L’Umana Reyer comunica ufficialmente di aver rinnovato a Francesco Benedetti, su base pluriennale, il ruolo di responsabile del settore giovanile orogranata. Una conferma che vuole essere garanzia di continuità e consolidamento per far crescere ulteriormente quel settore giovanile, cuore del progetto Umana Reyer, che in questi anni è riuscito a stabilire record senza precedenti per il basket italiano. Un progetto di coinvolgimento e partecipazione dei giovani che anche il prossimo anno potrà contare su dieci squadre Umana Reyer maschili e femminili dall’Under 13 all’Under 19, centinaia di bambini del minibasket più 23 società e oltre 4500 giovani nell’orbita orogranata grazie all’adesione al Progetto Reyer da parte delle realtà sportive del territorio metropolitano.
“Ringrazio di cuore il Presidente Luigi Brugnaro e Federico Casarin per avermi dato la possibilità di proseguire questo percorso che ho avuto la fortuna e il piacere di iniziare sette anni fa. Sono stati anni di dedizione alla causa da parte di tutti coloro che ne hanno fatto parte, anni di emozioni incredibili e impagabili a partire dai successi delle prime squadre, fino alla conquista degli scudetti giovanili e al debutto dei nostri giovani in serie A. Un continuo miglioramento reso possibile grazie al grande impegno di tutti coloro che collaborano con la società: dagli allenatori, ai dirigenti, agli accompagnatori, fino ovviamente alle famiglie dei ragazzi. Certamente ora siamo chiamati a migliorarci ulteriormente anche per ripagare la voglia e la disponibilità di investire nel settore giovanile da parte dell’Umana Reyer, che dimostra con i fatti di puntare molto sul vivaio, in controtendenza con il panorama nazionale. Con la consapevolezza che creare e far crescere un settore giovanile richiede anni di lavoro, va inoltre riconosciuto alla società che la possibilità di poter ragionare su base pluriennale è un’altra evidenza della ulteriore volontà di migliorarsi sempre nonché è garanzia di continuità per i ragazzi. Oltre a questo, per poter crescere serve un lavoro di squadra da parte del territorio, inteso in ambito metropolitano, per permetterci di competere con realtà altrettanto metropolitane. Senza quindi l’apporto delle società che aderiscono al Progetto Reyer non saremmo altrettanto competitivi. Ecco perché è fondamentale una partecipazione collettiva e che tutti remino nella stessa direzione”.
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