Chieti, 8 maggio 2014 – “Non tutti i sogni finiscono in gloria”, recita un vecchio adagio. I sogni di Chieti sportiva si infrangono contro le ambizioni degli Stings Mantova, scesi in Abruzzo per chiudere la pratica e continuare una scalata che, alla luce della impressionante prova di forza di stasera, non pare una chimera. Troppo superiore su tutti i fronti, Mantova ha preso subito in mano le redini dell’incontro, è sempre apparsa in controllo, non si è scomposta quando Chieti ha prodotto il suo massimo sforzo per rientrare in partita e, infine, ha dilagato. Dalla Proger, tuttavia, questa sera il caloroso pubblico di casa si sarebbe sicuramente aspettato qualcosa di più.
Primo quarto. Parte bene Chieti con 4 punti consecutivi di Deloach e Soloperto a battersi e conquistare falli in area. Nardi, però, con una tripla lascia subito intendere con chi si ha a che fare. Pignatti è più rapido di Shaw e lo brucia sulla linea di fondo costringendolo al fallo, Nardi, in sospensione, opera il primo (poi definitivo) sorpasso. Cardillo replica con uno splendido movimento in post basso chiuso con una schiacciata, ma la Dinamica ha ormai preso le misure ed inizia a chiudere l’area, Passera è costretto a forzare e la susseguente transizione è chiusa ancora da Nardi (7 punti nei primi 6 minuti). Alla seconda persa da Soloperto in attacco, primo timeout per Bartocci. Il pick and roll ospite cresce in rapidità ed efficacia e in un amen induce il secondo fallo sia per Passera che per Shaw, a breve rilevati da Gialloreto e Comignani, mentre Jefferson e ancora Nardi allungano dalla lunetta. Comignani si apre bene e prova dall’angolo, senza fortuna, Soloperto in allontanamento realizza un bel canestro dalla media, ma prima Jefferson (ancora 2/2 ai liberi), poi il subentrante Clemente con un gioco da tre punti, marcano il primo vantaggio in doppia cifra per chi viaggia (8-19 all’8′). I lombardi sanno anche variare i loro giochi, Lamma porta Gialloreto in post basso sovrastandolo fisicamente e costringendolo al fallo (tutta la gara dei teatini sarà costellata di falli). A questo punto Morea getta nella mischia i giovani Alibegovic ed Allodi, forse pagando dazio in esperienza: Comignani, con un gioco da tre punti, e poi Deloach dalla lunetta rosicchiano qualcosa e si va al riposo sul 13-22. Mantova, comunque, dà la sensazione di avere la partita saldamente in pugno, grazie ad una grande difesa del pitturato e ad un P&R ben eseguito a spese dei troppo lenti e fallosi dirimpettai.
Secondo quarto. Chieti accenna una zona 2-3, con annesso recupero, Comignani opera il classico schema a sfruttare il lato debole portandosi in angolo ed esibendo una buona meccanica di tiro. Mantova, però, si riprogramma rapidamente, forte della fluidità della propria circolazione e complice qualche ritardo di posizionamento della difesa di casa, e riprende a punire con Lamma e Clemente il quale, in difesa, “spazza” tutto ciò che si avvicina al proprio canestro con le sue lunghe leve (15-27 al 12′). Finalmente un bel movimento dal post da parte di Shaw contro le torri lombarde, ma gli ospiti hanno una marcia più alta nella circolazione, liberando due volte consecutive Alibegovic sul lato debole, prima in angolo, poi sotto canestro: 17-29 al 14′, Passera già al terzo fallo e ancora timeout Proger. Gli Stings continuano indisturbati a macinare il loro gioco, Clemente e Jefferson si alternano nel “mangiare in testa” ai propri marcatori, lo stesso Alibegovic eleva il suo coefficiente realizzativo con una penetrazione frontale, mentre il P&R Passera-Shaw si spegne sul primo ferro. Quando Raschi prova a riaccendere gli animi con una tripla, Alibegovic è pronto alla replica, tra lo sconforto generale (22-38 al 17′). Chieti deve tornare a zona, per arginare l’asse play-pivot ospite e limitare i falli e la mossa dà i suoi frutti, consentendo di accorciare un po’ in contropiede, con Deloach e poi con Shaw. I problemi sorgono contro la difesa schierata: Deloach giostra da play, chiama i suoi lunghi in post alto e cerca i blocchi per attaccare in penetrazione, ma il ferro ospite è davvero ben presidiato! Però la zona, sia pure a singhiozzi, funziona e, se non altro, Mantova non segna più. Si va all’intervallo lungo sul 28-40.
L’impressione è che il -12 sia grasso che cola per una Proger un po’ spenta, in evidente difficoltà su ambo i lati nel reggere l’uno contro uno in tutti e cinque i ruoli, in crisi sui pick and roll e sui mismatch creati dagli ospiti e già carica di falli. Malino Soloperto e Shaw (6 punti in due), Deloach è a quota 8 ma fatica ad innescare il suo gioco in velocità, trovando il pitturato ospite chiuso. Meglio Comignani (a quota 7) portandosi sul perimetro. Tutto bene per gli ospiti, capaci da subito di dettare i ritmi alla gara, benissimo Clemente (alla fine per lui sarà percorso netto al tiro!) e Jefferson, Nardi un primo tempo da categoria superiore, ma tutti, in generale, si esprimono su livelli insostenibili per la Proger di stasera. Il punteggio ancora non uccide le speranze abruzzesi, ma è quanto visto in campo che non lascia molto spazio per sognare…
Terzo quarto. Bartocci alterna zona e uomo e Chieti parte bene, cercando e trovando Soloperto in post basso. Pignatti si fa chiamare un tecnico che i padroni di casa fanno fruttare al massimo, risalendo fino al -8 (34-42 al 24′). Il PalaLeombroni si infiamma e prova a trascinare le Furie alla rimonta. Deloach chiude in ritardo sul tiro frontale di Ranuzzi, il quale, però, manda i suoi in bonus. Sanguinoso 0/2 dalla lunetta per Cardillo, che poi spende il suo 3° personale su Nardi. Finalmente il gioco si fa più veloce e Deloach e Passera trovano negli spazi il loro habitat naturale (37-47 al 25′). Solo 7 punti in oltre 5 primi per gli Stings che chiamano un minuto per ragionarci su: le difese alternate della Proger hanno inceppato i finora perfetti ingranaggi mantovani, complici anche le percentuali dall’arco non in linea con le medie stagionali. Chieti rientra col doppio play, Passera taglia e riceve da Gialloreto, chiama il P&R con Soloperto e sfrutta il blocco per concludere in layup: tutto ben eseguito, ma la palla danza sul ferro, ma poco dopo ci pensa Gialloreto a scaldare i suoi tifosi dall’arco, con la specialità della casa. Ancora -8 per Chieti e speranza ancora vive. Jefferson in area chiama falli e risulta implacabile ai liberi, mantenendo le distanze. Bartocci le prova tutte: ruota i lunghi, disegna P&R, Deloach tenta il “penetra e scarica” per Soloperto dalla media (la conclusione è nelle sue corde), ma il ferro lombardo le sputa tutte. La Dinamica, dall’altra parte, non si scompone più di tanto: attacca la matchup sfruttando la rapidità dei sui esterni sui mismatch, continua a disegnare giochi a due play-pivot, smazza assist sotto canestro, dove i coloured sono quasi una sentenza, salvo subire fallo. Dalla lunetta la mano non trema ed al 28′ è di nuovo più 14 per gli ospiti. Botta e risposta Jefferson-Soloperto, ma sul finale del parziale Alibegovic dilaga, complice l’incertezza teatina nello schierare la difesa! All’ultimo riposo si va ancora con il massimo vantaggio ospite: 42-59. Chieti ci ha provato, ma la fiammata è durata poco, il divario non permette voli pindarici…
Quarto quarto. Raschi sugli scudi in penetrazione, ma già al secondo tentativo Jefferson gli ha preso le misure e gli rifila una stoppatona. Comignani si sbatte nel raddoppiare sul portatore di palla e viene premiato con un buon recupero, ma in attacco la Proger continua a faticare di brutto. Continua, però, a crederci ed aumenta l’intensità difesiva, favorendo il contropiede di Deloach (sempre irrefrenabile quando ha campo). Comignani, forse il più positivo dei suoi, si produce in un bel duello con Clemente su ambo i fronti, Chieti prova ancora la zona, ma nuovamente Lamma la taglia bene, ricevendo e realizzando da sotto e conservando un margine di sicurezza (48-63 al 33′). Chieti gioca il pick and roll, Raschi riceve in post alto e cerca di chiudere il triangolo verso Soloperto che ha “rollato”, ma il suo assist è fuori misura e destinato ai cartelloni pubblicitari. Clemente, invece, si produce in un balzo, riesce a recuperare la palla e ad aprire subito il gioco per i compagni, innescando un rapido contropiede chiuso con una tripla piedi a terra: 48-66 al 36′ e partita in ghiaccio, con un’azione sorprendente che esemplifica la forza atletica e lo spirito di questi Stings. Fino alla fine sarà garbage-time, con Alibegovic che allunga impietosamente. La gara si chiude sull’eloquente 52-81. La Dinamica stacca prepotentemente il biglietto per le semifinali e può a buon diritto continuare a sognare. La Proger Chieti si consegna al prolungato applauso del suo popolo, comunque soddisfatto per le emozioni di una stagione positiva.
MVP: Jefferson. Atletismo e sostanza, 15+13 e tanto, tanto altro!
Chiave tecnico-tattica: la superiorità tecnica ed atletica degli ospiti, la difesa a uomo attenta e puntuale, la chiusura, spesso insuperabile, operata dai lunghi sul pitturato, limitando tanto i giochi in post basso dei teatini, quanto le penetrazioni di Deloach e compagni, la fluidità del gioco in attacco, imperniato sul P&R al quale la Proger ha saputo opporre poca resistenza…
Proger Chieti – Dinamica Mantova 52-81 (13-22, 15-18, 14-18, 10-23)
Proger Chieti: Gialloreto 3 (0/4, 1/1), Comignani 9 (4/4, 0/5), Raschi 5 (1/3, 1/3), Passera 5 (0/7, 0/2), Cardillo 6 (3/3, 0/1), Deloach 12 (5/6, 0/2), Soloperto 6 (3/10), Shaw 6 (1/3, 0/2) N.E.: Bini, Di Emidio
Allenatore:Bartocci
Tiri Liberi: 12/17 – Rimbalzi: 35 28+7 (Soloperto 11) – Assist: 8 (Gialloreto, Raschi, Deloach 2) – Cinque Falli: Shaw
Dinamica Mantova: Vecchio, Leon Jefferson 15 (3/6), Lamma 8 (1/2, 1/2), Clemente 12 (5/5), Ranuzzi 7 (3/3, 0/2), Anthony Roman Nardi 16 (5/11, 0/1), Alibegovic 15 (3/5, 3/6), Pignatti 2 (1/6), Allodi 3 (0/2, 1/1), Losi 3 (0/4, 1/4)
Allenatore:Morea
Tiri Liberi: 21/27 – Rimbalzi: 34 28+6 (Leon Jefferson 13) – Assist: 12 (Lamma, Anthony Roman Nardi, Losi 3)
Marco Calvarese