli, il coach casertano va col timeout per provare a fermare l’emorragia. Ivanov, mago del pick and roll, si fa trovare pronto sull’ennesima iniziativa che passa dalle mani di Young, ma il rientro difensivo dei casertani è davvero inguardabile e per Goss prima e Ress poi è fin troppo facile realizzare indisturbati dalla corta distanza. Le buone notizie per la Juve arrivano, oltre che dal solito Ivanov, dal bonus acquisito, che regala qualche punto a cronometro ferma che serve a tenere il margine ancora ad una distanza di sicurezza. Un 2/2 di Antonutti scrive 18-12 al minuto numero 8, quando Caserta sembra finalmente averne anche difensivamente, ma Gaines spreca in contropiede e la schiacciata di Peric sono un film perfetto per questo primo quarto. Quando anche il giovane Ceron arriva ad appoggiare al vetro poco contrastato, ed Ortner, sgomitando, a depositare sotto misura, il vantaggio è in doppia cifra, ma a battere la sirena è Antonutti col jump dalla media, per il 24-16 al primo stop and go. Vantaggio giustificato da un perfetto range di tiro (7/10 da 2 e 3/6 dalla lunga) nonchè dalle ottime letture sugli scarichi che han sempre trovato qualcuno libero da servire.
Il secondo quarto si apre con il tecnico per flopping a Scott, punito con grande precisione da Goss dalla lunetta e da Ortner, ancora misteriosamente libero, dalla media distanza, per il massimo vantaggio lagunare sul +11. Si è già perso al 12′ il conto delle palle perse bianconere, ma per fortuna c’è di tanto in tanto qualche sprazzo di pallacanestro con Ivanov che serve Tommasini che segna e subisce il fallo, sbagliando però un libero importante. La grande velocità di Venezia fa soffrire la difesa Juve, che però ha delle buone letture da Young, che viste le basse percentuali si mette a servire i compagni, come Michelori che sgomita, appoggia al vetro e subisce anche lui il fallo, realizzando anche il libero del -6. Se l’infrazione di passi di Ortner per voglia di fare in transizione ci può stare, quella di otto secondi di Moore è davvero difficile da spiegare: per fortuna di Caserta il post basso con il totem Ivanov è una chiave non da poco, e se poi il bulgaro si metta anche a sparare dalla lunga distanza il rientro è cosa fatta al 14′ (27-24). Stone rialza i suoi con una tripla da distanza Nba, ma l’intensità della Juve che attacca bene la 3-2 e lotta a rimbalzo e soprattutto le buone scelte di Tommasini, che mette la tripla di cattiveria, regalano il -1 al 26′. Venezia costruisce poco ma massimizza i possessi, trovando punti da tutti i suoi terminali, ruotati ad arte da Recalcati, ma ancora una volta spende prematuramente il bonus, stavolta addirittura a 4′ dalla fine, e Caserta prova a rintuzzare. Antonutti si fa trovare pronto con l’uscita dai blocchi ed i “passetti” alla Ray Allen ed incredibilmente è sorpasso JuveCaserta, sul 32-33, quando però Young commette il suo secondo fallo e viene sostituito da Sergio, che si prende neanche pochi secondi dopo la tripla in faccia di Dulkys, stasera davvero on fire. Senza fiducia e senza più ritmo, anche grazie ad una maggiore intensità bianconera, esplicata da Tommasini, Venezia ha bisogno di ritrovare le sue individualità con Ress che arriva al ferro prendendosi il prezioso secondo fallo di Ivanov, dominatore dell’area colorata, e segnando i due liberi che servono a mettere di nuovo i ragazzi della laguna col muso avanti. La 3-2 molto flottata ordita da coach Recalcati serve a ingolfare le spaziature dei campani, che avendo sprecato anche il bonus cadono nella trappola ordita ad arte da Phil Goss che è bravo ad evidenziare il contatto e a muovere il tassametro a cronometro fermo. Stone segna la tripla ben costruita, Mordente buca finalmente la zon press avversaria, ed alla pausa lunga la Reyer è avanti 42-38.
Il secondo tempo si apre con il contropiede e la schiacciata di Jeff Viggiano, dopo un paio di ottime conclusioni ben costruite da Young ma sbagliate nella finalizzazione dai suoi compagni seppur liberi, con Moore ampiamente battezzato dalla difesa lagunare. Il terzo fallo di Michelori costringe Markovski a toglierlo dal campo, con l’inserimento di Antonutti al fianco del solito e spento Scott. Nel mezzo di tanti errori da ambo le parti Young si prende la penetrazione segnando e subendo il fallo, concretizzano il gioco da tre punti per il -2 al 23′. Improvvisamente i ritmi si alzano, con il tap in volante di Peric prima e la tripla di Scott che si susseguono in un amen, ma la brutta notizia notizia per la Juve è il bonus speso con 6′ ancora da giocare, e Stone ne approfitta immediatamente. Venezia decide di rimettersi a zona, con cui sembra davvero imbrigliare al meglio l’attacco casertano che non può contare sui tanto temuti uno contro uno di Young, ma soprattutto questa scelta spinge Markovski a tenere fuori Ivanov che non avrebbe nessuno contro cui sgomitare a rimbalzo. Peric e Young vanno di astuzia e tocco a conquistare rimbalzi offensivi e a mantenere le distanze, ma ogni volta che gli orogranata vanno in attacco, tornano a casa con punti e/o liberi a bersaglio. Mordente, entrato per il terzo fallo anche di Tommasini, spara la bomba del 52-50, cui segue il canestro della parità nel traffico di Scott che vale la parità al 26′. E Recalcati non ci sta e va col timeout. Nel momento del bisogno Peric risponde sempre presente, con la tripla pesante, Moore si prende un dubbio fallo e dalla lunetta fa un 2/2 ancor più importante per i suoi. Il play ex Siena University non è però nel suo campionato migliore, e si vede dal fatto che perda completamente Goss che mette la bomba dal parcheggio, spedendo l’americano in panchina. Dal possibile gancio del ko Venezia si prende un mini break pesante, prima con la magia di Young, poi col contropiede di Scott, che si prende anche il fallo tecnico di Peric (flopping) senza segnare il libero. Caserta spreca l’extra possesso perdendo l’ennesima palla di questa stagione con una rimessa sciagurata, ma non viene punita e anzi con l’1/2 di Ivanov mette il naso avanti mentre si entra nell’ultimo minuto del quarto. La Reyer sembra aver perso il manubrio e perde un altro brutto pallone e se Young inventa un assist da campione per Tommasini, regalandogli 8 metri di spazio, la tripla arriva per il massimo vantaggio campano sul +4. Goss, in un momento no, forza e sbaglia non di poco, ma l’ultimo sussulto è la tripla di Mordente che vale il 59-65 all’ultimo mini riposo.
Caserta vola sul +9 con la tripla di Young, ci pensa Ortner a sfatare il tabù in tacco della Reyer con la solita verve in vernice. Recalcati ripropone la 3-2, ma può gioire anche e soprattutto per il ritrovato vigore di Goss che va col jump forzato e messo a bersaglio. Le palle recuperate e la possibilità della transizione primaria servono a cambiare le carte in tavola per i veneti, Ceron ci mette il cuore ma sembra non bastare e quando anche Gaines (tra l’altro con una evidente infrazione di passi) riesce a segnare, la gara sembra compromessa per i padroni di casa, che sbagliano tiri ben costruiti. Come spesso succede però, quando la palla scotta, ci pensa Peric a segnare il canestro del 65-70 su cui Markovski ferma tutto per chiamare timeout, da cui si rientra col grande escluso Young, reo di aver perso una palla sanguinosa. Stone è sempre un asso nel buttarsi dentro e subire fallo, imbucando dalla lunetta e riportando ad un solo possesso le due squadre, Moore e Gaines combinano il solito pasticcio con le palle perse e Zare sceglie di andare con Tommasini e di far fuori l’americano, già prima di questa gara in odor di taglio assieme alla guardia. Stone fa vedere perchè ha giocato in Nba e, non essendo marcato da Young, segna una tripla direttamente da Mestre. Arriva l’ennesima palla persa casertana su cui Venezia risorpassa con Dulkys, tanta confusione e Peric (in calcistico netto fuorigioco) va a realizzare il +4. Un break che fa male e che testimonia la fragilità di una Pasta Reggia che ancora una volta regala il possesso ai lagunari, stavolta spendendo infruttuosamente i 24″. Nel momento del bisogno ci pensa Sam Young a tirare la carretta per i suoi, segnando e subendo il fallo, col gioco da tre punti concretizzato che vale il 74-73 a 3’30” dalla fine. Col bonus speso dalla Pasta Reggia Venezia si butta dentro, con Stone che regala una magia con la parabola morbida alla Navarro. Peric con la tripla riporta a 6 le lunghezze di vantaggio, poi va col furto con scasso che di fatto chiude i giochi. Ci pensa Ress a chiuderla dalla lunetta, col vantaggio che va in doppia cifra. Il resto è garbage time. Finisce 88-76.
UMANA REYER VENEZIA – PASTA REGGIA CASERTA 88-76
Parziali: 24-16; 18-22; 17-27; 29-11
Progressione: 24-16; 42-38; 59-65; 88-76
Tabellini
Domenico Landolfo