Roma, 27 novembre 2013 – Roma esce dalla Eurocup nella maniera più indecorosa possibile, perdendo al Palazzetto 60-61 contro un Mons che fino ad oggi aveva collezionato nella competizione solo figuracce.
La figuraccia questa volta l’ha fatta la Virtus in una serata nera, funestata oltretutto dall’infortunio di Mbakwe e da un finale di partita agghiacciante dove si è rasentato il delirio. Tutto il secondo tempo romano, a dir la verità, può e deve essere etichettato come uno degli spettacoli peggiori visti a Viale Tiziano negli ultimi anni.
A fine partita coach Dalmonte dirà che questa sera questa squadra ha perso il rispetto dei suoi tifosi, ed ha pienamente ragione perchè dopo la sirena finale sul parquet aleggiavano i fantasmi di un passato recente, mentre qualche tifoso invocava rabbiosamente il nome di qualche protagonista della scorsa stagione.
Cronaca:
Le avvisaglie che, malgrado la mediocrità dell’ avversario, non sarebbe stata una serata fortunata, arrivano dal riscaldamento con Mbakwe costretto a rientrare nello spogliatoio per un problema muscolare, senza contare l’assenza di D’Ercole per perduranti problemi alla spalla.
Dalmonte decide comunque di provarlo e parte con lo stesso quintetto iniziale di Cremona ossia Goss, Taylor, Righetti, Hosley e Mbakwe.
Partenza soft per entrambe e pochi canestri. Righetti spara la tripla del 5-3 a 5’50 poi i canestri di Randle (8 punti nel 1/4), rilanciano il Mons sul 8-12 .
Dalmonte rivoluziona allora il quintetto e si affida a Moraschini in regia e sostituisce un Hosley già partito con atteggiamento sbagliato (2 triple arrivate a malapena al ferro ed una palla persa), con Baron.
Mossa azzeccata, perchè la panchina confeziona un parziale di 13-0 che porta la Virtus prima avanti 18-12 alla prima sirena, e poi sul 21-12 a 7’30 del 2/4.
A 5’22 ricompare sul parquet anche il buon Hosley, che mette anche a segno due liberi in una serata dove il suo score finale dirà 6 punti complessivi di cui 4 dalla lunetta per un 1/10 totale dal campo. Fate voi.
A 38″ dalla fine Goss, anche lui in ombra ma come tutti, infila la tripla del +10 prima che dalla parte opposta Battle riduca lo svantaggio con una tripla ed un libero per il 38-32 che chiude venti minuti di basket di bassissimo livello.
Nel secondo tempo Mbakwe, che aveva giocato tredici minuti nella prima parte di gara, viene precauzionalmente lasciato nello spogliatoio, per lui una contrattura muscolare.
Con Eziuwku in campo i belgi banchetteranno a piacimento sotto canestro. Alla fine il referto dei rimbalzi sarà impietoso: 42-28 per il Mons con il solo Randle a catturarne 16.
Vabbè si sapeva, Roma quest’anno soffre sotto questa statistica un pò con tutti, però saprà sopperire alla mancanza con qualcos’altro. Ma cosa?
Nossignore. Ok senza centro titolare, ok senza il guerriero D’Ercole, tutto questo si può accettare. Quello che invece non può essere tollerato è l’atteggiamento avuto dai giocatori nei secondi venti minuti.
Eziukwu a 5′ 45 del 3/4 commette il suo quarto fallo e Roma di fatto si trova a dover giocare con un quintetto piccolo che combinerà disastri inenarrabili.
Il Mons tuttavia non è da meno nel festival degli orrori, e così Roma riesce a mantenersi avanti grazie alle triple di Goss, Jones e Righetti (frutto di iniziative personali in due casi su tre), ed a chiudere il 3/4 con un sottomano di Taylor sul 51-46.
Il Mons, sospinto dall’ urlo di una trentina di aficionados giunti a Roma più per turismo che per altro, a questo punto incomincia a crederci.
La Virtus senza idee, senza gioco, senza voglia, senza tutto insomma incomincia il suo lento cammino verso il collasso.
Una penetrazione di Vaden regala ai belgi il -2 a 6’30 sul 54-52.
Prima Moraschini e poi Jones ridanno il +4 a Roma ma il Mons a questo punto non molla più l’osso e sul 58-56 a 2’00 dalla fine due triple belghe del sorpasso, vengono respinte dal ferro.
A scherzare col fuoco ci si può scottare, ed è quello che capita alla Virtus.
A 1’15 dalla fine Eziukwu combina la frittata, siglando il suo quinto fallo e concedendo a Vaden il gioco da tre punti del sorpasso 58-59.
Taylor mette sul ferro una tripla, Muya fa 1-2 dalla lunetta e arriviamo a 33″ dalla fine sul 58-60 con palla in mano.
La perla della serata è comunque in arrivo, con Hosley che di sua iniziativa si prende in maniera affrettata, scellerata e folle una tripla da lontano senza alcun senso.
A 7″ dalla fine Battle ridà ancora una chance alla Virtus per salvare la faccia, siglando solo 1 dei due tiri liberi e portando lo score sul 58-61.
Non riesce il tentativo romano di costruzione della tripla dell’overtime (situazione che si ripete con una irritante costanza dall’inizio della stagione in situazioni di necessità), con Baron che a 3″ dalla fine viene mandato in lunetta e segna, probabilmente in maniera involontaria, anche il secondo libero.
Finisce male al Palatiziano, così come era finita male con il Gravelines e con Bonn. In sala stampa coach Dalmonte confermerà di non voler mollare. Qualche tifoso invece l’ha già fatto.
Sala Stampa
Dalmonte:
” Questa sera sono sicuro di una cosa, e mi scuso se sarò poco loquace. Io non mollo, i più paraculi chiedono scusa, quelli più incantevoli si inventano scuse.Io non faccio passi indietro e dobbiamo fare in modo che tutti siano sotto la stessa frequenza sull’ intensità, altrimenti l’ ateggiamento diventa irritante. Dobbiamo trovare una stabilità mentale e soprattutto ognuno deve pensare a migliorare sè stesso. La stabilità si acquisisce pensando alle proprie responsabilità piuttosto che pensare a quelle degli altri. Questa sera abbiamo perso il rispetto dei nostri tifosi.”
Hosley:
“Dobbiamo essere più consistenti e veloci. Sul discorso rispetto, è la prima volta che ne sento parlare. Io rispetto tutti, i compagni, l’ allenatore. quindi non so di che rispetto si stia parlando”.
Defraigne:
“Abbiamo vinto una buona partita in trasferta, dominando a rimbalzo e quella è stata la chiave del match. Nel finale abbiamo costruito un buon gioco perimetrale in attacco, dall’ altra non abbiamo concesso tiri aperti e costretto Roma a correre”.
Virtus Roma- Belfius Mons Hainault 60-61
Progressione: 18-12; 20-20; 13-14; 9-15:
Mvp: Randle, in una serata da 11 punti ma 16 rimbalzi e tutti i 1494 spettatori che hanno sfidato il gelo per assistere ad uno spettacolo simile.
Wwp: tutta la Virtus Roma, senza eccezioni.
Alessio Teresi
4 Comments
Davide
Dopo questa dichiarazione io Hosley lo avrei tenuto a pulire i cessi del Palatiziano.
Antonio
Meno male che non ho visto la partita altrimenti mi sarei mangiato il televisore.
Ci dev’essere un bel clima davvero nella squadra. Credo che in certe occasioni sarebbe meglio astenersi da mettere tutto in piazza. I panni sporchi si lavano in famiglia e, a volte, la forma fa anche sostanza.
Ma Alberani o il Presidente non intervengono in qualche modo?
Tremo al pensiero della partita con Milano, soprattutto se non si recuperano gli infortunati.
FRED
Su Hosley sono quasi in linea con Te Davide mentre, per Antonio, a me risulta che si stia già intervenendo, comunque il cammino in Europa significa che qualcuno partirà, poco ma sicuro, senza che ci sia un ricambio per ragioni economiche. Ma se va via la persona giusta, e ci siamo capiti, non credo proprio sia un male….
FRED
Chiedo venia, se il cammino in Europa è compromesso, volevo scrivere…