Sfida tutt’altro che semplice da commentare per la Juve Caserta, che subisce una lezione di basket non certo dalle tinte soft contro una Sassari che ha di sicuro il pregio di essere in una condizione di forma più avanzata, ma che aveva l’assenza pesante di Dyson, nonchè quelle di Chessa e Tessitori, a limitare una rotazione a pochi giocatori, ciascuno dei quali ha dato il suo contributo. Il 78-59 finale è pesante, così come l’anno scorso era successo altrettanto per la squadra di Molin, che forse mal digerisce il parquet pugliese, ma l’evidenza è che si dovrà ancora lavorare e parecchio per porre rimedio a una squadra, quella bianconera, che ha palesato evidenti limiti difensivi e che in attacco è stata troppo soggetta alle fiammate dei suoi singoli, specie senza Moore in campo a mettere ordine.
C’è sfida vera solo per i primi 10 minuti, quando comunque Sanders e Sosa fanno capire che i tempi di Drake non sono tramontati. Nel primo quarto la squadra di Sacchetti corre e spara come da par suo, con Caserta che prova con scarsa fortuna a fare altrettanto. Logan gestisce in maniera magistrale i suoi, Todic uscendo dalla panchina è una sentenza in qualsiasi azione e il vantaggio piano piano cresce. La Juve perde subito un Howell, che aveva avuto un buon impatto, carico di falli, e Young non sembra in palla specie quando si trova a giocatore in isolamento contro la difesa dei sardi che si chiude bene e lo limita. Solo Moore con la sua energia e velocità spezza qualche lancia a favore dei bianconeri, sotto 23-16 alla prima pausa.
Si riprende ma ci si ferma dopo poco perchè un blackout generale manda in tilt il palazzetto, gara sospesa per un quarto d’ora circa e dalla ripresa possiamo dire che c’è solo una squadra in campo. Ancora Todic, ma ancor di più un Logan eccezionale permettono alla squadra di Sacchetti di piazzare un devastante 16-5 in finale di tempo che di fatto ammazza la partita e che fa chiudere le ostilità di metà gara sul 25-47.
Il terzo quarto vede Sassari cercare i preziosismi: un paio di alley op spettacolari per Brooks e Lawal, nonche’ una tripla sulla sirena del solito Logan che fan togliere il cappello e che il pubblico apprezza, ma Molin, che nell’intervallo si è fatto sentire sprona i suoi a dare di più specie in difesa e le cose migliorano anche in attacco, dove Howell dal post basso produce qualcosa, ma soprattutto quando Moore e Gaines combinano punti, triple e tanto gioco. Con un mini parziale nel finale di quarto, i casertani provano a tornare in scia, anche se il 63-45 è comunque un passivo pesante.
Il quarto periodo è una sorta di garbage time, in cui i due coach provano qualcosa di nuovo. C’è tempo per alcune giocate spettacolari, come quella di Sam Young che manda al bar la difesa e poi vola a schiacciare. Per il resto poco altro da segnalare. Juve che esce sconfitta e che giocherà la finalina di consolazione, mentre una pimpante Sassari si merita la finale.
Interessante fare alcune considerazioni su entrambe le squadre: Sassari ha tanta benzina nelle gambe e coach Sacchetti ha già saputo imporre la sua pallacanestro, con i giocatori che si sono calati nel ruolo di interpreti di una pallacanestro fatta di sinergia e di tanti tiri. Quello che però ha sorpreso è la grande duttilità tattica dimostrata in difesa, con Lawal che è un totem imponente e dotato di grande atleticità, Brooks e Sanders possono ricoprire parecchi ruolo e non van sotto nell’uno contro uno contro nessuno, mentre anche i play han sacrificato gambe e ginocchia con qualche scivolamento in più. Con questo atteggiamento si può pensare in grande, anche pensando all’inserimento di Dyson che potrà ampliare notevolmente le scelte e permettere maggiore equilibrio.
Sul fronte opposto di Caserta si può dire che ha steccato la gara con i primi due quarti, e specie il secondo a tratti difficili da spiegare. C’è stato un momento in cui si è persa un po’ di vista la gara e nel quale ad un attacco sterile è corrisposta una difesa troppo permissiva, un errore imperdonabile specie contro una Sassari che ha avuto percentuali idilliache. Malissimo ai tiri liberi, con tanti, troppi errori, da salvare la reazione finale e qualche bella trama offerta da Moore, migliore dai suoi per distacco, assieme a Gaines, che quando chiamato al tiro ha risposto presente. Attenderemo le prossime gare per avere un quadro più nitido, è ancora presto per dare giudizi, ma il lavoro da fare è tanto.
BANCO SARDEGNA SASSARI – PASTA REGGIA JUVECASERTA 81-59 (23-16; 47-25; 63-45)
DINAMO SASSARI: Brooks 13, Todic 18, Vanuzzo 2, Sanders 6, Devecchi 2, T.Sacchetti 3, Lawal 12, Logan 13, Sosa 12. All. Sacchetti.
JUVECASERTA: Gaines 16, Mordente, Sergio ne, Young 13, Michelori 2, Howell 13, Vitali 4, Tommasini, Scott 4, Moore 7. All. Molin.
Nico Landolfo